Cash Collect con ricche cedole e premio in caso di ritiro anticipato

di Redazione Websim   Le Borse provano a riprendere fiato dopo la lunga corsa, ma senza perdere posizioni. Wall Street è ancora sui massimi e anche Parigi e Francoforte rimangono sostenute. Piazza Affari è sottoposta a forze contrastanti: i timori di elezioni anticipate, con la prospettiva di una nuova fase di incertezza politica, hanno frenato nei giorni scorsi la nostra Borsa. I buoni dati sul fronte dell’economia reale ridanno fiato agli investitori: è notizia di oggi che l’Istat ha corretto al rialzo la crescita del Pil del primo trimestre a +1,2% da +0,8% della prima rilevazione. La sottoperformance del nostro mercato rispetto alle altre Borse europee potrebbe essere oggi una buona occasione di acquisto. Intanto dall’Europa arrivano ottime notizie: Mario Draghi, il presidente della Bce, ha rassicurato sul proseguimento della politica monetaria espansiva. Si infittiscono, inoltre, le indiscrezioni secondo cui sarebbe allo studio un piano per mettere in sicurezza i debiti sovrani periferici dopo la fine del Qe con un nuovo strumento finanziario studiato per impacchettare  bond di titoli di Stato europei, sia “core” che “periferici”: non è ancora un eurobond, ma si avvicina. investimenti_alternativi.gifTerzo punto di forza arriva dal greggio. La settimana scorsa l’Opec a Vienna si è limitata  a prorogare di nove mesi il contingentamento della  produzione deciso alla fine del 2016, creando forte delusione fra gli investitori che si aspettavano ulteriori tagli. Come conseguenza, le quotazioni del Wti sono scese sotto i 50 dollari al barile. Questo significa meno costi energetici e meno inflazione. Crediamo che in uno scenario come questo, dopo la forte corsa del mercato azionario  e la permanenza di solide basi per la nostra economia, una valida strada per trovare rendimento possano offrirla i certificate. Oggi analizziamo un Crescendo Rendimento con effetto memoria, emesso da Exane a un valore nominale di 1.000 euro con codice Isin FREXA0006199 [FREXA0006199.TX]. Il certificate ha tre sottostanti, che sono le azioni di Azimut, Mediaset e Unicredit. Dettagli del prodotto. Il certificate è stato emesso il 25 maggio 2017 e oggi passa di mano a 986 euro. Ha una durata di tre anni (scadrà nel maggio 2020), stacca cedole mensili pari allo 0,67% (8,04% all’anno) con effetto memoria e autocallable dal sesto mese con un premio del 7%. In particolare, il certificate rimborsa 1.070 euro alla scadenza, o in caso di richiamo anticipato, qualora tutti i sottostanti siano superiori al loro livello iniziale. Di seguito approfondiamo tutte le caratteristiche Cedole ed effetto memoria. Ogni mese il certificate paga il coupon di 6,7 euro se, alle date stabilite per la rilevazione, i prezzi dei tre titoli di riferimento (Unicredit, Mediaset e Azimut) saranno sopra o pari alle rispettive barriere, poste al 55% del livello iniziale. L’effetto memoria può venire in soccorso, permettendo di recuperare eventuali cedole perse. Infatti, se a una data di osservazione ci si trova nella condizione prevista per il pagamento, si incassano anche tutte le cedole perse in precedenza. Con questo certificate in tre anni si possono incassare 241,2 euro di cedole, pari al  24,1% di rendimento (rispetto al valore nominale). Rimborso anticipato con premio. A partire da novembre potrebbe arrivare anche il rimborso anticipato, evento che si presenta quando alla data di osservazione tutti e tre i sottostanti si trovano sopra il livello iniziale. In questo caso si viene rimborsati con 1.070 euro, con un ulteriore premio  del 7% che si aggiunge a  tutte le cedole precedenti. La prima data utile di valutazione è il 10 novembre 2018 con pagamento al 24 novembre. Barriere e Livelli iniziali. Vediamo dove si trovano oggi i tre sottostanti. – Unicredit: barriera a 9,189 euro; il titolo oggi vale in Borsa 15,78 euro e per arrivare alla barriera dovrebbe perdere il 42%. Il Livello iniziale è fissato a 16,708 euro. – Mediaset: barriera a 2,017 euro; il titolo oggi vale in Borsa 3,57 euro e per arrivare alla barriera dovrebbe perdere il 44%. Il Livello iniziale è fissato a 3,668 euro. – Azimut: barriera a 10,475 euro; il titolo oggi vale in Borsa 18,40 euro e per arrivare alla barriera dovrebbe perdere il 43%. Il Livello iniziale è fissato a 19,046 euro. Scenari alla scadenza. Fra tre anni, alla scadenza (la data di osservazione alla scadenza è l’11 maggio 2020) avremo tre scenari: 1)   Tutti e tre i sottostanti sono sopra il livello inziale: il certificate verrà ritirato a 1.070 euro. A questo rendimento va aggiunto quello del 24,1% delle cedole mensili, più l’1,4% che guadagna chi acquista il certificate oggi a un prezzo più basso dei 1.000 euro del nominale.  Si arriva a un rendimento totale del 32,52% 2)   Tutti e tre i sottostanti sono sopra la barriera, ma ce n’è almeno uno sotto al livello iniziale. Il certificate verrà ritirato a 1.000 euro e si incasseranno eventuali cedole non distribuite grazie all’effetto memoria. Il rendimento totale sarà dato dal 24,1% delle cedola, più un altro 1,4% dato dalla differenza fra il prezzo di acquisto del certificate e il nominale di 1.000 euro. Totale 25,5% 3)   Uno o più sottostanti alla scadenza sono sotto la barriera. Il capitale non è più protetto. In questa ipotesi l’investitore riceve una somma calcolata sul sottostante con la performance peggiore. Per esempio, qualora Azimut fosse il titolo peggiore e dovesse trovarsi a 10,47 euro, appena sotto la barriera, l’investitore incasserebbe poco meno di 550 euro. Probabilmente il certificate avrà comunque staccato qualche cedola che andrebbe a limitare la perdita. Le tre società associate all’investimento sembrano in questo momento sufficientemente solide. Questo scenario rende improbabile una discesa superiore al 45% nei prossimi tre anni. UNICREDIT. La banca  ha chiuso il primo  trimestre 2017 con un utile netto consolidato di 907 milioni di euro, contro i 406 milioni dello stesso periodo del 2016. L’utile è stato nettamente superiore al consensus degli analisti, che indicava 612 milioni di euro.  Tra gli altri dati, i ricavi sono saliti del 3,4% a 4,8 miliardi, mentre il margine operativo netto è aumentato del 36,1%. L’indice di solidità patrimoniale  Cet1 fully loaded al 31 marzo, dopo l’aumento di capitale da 13 miliardi, si attesta a 11,45% da 7,54% al 31 dicembre. Entro la fine dell’anno il Cet1 supererà il 12% tenendo conto delle cessioni di Pioneer e Pekao. Per il 2017 la banca conferma il target di Cet1 fully loaded oltre 12% e margine di interesse a 10,2 miliardi. La cura dell’amministratore delegato Jean Pierre Mustier è solo agli inizi ma sta già dando i suoi frutti. Un piano di cessioni serrato, un maxi aumento di capitale andato a buon fine e ora la forte concentrazione su costi, ricavi e margini. Ci aspettiamo dalla nuova gestione notizie positive. Su  30 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo: 21 consigliano di acquistare il titolo e 8 di tenerlo in portafoglio, solo uno di venderlo.  Il prezzo obiettivo medio è di 17,63 euro . Da inizio anno il titolo guadagna il 15,83%. MEDIASET. Il titolo  è debole in questi giorni perché attende la proposta di Vivendi all’Autorità italiana per le comunicazioni. L’Agcom contesta la presenza dei francesi sia in Telecom Italia che nel gruppo Media. La possibile soluzione potrebbe essere quella di congelare i diritti di voto in Mediaset al 10%, questo però sta sgonfiando le speculazioni sul titolo. Crediamo che il progetto di Vivendi di costituire sinergie tra tlc e media abbia senso ma la strada potrebbe essere quella di farlo tramite accordi commerciali. La barriera sul titolo è molto lontana dunque non crediamo verrà toccata. Sul fronte business gli analisti si attendono un buon secondo trimestre dopo che nel primo il gruppo ha visto la raccolta pubblicitaria rafforzarsi del 2,4% contro un mercato in calo. Su 25 analisti censiti da Bloomberg, nessun analista ha un giudizio Buy, ma ben 22 analisti consigliano di tenere il titolo in portafoglio e solo 3 di venderlo. Il prezzo obiettivo medio è di 3,91 euro, sopra al livello iniziale . Da inizio anno il titolo arretra del 10,46%. AZIMUT.  Come tutti i titoli del risparmio gestito sta vivendo un forte trend in Italia legato alla diffidenza verso le banche tradizionali e la ricerca dei clienti di società con indici di solidità più elevati, perché non esposte nell’erogazione di prestiti e mutui. Su  11 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo: 5 consigliano di acquistare il titolo e 5 di tenerlo in portafoglio, solo uno di venderlo.  Il prezzo obiettivo medio è di 19,91 euro . Crediamo che il punto di forza di questo certificate sia il premio legato al ritiro anticipato che permette di partecipare a un rialzo del sottostante unito a barriere davvero distanti e l’effetto memoria. Per vedere un video esplicativo clicca qui Per vedere la scheda prodotto cliccare qui www.websim.it

 
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