CERTIFICATE – Rendimento del 7% con le cedole garantite su Leonardo

di Redazione Websim
Con l’Unione europea sempre più intenzionata a realizzare una struttura militare unica, il certificate Bonus Cap a cedola garantita di Exane  su Leonardo-Finmeccanica potrebbe essere lo strumento giusto per investire nel rilancio della spesa degli Stati europei  per la Difesa. Con questo strumento, identificato dal codice sin  FREXA0003865,  l’investitore  ottiene un rendimento annuo del 6,24%.  Rendimento che aumenta di un altro 1,5% (per un totale del 7,7%), acquistando oggi il certificate a un prezzo inferiore a quello di emissione.
 
Leonardo.Mbda.missile.jpgQueste le caratteristiche del Bonus Cap emesso da Exane il 16 dicembre del 2016:

– ogni mese viene pagata in modo incondizionato una cedola di 5,2 euro, pari allo 0,52% del valore di emissione (1.000 euro), per  un incasso complessivo, nell’arco dei 12 mesi, di 62,4 euro.

– la prima, delle dodici cedole garantite verrà pagata venerdì 20 febbraio prossimo e l’ultima il 18 gennaio dell’anno prossimo.

Il certificate si acquista oggi sul mercato a 985 euro e verrà rimborsato alla scadenza (gennaio 2018) a 1.000 euro, a patto che alla data fissata per la rilevazione finale (4 gennaio 2018) il prezzo di Borsa di Leonardo sia sopra la barriera, fissata a 10,793 euro. Oggi l’azione Leonardo vale 12,96 euro: per scendere fino alla barriera dovrebbe perdere il 16,5%.

Alla scadenza si potranno presentare due possibilità:
1) Se la quotazione di Borsa di Leonardo sarà sopra la barriera, il rimborso avverrà al valore di emissione, pari a 1.000 euro.
2) Se Leonardo sarà sotto la barriera, il  rimborso sarà di 1.000 euro meno una percentuale pari alla distanza percentuale fra il valore iniziale fissato dall’emittente (strike), pari a 13,42 euro, e il prezzo di Borsa del giorno di rilevazione.
Ipotizzando un prezzo finale del titolo Leonardo di 10 euro (-25%  dal valore iniziale), il certificate sarà rimborsato a 750 euro.

Pensiamo che alla scadenza Leonardo Finmeccanica sarà sopra la barriera: il nostro target price è ben più alto, a 16 euro. Nessuno dei 19 analisti che seguono la società si aspetta che nel medio periodo il prezzo sia più basso di 12 euro. Il target price medio è 13,2 euro.

Siamo convinti che la ripartenza del dibattito sul tema dell’esercito europeo comune sia una novità di grande rilevanza per tutte le aziende europee della Difesa. Ci aspettiamo benefici diretti, in termini di ricavi, ma anche una spinta positiva dal probabile consolidamento nel settore.

A dicembre, come primo atto di questo progetto di cooperazione tra forze armate nazionali, la Commissione Europea ha messo in campo un fondo da 5 miliardi di euro.

L’Europa ha risposto con lo European Defence Action Plan all’arrivo alla Casa Bianca di un presidente che non vuole più vedere gli Stati Uniti supplire alla carenze militari dell’Europa. I Paesi dell’Unione, nell’ultima decade, hanno tagliato del 12% in termini reali il budget per la Difesa.

La Commissione Europea, nell’annunciare le nuove linee di azione su questo tema, ha segnalato che il basso coordinamento tra eserciti e strutture militari costa come minimo 25 miliardi di euro l’anno, serve quindi agire in modo congiunto, tornando a investire nella Difesa, ma con un approccio comunitario.

La prossima uscita dall’Unione della Gran Bretagna, la più ostile ai progetti di esercito comune, renderà  meno complicato trovare un’intesa tra politici e generali.

I conti di Finmeccanica potranno beneficiare anche della risalita del prezzo del petrolio, con la conseguente ripartenza delle attività estrattive sulle piattaformei. Le società del settore sono tra le maggiori acquirenti di elicotteri, utilizzati per i collegamenti tra le strutture offshore e la terraferma.

Il crollo degli investimenti in Esplorazione & Produzione ha avuto come effetto una caduta degli acquisti di elicotteri da traporto passeggeri, una discesa che non ha risparmiato Agusta Westland, la controllata di Leonardo attiva in questo settore.

Anche se non ci sono segnali di recupero della domanda di aeromobili, è presumibile che nel corso dell’anno arrivino i primi segnali di risveglio. Noi pensiamo che il titolo, a questi prezzi, incorpori una situazione di mercato ancora totalmente negativa per Agusta Westland.

Nel corso del 2017 Leonardo potrebbe anche chiudere l’accordo con la francese Airbus. Da mesi le due aziende stanno discutendo di uno scambio di partecipazioni:  da un lato il gruppo italiano cederebbe ad Airbus il 25% della società missilistica Mbda, di cui Airbus vuole il pieno controllo. Dall’altro Airbus dovrebbe cedere alla holding italiana la sua metà di ATR, joint venture che costruisce arei a corto raggio. Un rafforzamento nel settore degli arei passeggeri per uso civile sarebbe molto positivo.

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