CERTIFICATE – Rendimento del 15,6% con le cedole di Intesa, Mediobanca e Ubi

La vittoria del No al referendum avrebbe dovuto sbattere al tappeto le banche italiane, perché la caduta del governo metterebbe a rischio il salvataggio di Montepaschi  con conseguenze disastrose sull’intero comparto. Così aveva scritto il Financial Times, parlando addirittura di un rischio di uscita dell’Italia dall’area euro.

E’ successo tutto l’opposto: Piazza Affari ha reagito con forti rialzi e le banche hanno preso il volo, lo spread si restringe.

Di fronte a questa volatilità, una buona idea per puntare sulle più solide banche italiane (Intesa, Mediobanca e Ubi) è il certificate Crescendo Rendimento emesso da Exane con Isin FREXA0003238 [FREXA0003238.TX].

Questo strumento offre ricche cedole mensili dell’1,3%, a condizione che alle date stabilite per la rilevazione  nessuna delle tre azioni sottostanti si trovi sotto la rispettiva barriera, posta circa al 40% al di sotto delle attuali quotazioni. Incassando tutte le 12 cedole, si arriva a un rendimento annuo del 15,6%. Il certificate ha durata di tre anni.

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BARRIERE E SOTTOSTANTI

Il certificate ha come sottostanti un basket composto dai tre titoli bancari italiani più solidi: Mediobanca, Intesa San Paolo e Ubi.

Mediobanca [MDBI.MI] a nostro parere giocherà un ruolo da Mediobanca.jpgprotagonista il prossimo anno. Il 2017 si annuncia fitto di importanti operazioni straordinarie per il comparto bancario come l’aumento di capitale di Mps e quello di Unicredit, oltre a probabili nuove aggregazioni fra le banche popolari.

Nel bilancio di Mediobanca le attività di corporate investment banking  pesano per il 44% dei ricavi totali. Tra i 13 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo: 9 consigliano di acquistare il titolo Mediobanca e 4 di tenerlo in portafoglio, nessuno consiglia di venderlo. Il prezzo obiettivo medio è di 8,01 euro. Sulle attuali stime del consenso il P/E atteso per quest’anno è fissato a 9,74 volte.

Il Certificate Crescendo ha la barriera su Mediobanca fissata a 4 euro, la metà del target price indicato da Bloomberg e il 46% sotto le attuali quotazioni. Il prezzo di riferimento iniziale è di 6,68 euro. Da allora il titolo è salito portandosi ai 7,46 euro di oggi.

Intesa SanPaolo [ISP.MI] è la banca più solida del panorama italiano con oltre 10 miliardi di capitale in eccesso. Questa forte solidità a nostro avviso rende certa una politica generosa di dividendi. Ci aspettiamo una cedola con un rendimento del 9% che si manterrà elevata anche l’anno prossimo.
Ieri gli analisti di Morgan Stanley, in un report sul settore bancario italiano, hanno alzato il target price sul gruppo portandolo a 2,9 euro da 2,6 euro, confermando la raccomandazione Overweight.
Su 33 analisti censiti da Bloomberg, 24 consigliano l’acquisto. Target price medio a 2,60 euro.

Per Intesa SanPaolo la barriera è fissata a 1,262 euro, il 46% sotto le attuali quotazioni. Il prezzo di riferimento iniziale del titolo è stato fissato a 2,104 euro.

UBI Banca [UBI.MI]. Tra le tre è la banca col destino più incerto, perché sta giocandosi una partita importante, ovvero quella, se varrà la pena, di rilevare le tre good bank in cui sono raggruppate le attività sane di tre banche fallite (Banca Etruria, Cassa Marche e Cassa di Chieti).
L’operazione potrebbe richiedere un aumento di capitale da 500 milioni di euro. Se ci fosse la ricapitalizzazione, la barriera del Certificate Crescendo verrebbe rivista al ribasso, secondo un coefficiente deciso da Consob.

Adesso la barriera per Ubi è a 1,464 euro, il 40% sotto le attuali quotazioni. Il prezzo di riferimento iniziale del titolo è stato fissato a 2,44 euro.

CEDOLE ED EFFETTO MEMORIA

A rendere decisamente molto interessante questo certificate è il mix di ricche cedole e l’effetto memoria. Il certificate stacca dividendi mensili dell’1,3%,  che portano il rendimento annuale al 15,6%.
La barriera dell’Exanino è attraente non solo perché è europea (ovvero durante la vita del prodotto il sottostante può anche scendere sotto la barriera, senza che il certificate perda la possibilità di pagare le cedole, in quanto l’unica data che conta è quella di valutazione) ma perché gode dell’effetto memoria.

Cosa significa? Se anche solo uno dei tre sottostanti dovesse trovarsi a una data di rilevazione mensile sotto la barriera, allora il certificate non distribuirà la cedola per quel mese. Questo però non significa aver perso la possibilità di incassare la cedola. Basterà, infatti, che in qualsiasi altra data di rilevazione successiva il prezzo sia tornato sopra la barriera, perché il certificate distribuisca non solo la cedola di quel mese, ma anche tutte quelle arretrate non distribuite, recuperandole interamente.
Il prodotto ha scadenza l’8 novembre del 2019.

RIMBORSO ANTICIPATO

Un’altra caratteristica interessante del prodotto è che dal sesto mese in poi (da maggio  2017) è “autocallable”, questo significa che può essere rimborsato in anticipo dall’emittente al prezzo di emissione pari a 1.000 euro, dopo aver pagato tutte le cedole fino a quella data, se la quotazione di tutti e tre i  sottostanti alla data di rilevazione sarà sopra il prezzo iniziale .

In caso di ritiro anticipato, ad esempio al sesto mese, il certificate avrà reso il 7,8% di cedole in sei mesi.

SCENARI ALLA SCADENZA

Gli scenari alla scadenza sono di due tipi. Se all’ultima data di valutazione (8 novembre 2019) tutti i tre sottostanti si troveranno sopra la barriera, il Certificate avrà reso il 46,8% di cedole e verrà ritirato a 1.000 euro.
Lo scenario negativo lo avremo se alla scadenza anche solo uno dei sottostanti dovesse trovarsi sotto la barriera: allora il nostro certificate verrebbe ritirato a 1.000 euro meno la distanza percentuale del prezzo del sottostante con performance peggiore e il suo fixing. Ad esempio, se Ubi dovesse trovarsi appena sotto la barriera, il certificate verrebbe ritirato a poco meno di 600 euro, ma se in tre anni l’investitore avesse incassato con le cedole un rendimento del 40%, sarebbe ancora in pari.

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