Borsa del Giapppone in rialzo, sale il petrolio

Borsa del Giapppone in rialzo, sale il petrolio

Pare che nella notte ci sia stato un passo in avanti decisivo sullo shutdown, al Congresso, democratici e repubblicani dovrebbero aver raggiunto un accordo di principio.

Sono quasi tutte in rialzo le Borse dell’Asia stamattina, a partire da quella del Giappone, ieri chiusa per festività: Nikkei +2,4%.

A due giorni dalla ripresa del negoziato sui commerci tra Cina e Stati Uniti l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen guadagna lo 0,8%. Hong Kong +0,3%, Taipei +0,8%, Seoul +0,5%.

Il dollaro si apprezza nei confronti dello yen giapponese, mentre è poco mosso sullo yuan cinese, dopo tre giorni consecutivi di apprezzamento. La valuta degli Stati Uniti perde terreno da sei giorni consecutivi sulla rupia indiana.

Ieri sera Wall Street ha chiuso contrastata, con il Dow Jones in calo dello 0,2% e l’S&P500 in rialzo dello 0,1%.

Pare che nella notte ci sia stato un passo in avanti decisivo sullo shutdown al Congresso: democratici e repubblicani dovrebbero aver raggiunto un accordo di principio in grado di scongiurare una seconda serrata delle attività del governo: la prima è terminata il 25 gennaio scorso dopo 35 giorni, un record.

Il petrolio Brent tratta a 61,3 dollari il barile, in rialzo dello 0,8%, ieri invece ha chiuso in calo dell’1%. Il range di oscillazione, da un paio di mesi molto stretto, da qualche settimana a questa parte, si è ulteriormente ridotto. Il quadro grafico resta rialzista all’incirca fino a 58 dollari il barile.
Oggi attesi i dati sulle scorte Usa.

Reduce da una delle peggiori settimane degli ultimi mesi, il BTP ieri è tornato a rafforzarsi, a 2,89%. Spread in discesa a 276 punti base, anche grazie alla risalita del rendimento del Bund tedesco, il cui rendimento è sceso venerdì sui minimi da fine 2016.

I future sulle borse europee sono impostati verso un avvio positivo.
Nonostante gli ultimi dati sui crediti in sofferenza detenuti dalle banche siano confortanti, le prospettive per l’economia italiana sono in peggioramento. Ieri JP Morgan ha tagliato le stime sul Pil dell’Italia per il 2019 a -0,3%. Per il momento, questa è la previsione più pessimista sull’economia italiana. La banca prevede un rapporto PIL/Debito pubblico in aumento a 133,5%, da 132% del 2018. Il report avverte che in caso di nuove fiammate dello spread, anche il -0,3% potrebbe non essere raggiunto.

Sui conti pubblici dell’Italia, parlando con i giornalisti ieri a Breuxelles, così si è espresso il ministro delle finanze della Slovacchia, Peter Kazimir: “Sono cattolico e credo nei miracoli, per cui sono sereno anche quando si tratta delle possibilità dell’Italia di centrare gli obiettivi di riduzione del deficit”.

L’euro stamattina è poco mosso a 1,127 su dollaro, dopo sei giorni consecutivi di flessione su dollaro: il cross è sui minimi da novembre. Il primo segnale ribassista serio si avrà in concomitanza con lo sfondamento di quota 1,12. A quel punto, l’obiettivo successivo del movimento è a 1,10.

L’agenda di oggi prevede:

USA
Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Api (22,30).

SOCIETÀ

Moncler, conferenza stampa “Moncler genius…loci” con G. Sala, presidente e Ceo Ruffini (11,00).
Cda 4° trimestre: Elica, Sabaf.
Risultati Kering, Thyssenkrupp
Risultati Omnicom, TripAdvisor.

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