Piazza Affari. Il brutto anatroccolo d’Europa sarà il cigno dei prossimi mesi

Piazza Affari. Il brutto anatroccolo d’Europa sarà il cigno dei prossimi mesi

Piazza Affari. Il brutto anatroccolo d’Europa sarà il cigno dei prossimi mesi

Nonostante un contesto macro più solido e stime sugli utili in costante miglioramento, Piazza Affari continua a sottoperformare le altre Borse Europee. La nostra Borsa ha valutazioni scontate rispetto alle altre piazza dell’Eurozona e alle sue medie storiche.

Piazza Affari continua ad essere il brutto anatroccolo d’Europa, e del mondo, nonostante il rally di fine 2016.

Ma guardando sotto la superficie di un andamento di Borsa piuttosto sonnacchioso nei primi due mesi del 2017, i motivi di ottimismo non mancherebbero, sia nel breve che nel medio periodo.

È il messaggio dell’ultimo update della Strategia sul mercato italiano di Intermonte Advisory e Gestione, che analizza l’andamento del comparto azionario italiano, in relazione al contesto macro, alle stime sugli utili futuri delle aziende e ai driver specifici del nostro Paese.

Il punto di partenza è l’andamento del nostro indice FTSE MIB.

Da inizio anno naviga intorno alla parità, con un -1,7% al 28 febbraio. Intanto, però, i suoi omologhi europei, dal Dax tedesco (+5,1%) al FTSE 100 (+2,8%), passando per l’Ibex spagnolo (+4,1%), hanno fatto tutti meglio.

A soffrire sono stati soprattutto i titoli assicurativi e dell’asset management, mentre le banche italiane, a differenza del drammatico inizio 2016, hanno fatto meglio delle loro equivalenti europee.

Per trovare motivi di ottimismo basta però guardare alle stime sugli utili delle società del nostro listino.

Da inizio anno le previsioni di profitto degli analisti sulle società sono migliorate del 5,3% per quanto riguarda il 2017 e del 5,5% sul 2018.

La crescita degli utili per le quotate italiane è prevista come la più brillante in Europa: +39% nel 2017 e +16,8% l’anno sucessivo (rispetto al +18% e +9,4% dell’Eurostoxx 600).

Anche il rapporto P/E dei titoli della nostra Borsa, a 14x, resta più basso della sua media storica, che si colloca nel range 15-20x, con i soli settori Media, Consumers ed Energia a trattare a prezzi superiori a 13 volte gli utili.

Piazza Affari. Il brutto anatroccolo d'Europa sarà il cigno dei prossimi mesiAnche il contesto di mercato mostra segnali di miglioramento.

I dati macro “continuano a migliorare dopo la conferma del Pil nel quarto trimestre a +1%” si scrive nel report.

Febbraio ha visto una conferma del trend di miglioramento, più sulla parte industriale (indice PMI, fiducia delle aziende e occupazione crescono) che su quella dei consumi (fiducia dei consumatori in calo), forse anche a causa dell’aumento dell’inflazione (+1,5% a febbraio).

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Piazza Affari ha poi superato brillantemente il punto critico rappresentato dall’aumento di capitale monstre di Unicredit. I 13 miliardi di euro raccolti dall’istituto di piazza Gae Aulenti sono la più vivida testimonianza di come il mercato abbia fiducia nelle società italiane, a patto che propongano obiettivi chiari e raggiungibili, per quanto ambiziosi.

La visione di breve periodo di Intermonte Advisory e Gestione è quindi ottimistica sul prossimo futuro di Piazza Affari, con una particolare attenzione a:

  • Consumer e Lusso: i risultati del quarto trimestre hanno confermato che i settori più esposti alla ripresa nei mercati emergenti stanno avendo grande beneficio. Dall’altra parte, diverse industrie cicliche non stanno più che sorprendendo al rialzo, mentre sembrano già scontare molti dei benefici dei cosiddetti «Trump trade».
  • Mid e Small caps: guardiamo con interesse a questo segmento che offre interessanti opportunità di investimento su ottime aziende con una volatilità tipicamente più ridotta e una liquidità più che accettabile. Anticipiamo così anche il prevedibile flusso in entrata dal lancio dei nuovi prodotti PIR, che indirizzeranno una parte degli investimenti su questo comparto.
  • Settore Oil: la ripresa e la stabilizzazione del prezzo del greggio ha portato un miglioramento costante delle stime di profitti delle società dell’energia, che offrono anche dividendi interessanti.
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