CERTIFICATE – Cedole sicure con rendimento del 15,2% che può salire fino al 18,5%

di Redazione Websim

Da mesi il sistema bancario italiano è sotto osservazione, con banchieri e governo  impegnati a trovare il modo di ridurre il forte peso dei crediti deteriorati, quelli che in gergo vengono chiamati Non performing loans.

Negli ultimi giorni i riflettori della Borsa sono puntati stabilmente su due titoli: Unicredit e Intesa Sanpaolo.
Unicredit è impegnata in un  maxi aumento di capitale che riporterà la banca ad avere una struttura patrimoniale tra le più solide in Europa. L’operazione dovrebbe andare in porto senza molte difficoltà.

Intesa ha annunciato che sta studiando iniziative per fare una “combinazione industriale” con Generali. Al momento, però, il dossier Generali è ancora fermo sulla scrivania di Carlo Messina, l’a.d. di Intesa,  mentre gli ostacoli all’operazione sembrano aumentare.

Intanto sul fronte del risparmio gestito arrivano buone novità dal lato della raccolta.

In questo scenario riteniamo interessante il certificate Bonus Cap a cedola garantita emesso da Exane con codice Isin FREXA0004293 [FREXA0004293.TX], che offre cedole mensili garantite pari a 12,30 euro (147,60 euro in un anno). Dato il prezzo odierno del certificate di 967 euro, questo prodotto a chi lo compra oggi offre un rendimento potenziale del 18,5% (15,2% dalle cedole più 3,3% di differenza fra il prezzo di acquisto e il rimborso a 1.000 euro).

Clicca qui per vedere un video esplicativo

Il certificato è composto da un basket di titoli protagonisti del nostro sistema bancario: Intesa, Unicredit e Azimut. La barriera di protezione del capitale a scadenza protegge fino a ribassi del 30%.

Il rischio dell’investimento non è nelle cedole che appunto sono sempre garantite, ma nell’entità del rimborso finale che è legato all’andamento di tre sottostanti.

Intesa Sanpaolo ha uno livello iniziale (strike) pari a 2,419 euro ed una barriera posta a 1,693 euro. Per toccare la barriera il titolo dovrebbe scendere del 20% rispetto al prezzo di oggi.

Unicredit ha un livello iniziale (strike) pari a 13,3685 euro ed una barriera posta a 9,358 euro (-24% dal prezzo di oggi).

Azimut ha un livello iniziale (strike) pari a 17,403 euro ed una barriera posta a 12,182 euro (-27,5% dal prezzo di oggi).

Emesso il 27 gennaio scorso, con scadenza il 7 febbraio 2018, il Bonus Cap di Exane paga 12 cedole garantite, di cui la prima il 10 marzo prossimo e l’ultima il 7 febbraio 2018.

Il Bonus Cap di Exane offre un’interessante protezione all’investitore perché presenta una barriera europea e non americana. Per valutare l’ammontare rimborsato a scadenza sarà sufficiente osservare il livello finale di ciascun sottostante.

Cosa succede quindi all’ultima data di valutazione, il 24 gennaio del 2018?

IPOTESI 1. Se il valore finale di ognuno dei tre sottostanti è maggiore o uguale al livello barriera, il certificate viene rimborsato a 1.000 euro. Non importa se nel corso della vita del prodotto uno o più di uno dei sottostanti sia andato sotto la barriera.

IPOTESI 2. Se il valore finale anche solo di uno dei tre sottostanti è inferiore al livello barriera il rimborso sarà di 1.000 euro meno una percentuale pari alla distanza percentuale fra il livello iniziale e il prezzo finale del sottostante con la performance peggiore.

Ipotizziamo che il titolo sceso di più sia Intesa Sanpaolo, poniamo che si trovi a 1,69 euro. Il certificate viene rimborsato a poco meno di 700 euro. In questo caso sul capitale si perdono 258 euro circa (958 – 700), ma si sono incassate cedole per 147 euro e dunque la minusvalenza effettiva scende a 110 euro.

Crediamo che Intesa e Unicredit stiano scontando in Borsa uno scenario già sfavorevole mentre Azimut tra buy back e buoni dati sul fronte raccolta appare molto solida.

INTESA SANPAOLO. Abbiamo di recente abbassato il nostro giudizio sulla banca guidata dall’a.d.  Calo Messina (nella foto) perché l’eventuale aggregazione con Generali non ci INTESA.Ceo_Carlo_Messina.jpgconvince del tutto. Ma il nostro target price, a 2,5 euro, resta comunque molto sopra il livello di barriera. Anche il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg è positivo: su 31 analisti, 19 hanno una raccomandazione Buy, 10 hold e solo due Sell . Il target price medio è pari a 2,62 euro.
Abbiamo scelto di essere prudenti, a fronte di un progetto di così grande portata, ma non dobbiamo ignorare che tra i grandi istituti di credito italiani, Intesa è il più solido.
Settimana scorsa il gruppo ha annunciato i risultati dell’esercizio 2016, chiuso con un utile netto di 3,111 miliardi, in crescita dai 2,74 miliardi del 2015. Il Cet1 a fine 2016 si è attestato al 12,9% a regime e al 12,7% transitional contro il 13% e il 12,8% di fine settembre. I dati sono stati molto positivi e confermano la solidità patrimoniale del gruppo.

UNICREDIT è impegnata in un maxi aumento di capitale. , Crediamo che il titolo sconti già la debolezza legata alla diluizione che porta Unicredit.Ceo.Mustier.Jean-Pierre.pngl’operazione. Siamo convinti che finita la raccolta di capitali freschi il mercato si concentrerà sulla solidità del gruppo e sulla capacità dell’a.d. Jean-Pierre Mustier (nella foto) di raggiungere i target. Sul titolo abbiamo una raccomandazione Neutrale con un target price di 15,2 euro. Su 26 analisti censiti da Bloomberg 17 consigliano di acquistare il titolo e 7 di tenerlo in portafoglio, e due di venderlo. Il prezzo obiettivo medio è di 19,70 euro.

 

 

AZIMUT ha chiuso il mese di gennaio con una raccolta netta migliore delle attese a 507 milioni di euro. Le nostre stime per tutto l’anno sono per azimuta.jpg4 miliardi di euro. A sostenere le quotazioni sarà anche il riavvio del piano di riacquisto di azioni proprie che potrà coinvolgere fino al 13% del capitale.

Oggi la società detiene il 7% di azioni proprie che potrebbero essere messe a servizio del bond convertibile se necessario. Azimut partirà immediatamente con il piano per un importo della prima tranche di 25 milioni di euro.

Print Friendly, PDF & Email