CERTIFICATE – Maxicedola del 14,5% sotto l’albero, e poi il 6% all’anno

di Redazione Websim

MaxiCedola del 14,5% in arrivo sotto l’albero di Natale,  se da qui al 6 dicembre uno dei tre titoli Intesa, Unicredit e Azimut non arriva a perdere il 50%  in Borsa. E poi, sempre se i sottostanti non si dimezzano, cedole mensili dello 0,5%, (6% l’anno per tre anni), con effetto memoria.

Il certificate Crescendo Rendimento di Exane con Isin Code  FREXA0003386 [FREXA0003386.TX] quota sotto la pari a 985 euro. A partire da maggio 2017 se le tre azioni sottostanti si portano sopra il livello iniziale, il certificate viene rimborsato in anticipo  a 1.000 euro, con un ulteriore guadagno dell’1,5%.

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Analizziamo tutte le caratteristiche.

CEDOLE
La più interessante è la MaxiCedola del 14,5%  a dicembre 2016. Per non prendere la cedola occorrerebbe che almeno uno dei tre sottostanti fra Unicredit, Intesa e Azimut dimezzasse il valore in Borsa in due settimane. In particolare,  la barriera per Unicredit è stata fissata a 1,104 euro (il 45% sotto le attuali quotazioni), per Intesa a 1,064 euro  (-47%) e per Azimut a 7,707 euro (-48%).

E’ vero che davanti a noi abbiamo un difficile referendum, dove la vittoria dei No viene data per favorita dai sondaggi (lo erano anche il Remain della Gran Bretagna e la vittoria di Hilary Clinton), così come la reazione negativa dei mercati.
Non aiutano le parole del premier Matteo Renzi, non disposto a “farsi cuocere a fuoco lento con un governicchio”. Dichiarazioni che accendono  il timore di una caduta del governo. Intendiamoci, un simile scenario non è certo un bene, ma un nuovo governo, magari tecnico, non è per forza una brutta notizia per l’economia.

Il mercato intanto si è portato avanti. Lo spread fra i rendimenti del Btp decennale e il Bund tedesco nelle ultime settimane è volato sopra i 180 punti,  una distanza che non si vedeva dall’agosto del 2014.

Piazza Affari ha perso il 6,6% in 15 sedute portando la performance negativa da inizio anno a -24%. L’Eurostoxx 50, l’indice dei principali titoli europei, è in calo del 7%. Questo ha permesso di fissare nelle prime settimane di novembre i prezzi iniziali su cui poi calcolare le barriere già ad un livello molto contenuto.

Dopo la maxicedola di dicembre il certificate distribuirà cedole mensili con memoria dello 0,5%, se tutte le  azione sottostanti si troveranno sopra la barriere nei giorni della rilevazione mensile (barriere uguali a quelle già fissate per la maxicedola).

Il 14,5% incassato fra  poco più di un  mese e lo 0,5% da gennaio in poi ci porta ad un rendimento nel corso del primo anno del 20%. Se il certificate staccherà tutte le sue cedole da qui alla scadenza avrà reso il 14,5% (di MaxiCedola), più un altro 17,5% di cedole mensili e infine un altro 1,5% oggi lo strumento finanziario quota sotto la pari. Il risultato in tre anni porta a un rendimento del 33,5%.

EFFETTO MEMORIA
La barriera è interessante non solo perché è di tipo europea (ovvero durante la vita del prodotto i sottostanti possono anche scendere sotto la barriera senza che il certificate perda la possibilità di staccare le cedole, l’importante è che le quotazioni siano sopra la barriera nelle date di valutazione), ma anche perché gode dell’effetto memoria.

Cosa significa? Se uno dei tre sottostanti dovesse trovarsi a una data mensile di rilevazione sotto la barriera, allora il certificate non distribuirà la cedola per quel mese.
Questo però non significa aver perso la possibilità di incassare la cedola . Basterà, infatti, che in qualsiasi altra data di rilevazione successiva il prezzo torni sopra la barriera , perché il certificate distribuisca non solo la cedola relativa a quel mese, ma anche tutte quelle arretrate non distribuite, recuperandole interamente.

DISTANZA DALLE BARRIERE
Le barriere (anche quelle fissate per la MaxiCedola tra due settimane)  sono davvero distanti, circa il 50% dall’attuale prezzo di Borsa. Crediamo che sia davvero difficile che uno dei tre sottostanti tocchi quella barriera soprattutto dopo la pessima performance da inizio anno. Unicredit cede dal primo gennaio il 62%, Intesa SanPaolo il 35% e Azimut il 36%.

Crediamo, inoltre, che le barriere sui tre sottostanti siano ben posizionate per il nostro investimento in quanto i tre titoli sono molto solidi, secondo la nostra analisi fondamentale.

In particolare su Unicredit [CRDI.MI] abbiamo un giudizio INTERESSANTE con un target price  a 2,9  euro. Il  neo a.d.  Jean Pierre Moustier non ha perso tempo: la vendita del 10% di  Bank Pekao ha portato 1,1 miliardi, la riduzione della partecipazione in Fineco altri 500 milioni. Restano sul tavolo il dossier della restante partecipazione del 40% in Pekao, per la quale Unicredit starebbe trattando con la compagnia assicurativa polacca Pzu, e la vendita di Pioneer. Proprio da questo dossier ci aspettiamo buone notizie: la valutazione di Pioneer sta lievitando grazie alla corsa tra Amundi e Poste italiane e dai 3 miliardi iniziali si vociferano offerte fino a 3,5 miliardi. Il gruppo poi procederà a un aumento di capitale per portarsi tra le migliori banche europee a livello di solidità. Ricordiamo che in caso di aumento di capitale la barriera verrà ridotta ulteriormente secondo i parametri decisi da Consob, neutralizzando l’effetto negativo dell’operazione straordinaria sul certificate.

Intesa SanPaolo [ISP.MI] è tra i sottostanti più solidi del nostro listino sul titolo abbiamo una raccomandazione MOLTO INTERESSANTE con un target price di 3 euro. Secondo le nostre stime il gruppo vanta 10 miliardi di capitale in eccesso e crediamo che dopo le svalutazioni già operate sui non performing loans abbia le spalle solide per affrontare anche uno scenario negativo.

Su Azimut [AZMT.MI] abbiamo una raccomandazione Neutrale con un target price fissato a 17 euro ma tra i broker siamo quelli con una visione più cauta. Tra 12 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo, 6 consigliano di acquistare il titolo e 6 di tenerlo in portafoglio , nessuno consiglia di venderlo. Il prezzo obiettivo medio è di 20,68 euro . Sulle attuali stime del consenso il P/E atteso per quest’anno è fissato a 15,28 volte.

STRATEGIA : puntare al rimborso anticipato per massimizzare il rendimento.

Crediamo che la forza del certificate nel breve sia la  maxicedola che unita a una struttura stabile manterrà le quotazioni del sottostante elevate.  Il certificate è  rimborsabile in anticipo a 1.000 euro dal sesto al 35esimo mese se ogni sottostante si riporterà  sul livello iniziale ( Unicredit 2,208 euro, Intesa SanPaolo  a  2,128 euro ed Azimut a 15,414 euro). In quel caso l’investitore avrà ricevuto la maxicedola del 14,5%, più un altro 2,5% di cedole mensili e un altro 1,5% perché ha acquistato il certificate a sotto la pari in tutto un rendimento del 18,5% in sei mesi.  Certo la variabile maggiore rimane l’esito del referendumo e la reazione del mercato.

SCENARI ALLA SCADENZA

Gli scenari alla scadenza (ultima data di valutazione 4 novembre 2019) sono due:
1) Se all’ultima rilevazione la quotazione di tutti tre sottostanti  sarà sopra la barriera del 50%, il certificate verrà rimborsato a 1.000 euro dopo il pagamento di tutte le cedole (vedi effetto memoria).
2) Se all’ultima rilevazione la quotazione di anche solo uno dei tre sottostanti sarà sotto la barriera, il certificate verrà rimborsato a 1.000 euro meno la differenza percentuale dal fixing iniziale del sottostante con performance peggiore e il prezzo alla data di valutazione. Facciamo un esempio: se Intesa dovesse trovarsi appena sotto la barriera a 1,064 il certificate verrà ritirato a 500 euro, sommando poi le cedole eventualmente incassate per vedere l’effettiva performance .

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