BANCA IFIS – ANALISI FONDAMENTALE punizione eccessiva in Borsa

BANCA IFIS – ANALISI FONDAMENTALE punizione eccessiva in Borsa

Banca IFIS è un istituto italiano specializzato nel factoring (credito commerciale) e nella gestione dei crediti deteriorati (Npl), e attivo nel settore dei crediti fiscali.  La società è quotata in Borsa dal 2003, al segmento STAR.

Risultati 2018 in linea con le previsioni

Banca Ifis ha chiuso il quarto trimestre 2018 con profitti netti pari a 58 milioni di euro (50 milioni le attese), guidati da ricavi robusti. Quest’ultimi, sono stati conseguiti grazie al guadagno in conto capitale derivante dal portafoglio dei crediti deteriorati e dal riacquisto dei propri bond.

I costi sono stati un po’ più contenuti, sebbene i costi legati alla gestione del rischio siano aumentati per via di alcuni accantonamenti aggiuntivi inerenti al settore delle costruzioni.

L’indice di solidità patrimoniale si attesta al 10,3% (a livello di holding), grazie ai cambiamenti normativi e alla crescita del business.

Il management ha proposto l’aumento della percentuale dei dividendi dal 30% al 38%, incrementando il dividendo per azione da 1 a 1,05 euro, sorprendendo le nostre stime e il mercato.

Previsioni per il 2019

L’istituto, in conseguenza dei cambiamenti dello scenario macro-economico, ha approvato la nuova guidance, che prevede una crescita a cifra singola dei ricavi, nonostante un livello più basso della distribuzione della plusvalenza generata al momento dell’acquisizione di Interbanca, avvenuta nel 2007.

I profitti netti sono visti a 140-160 milioni di euro, mentre l’indice di solidità patrimoniale potrebbe aumentare su base annua, senza la necessità di dover ricorrere ad interventi di razionalizzazione della struttura del gruppo.

Basandoci sui nuovi scenari, previsti più difficili, abbiamo limato la nostra stima sull’utile per azione, da 2,833 a 2,513 euro nel 2019, e ci aspettiamo, al netto del fattore Interbanca, un leggero incremento dei ricavi.

Ci aspettiamo quindi che Banca Ifis chiuda il 2019 con profitti netti pari a 150 milioni, grazie ad un minor costo del rischio, atteso in ribasso di 30 milioni su base annua. Infatti, le previsioni del 2018 erano condizionati da 62 milioni di costi una tantum.

Potenziale incremento del capitale dalla semplificazione societaria

L’applicazione della direttiva sui requisiti patrimoniali (CRDIV) implica che solo il 50,2% (la quota di controllo della Scogliera) dell’eccesso di capitale di Banca Ifis possa essere riservata alla holding. Questo significa che 300 milioni sono attualmente sottratti dal capitale regolamentare. Il principale azionista ha affermato che non è prevista una fusione al contrario della holding in Banca Ifis. Tuttavia, si sta cercando una soluzione che permetta al management di disporre liberamente dell’eccesso di capitale.

Questa operazione sarebbe positiva, perché permetterebbe alla banca di rafforzare i propri asset ed incrementare i ricavi nei prossimi trimestri.

A perimetri costanti, (senza considerare cambiamenti nella struttura del gruppo), ci aspettiamo che Banca Ifis consegua un lieve rialzo dell’indice di solidità patrimoniale nel 2019, nonostante l’impatto negativo dell’acquisizione di Fbs (-30-45 punti base), che può essere parzialmente compensato dall’incremento della riserva di conservazione del capitale (+26 punti base).

Raccomandazione Neutrale su Banca Ifis, con target price a 22 euro da 26 euro. 

Nel 2018, l’istituto ha riscontrato un aumento del livello del rischio e una diminuzione della crescita degli asset. Tuttavia, crediamo che il 2019 possa essere un anno positivo, grazie ad una diminuzione del rischio e un potenziale aumento dei ricavi generati dall’attività principale.

Questi risultati dipendono però dall’evoluzione della struttura del capitale, che il maggior azionista dovrebbe chiarire, trovando una soluzione conveniente per la struttura del gruppo.

Crediamo che il corso del titolo (0,67 volte il patrimonio tangibile) sconti un livello di rischio più alto a causa delle incertezza sull’evoluzione del capitale e il timore che l’aumento dei ricavi sia inferiore alle previsioni della società.

Di seguito i dati storici e prospettici elaborati da Websim/Intermonte.

1303ifis.png

Print Friendly, PDF & Email