CERTIFICATE – Bottino grosso (+35%) con una scommessa su Tod’s

di Redazione Websim

Chi si aspetta un nuovo incremento della redditività nel gruppo Tod’s, dove è in atto una importante riorganizzazione con taglio dei costi, trova nel certificate Cash Collect emesso da Unicredit con codice ISIN DE000HV4AHH7 [DEHV4AHH.MI] uno strumento di investimento molto interessante: basterà un modesto incremento delle quotazioni di Borsa per realizzare guadagni molto alti.

Caratteristiche.

 

Strike (prezzo dell’azione Tod’s all’emissione del certificate): 90,50 euro.
Barriera: 67,875 euro, poco sopra il prezzo attuale (66,80 euro).
Importi addizionali pagati ogni tre mesi: 2,3 euro.
Scadenza: 15 dicembre 2017.
Date di osservazione: 17 marzo 2017, 16 giugno 2017 e 15 settembre 2017.Funzionamento.
Il Cash Collect paga le cedole trimestrali  (importi addizionali) solo se il sottostante sarà sopra la barriera nelle tre date fissate per la rilevazione.   Se questo avverrà, si incasseranno ogni volta 2,3 euro.
Se in queste date Tod’s  sarà sopra lo strike, il certificate sarà  rimborsato anticipatamente a 100 euro, più l’importo addizionale.
Oggi l’azione Tod’s vale in Borsa 66,5 euro, per superare la barriera basta un piccolo rialzo del 2%.

Nel migliore dei casi, vale a dire con l’azione Tod’s  sopra la barriera in tutte e tre le date di osservazione, l’investito incassa 6,9 euro. Se anche il 14 dicembre del 2017, alla scadenza, il prezzo di Borsa sarà sopra quota 67,875 euro, arriverà il rimborso di 100 euro, più gli ultimi 2,3 euro. Solo di importo addizionale si incassano 9,2 euro

tods.pngA questa cifra è da aggiungere la plusvalenza sul capitale iniziale: il cash collect certificate si acquista oggi a 80,6 euro. Se assumiamo che il certificate abbia pagato tutte le cedole, se ipotizziamo che alla scadenza il sottostante sia per esempio a 70 euro, l’investimento si chiuderà con un guadagno del 35,5%. Il bottino finale sarà comunque cospicuo anche se tutti e tre gli importi addizionali non dovessero venire pagati, purché, alla scadenza, Tod’s sia sopra la barriera: circa il 27%.

All’opposto, se anche tutte dovesse andare male, la perdita potrebbe essere accettabile, soprattutto se paragonata alle possibilità di guadagno. Ipotizziamo che neanche una cedola venga pagata, che alla scadenza Tod’s sia ai prezzi attuali: si incassano 73,4 euro, ovvero, si perde il 7,5% circa. Se Tod’s dovesse trovarsi a 60 euro, si perde il 15,5% del capitale investito.

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I prezzi di Borsa di Tod’s sono in concordia con l’andamento degli affari, arrivato sui massimi storici a metà del 2013: da allora  il titolo si è più che dimezzato nei successivi tre anni, e nello stesso periodo i ricavi hanno iniziato a frenare, poi a scendere. La società è corsa ai ripari, con un ridimensionamento del piano di espansione che ha impedito grane ancora peggiori. La riorganizzazione ed il  taglio costi dovrebbero proteggere la redditività nel corso del 2017, mentre le vendite dovrebbero rimanere poco sopra 1 miliardo di euro, soprattutto per effetto del trend di settore.

Per il mercato del Lusso, il 2016 è stato un anno davvero negativo, il terrorismo in Francia, Brexit, l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca ed il referendum costituzionale in Italia, hanno spinto all’ingiù il morale dei consumatori. Il 2017 dovrebbe essere l’anno della ripartenza in grande stile dei consumi in Cina e dei russi che affollano di nuovo le vie dello shopping. I dati del trimestre di Kering diffusi stamattina, in crescita più del previsto, mostrano che la musica è cambiata.

L’aiutino decisivo in grado di spingere Tod’s sopra il livello di barriera potrebbe essere il tema dell’aggregazione. La fusione tra Luxottica ed Essilor, insieme all’ingresso di LVMH in Marcolin, rivelano che il mondo del Lusso è sempre in movimento.

Anche dentro la stessa Tod’s, solidamente controllata dalla famiglia Della Valle con il 60,7%, le acque sono mosse. Di recente, nel capitale è entrato uno dei fondi di Andrea Bonomi con una quota del 3%. Non è chiaro quale sia il progetto di medio lungo periodo del finanziere, ma sembra che possa essere un passo sulla via della realizzazione di un grande polo italiano della moda e del fashion. Nella holding Investindustrial di Bonomi ci sono giù molte attività del Lusso, come le calzature Sergio Rossi, i profumi Ferrari, le automobili Aston Martin ed il marchio di arredamenti B&B Italia.

Nel capitale di Tod’s c’è anche appostato Bernard Arnault con il 3,46%. Quest’ultimo è il socio di controllo di LVMH.

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