CERTIFICATE – Fiat Chrysler-PSA Peugeot: l’unione fa la forza

Nel settore automotive potrebbe partire il consolidamento, proprio quando le vendite di autoveicoli scendono ed aumentano gli investimenti. Exane propone un certificate con 4 sottostanti: PSA Peugeot, Fiat Chrysler, Volkswagen e l’indice EuroStoxx 50. Isin ISIN FREXA0015877.

Comunicazione di marketing

La frenata delle vendite di automobili a livello globale, sta rendendo più urgente l’avvio del consolidamento nell’industria dell’automotive.
PSA Peugeot [PEUP.PA] è di nuovo uscita alla scoperto questa settimana, con un’esplicita richiesta di avvio di negoziato, rivolta a Fiat Chrysler [FCHA.MI].

A farsi avanti è stato Robert Peugeot in persona, il presidente di FFP, la cassaforte della famiglia Peugeot che detiene il 12,2% di PSA Group [PEUP.PA].
I tempi stringono e non è più il momento di minuetti: i costruttori auto devono prepararsi ad affrontare i colossali investimenti richiesti dalla riduzione delle emissioni in atmosfera e dal passaggio all’auto elettrica a guida autonoma.

Il membro del consiglio di amministrazione di PSA, nell’intervista pubblicata da Les Echoes, afferma che i soggetti di media grandezza devono aumentare la massa critica e le economie di scala.  Interpellato dal giornalista in merito ad un matrimonio con Fiat Chrysler, Peugeot risponde parlando di congiunzioni astrali favorevoli: ”Con loro, come con altri, i pianeti sarebbero allineati”.

L’intervista, è una specie di seconda puntata dell’appello all’aggregazione lanciato a inizio di questo mese da Carlos Tavares, l’amministratore delegato del gruppo francese. Nell’intervista rilasciata a Bloomberg, il manager di origine portoghese si era detto pronto a parlare di aggregazioni e di operazioni in grado di allargare il perimetro geografico, ora coincidente con l’Europa. La famiglia Peugeot, in passato non del tutto convinta di questa operazione, ha pubblicamente detto di essere pronta a sostenere i piani di Tavares.

Dell’aggregazione Fiat Chrysler-PSA si parla da anni, tutti i consulenti e gli esperti si sono cimentati sull’analisi costi-benefici. Dal punto di vista industriale, c’è un ampio consenso: l’unione fa la forza. Mettendosi insieme, i due soggetti arriverebbero non troppo lontano da quota 9 milioni di autoveicoli l’anno, a poca distanza dalla capacità industriale dei colossi Volkswagen, Toyota e Renault-Nissan-Mitsubishi, intorno ai 10 milioni di veicoli consegnati ogni anno. Le ricadute positive per le società, in termini di diversificazioni geografica e di risparmi, potrebbero essere notevoli, oltre che non del tutto incorporate nel prezzo dei titoli.

Se Robert Peugeot esce allo scoperto attraverso un’intervista, è perché, probabilmente, il governo francese non ha obiezioni alla formazione di un campione sovranazionale. Per ora tace il socio cinese Dongfeng, entrato nel capitale cinque anni fa, al momento del salvataggio dello storico marchio auto francese, orchestrato da Francois Hollande.

Il matrimonio benedetto dalle stelle, qui in terra, potrebbe essere celebrato in un contesto dimesso e preoccupato. Questa settimana BMW [BMWG.DE] ha lanciato un disastroso allarme sugli utili: la casa di Monaco di Baviera ha avvertito che il 2019 si chiuderà con un utile prima delle tasse “ben sotto” i livelli del 2018. Il margine operativo delle attività nell’automotive dovrebbe posizionarsi tra il 6% e l’8% dei ricavi, rispetto ad un target di medio periodo fissato in precedenza a 8%-10%. Il direttore finanziario Nicolas Peter ha detto che sono gli effetti della Brexit, della guerra commerciale Cina-Stati Uniti e dei maxi investimenti richiesti dall’auto elettrica.

In più, gli ultimi dati sulle immatricolazioni in Cina, a tutti gli effetti uno dei mercati chiave del mondo, sono sconsolanti: in gennaio, secondo quanto comunicato dall’associazione dei costruttori, le vendite sono scese del 16% anno su anno a 2,37 milioni. In dicembre il calo era stato del 13%, in novembre del 14%. Non ci sono ancora i dati di febbraio, ma le prime anticipazioni sono per una flessione superiore al 10%.

Negli ultimi anni, gli acquisti di autoveicoli, in Cina, sono stati guidati dagli incentivi, venuti meno nella seconda parte del 2018. Nella seconda parte dell’anno, al momento dell’entrata in vigore delle nuove agevolazioni, annunciate all’inizio del mese dal premier Li Keqyang, le vendite dovrebbero rimbalzare, ma probabilmente non raggiungeranno più i livelli degli anni scorsi, anche perché in questi anni l’espansione dell’economia cinese si è indebolita.

In questo scenario, di possibile partenza del consolidamento ma anche di ripiegamento delle vendite e aumento degli investimenti, una via alternativa all’investimento nei titoli dell’automotive è quella del certificate a codice ISIN FREXA0015877. Tra i sottostanti ci sono proprio PSA Peugeot e Fiat Chrysler, gli altri due sono Volkswagen [VOWG_p.DE] e l’indice EuroStoxx 50.

Il certificato Crescendo Maxicedola prevede.
Maxicedola condizionata iniziale pari a 89 euro. Cedole mensili condizionate pari a 5 euro. Effetto Memoria sulle cedole mensili. Clausola di rimborso anticipato mensile a partire da settembre 2019. Barriera di Protezione del capitale a scadenza al 60%
Il prodotto è stato emesso il 5 marzo 2019 a 1000 euro, oggi si acquista a 1008 euro. La scadenza è 22 marzo 2022. L’emittente è Exane Finance mentre il Garante è Exane Derivatives (Moody’s: Baa2; S&P: BBB+).

Schema di funzionamento del certificate.
A giugno 2019, l’investitore riceve una cedola di 89 euro, se l’indice EuroStoxx 50 è superiore o uguale al 60% del suo livello iniziale, fissato a 3283,6 punti. Oggi questo benchmark si trova a 3388,4 punti. La barriera è a 1970,16 punti: -41,8% dai livelli attuali. Qualora la condizione non fosse soddisfatta, non sarà pagata nessuna cedola su tale periodo.

A partire da luglio (data di osservazione il giorno 15 di quel mese, di seguito come indicato nella documentazione), ogni mese l’investitore riceve una cedola dello 0,5% (5 euro) con Effetto Memoria, se ognuno dei tre sottostanti del settore automotive (Fiat Chrysler, Volkswagen e PSA Peugeot) è superiore o uguale al 60% del suo livello iniziale. Qualora la condizione non fosse soddisfatta, non sarà pagata nessuna cedola su tale periodo. L’Effetto Memoria consente di ricevere le eventuali cedole non ottenute nelle precedenti date di osservazione nel momento in cui, ad un data di constatazione mensile, si verifica la condizione per il pagamento della cedola.

A scadenza, se ognuno dei tre sottostanti è superiore o uguale al 60% del livello iniziale, l’investitore riceve 1.000 euro. In caso contrario, l’investitore registra una perdita significativa di capitale, anche a pari a zero: il rimborso finale sarà inferiore a 600 euro. Ipotizzando che alla scadenza il peggiore, per esempio Volkswagen, sia a 80 euro, il rimborso sarà 544 euro.

Fiat Chrysler: livello iniziale 12,758 euro. Barriera, cedola/protezione del capitale a scadenza: 7,654 euro.
PSA Peugeot: livello iniziale 21,13 euro. Barriera, cedola/protezione del capitale a scadenza: 12,678 euro.
Volkswagen: livello iniziale 147,06 euro. Barriera, cedola/protezione del capitale a scadenza:  88,236 euro.

Il certificate replica perfettamente la performance del peggiore dei tre sottostanti del settore automotive, questo implica che si potrebbe arrivare alla perdita della totalità del capitale investito.

Prima dell’adesione leggere il prospetto informativo.
Il prospetto e le informazioni chiave (KID) relative al certificate sono reperibili sul sito dell’emittente al seguente indirizzo: clicca qui

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La presente comunicazione  non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica  –  o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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