CERTIFICATE – Come mettere sotto l’albero una MaxiCedola sicura dell’8%

MaxiCedola dell’8%  pagata il 20 dicembre se nelle prossime quattro sedute di Borsa (oggi compreso) nessuno dei tre titoli Eni, Telecom Italia e A2A  si dimezza di valore. E poi cedole mensili  dello 0,5% (6% l’anno per tre anni) con effetto memoria, a condizione che nessuna delle tre azioni  accusi un ribasso di oltre il 37% dai prezzi di oggi.

Sono queste in estrema sintesi le caratteristiche che rendono attraente  in questa fase il certificate Crescendo Rendimento di Exane, identificato dal codice Isin  FREXA0003378 [FREXA0003378.TX].

Emesso il 18 novembre scorso al valore nominale di 1.000 euro,  lo strumento è scambiato oggi in Borsa a 992 euro. A partire da maggio 2017 se le tre azioni sottostanti quotano sopra il livello iniziale, il certificate viene rimborsato in anticipo  a 1.000 euro, con un ulteriore guadagno dello 0,8%.

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Analizziamo tutte le caratteristiche.

CEDOLE
Il  certificate Crescendo Rendimento pagherà il 20 dicembre la MaxiCedola dell’8% (80 euro). Per non prendere la cedola occorrerebbe che il prossimo 6 dicembre almeno uno dei tre sottostanti fra Eni, Telecom Italia e A2A  quotasse in Borsa a un valore dimezzato rispetto a oggi. In particolare,  la barriera per Eni è stata fissata a 6,330 euro (-52% rispetto alla quotazione di oggi),  per Telecom Italia a 0,370  euro  (-47%) e per A2A a 0,584 euro (-47%).

Mancano quattro sedute di Borsa (compresa quella di oggi) alla data di valutazione, fissata il 6 dicembre. Crediamo davvero improbabile che uno dei tre sottostanti si dimezzi da oggi a quella data.
Soldi.regalo.natale.pngDopo la maxicedola di dicembre il certificate distribuirà cedole mensili con memoria dello 0,5%, a condizione che nelle date fissate per la rilevazione tutte e tre le  azione sottostanti si trovino sopra le barriere, leggermente più alte rispetto a quelle della MaxiCedola  (lontane il 40% dai prezzi di fixing iniziali).

L’8% incassato fra 20 giorni e lo 0,5% da gennaio in poi offrono la prospettiva di un rendimento nel corso del primo anno del 13,5%. Se il certificate staccherà tutte le sue cedole da qui alla scadenza avrà reso l’8% (di MaxiCedola), più un altro 17,5% di cedole mensili e infine un altro 0,8% in quanto oggi lo strumento finanziario quota sotto la pari. Il risultato in tre anni porta a un rendimento del 26,3%.

EFFETTO MEMORIA
La barriera è interessante non solo perché è di tipo europea (ovvero durante la vita del prodotto i sottostanti possono anche scendere sotto la barriera senza che il certificate perda la possibilità di staccare le cedole, l’importante è che le quotazioni siano sopra la barriera nelle date di rilevazione), ma anche perché gode dell’effetto memoria.

Come funziona? Se uno dei tre sottostanti dovesse trovarsi a una data mensile di rilevazione sotto la barriera, allora il certificate non distribuirà la cedola per quel mese.
Questo però non significa aver perso la possibilità di incassare la cedola . Basterà, infatti, che in qualsiasi altra data di rilevazione successiva il prezzo torni sopra la barriera , perché il certificate distribuisca non solo la cedola relativa a quel mese, ma anche tutte quelle arretrate non distribuite, recuperandole interamente.

DISTANZA DALLE BARRIERE
Le barriere sono davvero distanti: circa il 50% dall’attuale prezzo di Borsa per la maxicedola e il 40% per le cedole mensili. Crediamo che sia davvero difficile che uno dei tre sottostanti tocchi le barriere soprattutto dopo la pessima performance già registrata da inizio anno.

Andando a esaminare le prospettive di Eni [ENI.MI] (il nostro giudizio è  INTERESSANTE con target price  a 16,5 euro), non si può non sottolineare come l’accordo raggiunto ieri dai Paesi Opec per tagliare la produzione di greggio e sostenere le quotazioni abbia effetti positivi su tutti i titoli petroliferi, Eni compresa.
Inoltre  Eni  continua a offrire un interessante storia di investimento legata alla crescita del settore estrazione e produzione e al piano di cessioni che manterrà invariato la generosa politica di dividendi. L’amministratore delegato Claudio Descalzi ha dichiarato di essere disposto a scendere fino al 50% del maxi giacimento di gas nel Mediterraneo Zohr e a vendere altre quote del giacimento recentemente scoperto in Mozambico, con incassi totali che potrebbero arrivare a 4,5 miliardi di euro.
Da sole queste due dismissioni rendono sostenibile un dividend Yeld del 5,8%.

Telecom Italia [TLIT.MI] è tra i titoli più penalizzati a Piazza Affari da inizio anno, dove registra un calo del 41,2%. Sui fondamentali il gruppo rimane solido e non ci sono chiare motivazioni in grado di spiegare questo calo. Sul titolo abbiamo una raccomandazione INTERESSANTE con un target price di 1,15 euro. Fra i 35 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo: 21 consigliano di acquistare il titolo e 12 di tenerlo. Solo due hanno raccomandazione Sell.  Il prezzo obiettivo medio è di 0,99 euro .

Su A2A [A2A.MI] abbiamo una raccomandazione INTERESSANTE  con un target price fissato a 1,55 euro. La società ha chiuso un semestre  ancora sopra le attese, questo ci ha portato a rialzare le stime per il 2016 e il 2017. In particolare, i numeri mostrano la capacità del gruppo di difendersi bene anche in uno scenario macro difficile. Crediamo che la  forza del gruppo sia legata alla sua capacità di continuare a crescere proponendosi come aggregatore di piccole e medie utility nel Nord Italia, ricavando importanti sinergie, il tutto legato a una incisiva azione di riduzione dei costi.

STRATEGIA : puntare al rimborso anticipato per massimizzare il rendimento.

Crediamo che la forza del certificate nel breve sia la  maxicedola che unita a una struttura stabile manterrà le quotazioni del sottostante elevate.  Il certificate è  rimborsabile in anticipo a 1.000 euro dal sesto al 35esimo mese se ogni sottostante si riporterà  sopra il suo livello iniziale ( Eni 12,659 euro, Telecom Italia a 0,739 euro e A2A a 1,167 euro).

In quel caso l’investitore avrà ricevuto la maxicedola dell’8%, più un altro 2,5% di cedole mensili. In tutto un rendimento del 10,5% in sette mesi.

SCENARI ALLA SCADENZA

Gli scenari alla scadenza (ultima data di valutazione 4 novembre 2019) sono due:

1) Se all’ultima rilevazione le quotazioni di tutti tre sottostanti  saranno sopra le tre barriere, il certificate verrà rimborsato a 1.000 euro dopo il pagamento di tutte le cedole (vedi effetto memoria).

2) Se all’ultima rilevazione anche soltanto una delle tre azioni sottostanti segna una quotazione inferiore alla barriera, il certificate viene rimborsato a un prezzo calcolato sottraendo da 1.000 euro una percentuale pari alla distanza fra il fixing iniziale dell’azione con performance peggiore e il prezzo alla data di valutazione.
Facciamo un esempio: se Telecom Italia dovesse trovarsi appena sotto la barriera a 0,444 il certificate verrà ritirato a poco meno di 600 euro.

Link alla scheda prodotto.

 
Ricordiamo che il 5 e il 6 di questo mese sono le due date  di valutazione di  tutti i certificate della famiglia maxicedole di Exane di cui riportiamo una tabella qui sotto.
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