Borsa di Tokyo in rialzo, rimbalza il dollaro e scende l’oro

Borsa di Tokyo in rialzo, rimbalza il dollaro e scende l’oro

L’indice Nikkei di Tokyo sale dell’1,3%…

La Borsa del Giappone si avvia a chiudere in rialzo, mentre in Asia, gli altri mercati azionari sono sulla parità o in lieve ribasso. Si apprezza il dollaro, si ferma l’ascesa dell’oro e rallenta la corsa del petrolio.

L’indice Nikkei di Tokyo sale dell’1,3%. Softbank, colosso dell’alta tecnologia con ramificazioni in tutto il mondo, si mette in luce con un rialzo del 5%: il Wall Street Journal riporta che l’investimento nella startup WeWork, inizialmente previsto intorno ai sei miliardi di dollari, sarà ridotto a due miliardi. Nissan guadagna lo 0,7%, nel giorno della prima apparizione in un aula di tribunale, dell’ex amministratore delegato Carlos Ghosn: il manager, accusato di vari reati di natura fiscale e finanziaria, si è dichiarato innocente.

L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen è in calo dello 0,3%. Hong Kong è in rialzo dello 0,2%. Stanno per chiudersi a Pechino i negoziati sul commercio tra Usa e Cina, ai lavori partecipa anche il braccio destro del presidente cinese Xi Jinping: il vice premier Lue He. La presenza di uno dei funzionari cinesi di più alto livello all’incontro con il vice rappresentante commerciali statunitense, Jeff Gerrish, sorprende, perché teoricamente questi negoziati dovevano essere tra negoziatori di medio livello. Ciò sembra indicare il desiderio della nazione asiatica di trovare un accordo.

Il dollaro si apprezza su yaun cinese, su yen giapponese e su won coreano. Il cross euro dollaro scende a 1,144 da 1,147 di ieri.

Ieri sera la Borsa degli Stati Uniti ha imboccato la via del rialzo, dopo una partenza incerta. Dow Jones +0,4%, S&P500 +0,7%, Nasdaq +1,3%.

La settimana è iniziata a Wall Street con una nuova conferma del rallentamento del ciclo economico statunitense: l’indice ISM direttori degli acquisti delle aziende non manifatturiere, in dicembre è sceso a 57,6 da 60,7 di novembre. Il consensus si aspettava 58,5.

Negli ultimi giorni c’è stata una sfilza di dati macroeconomici negativi, con l’eccezione di quelli sulla dinamica salariale, tornata su livelli che non si vedevano dal 2009. Il mercato del lavoro è però tipicamente un indicatore ritardato del ciclo macroeconomico, nel senso che raggiunge il suo punto di massimo splendore quando già vi sono segni di rallentamento in corso.

Il nuovo segnale di perdita di spinta non ha spaventato gli investitori, che si aspettano di essere aiutati dalle banche centrali, richiamate a gran voce in campo dopo un anno in panchina.

Ma non tutti sono così ottimisti, Mike Wilson di Morgan Stanley, uno degli strategist più seguiti a Wall Street, dice nell’ultimo report che non se la sente di fornire indicazioni sul 2019, anche perché l’allarme sugli utili arrivato da Apple, è uno di quegli eventi societari capaci di incrinare la fiducia degli investitori.

Il petrolio stamattina tratta a 57,4 dollari il barile, in rialzo dello 0,3%, dal +0,4% della chiusura. Société Générale, nel report di ieri mattina che taglia la previsione di prezzo medio del 2019 del 12% a 64,2 dollari, afferma che a guidare i prezzi saranno le considerazioni sull’andamento del ciclo economico mondiale, un po’ quel che sta succedendo sulle azioni. La frenata, secondo il team di analisti guidato da Mike Wittener, ci sarà, ma non dovrebbe essere brusca: sarà tale da ridurre a +1,27 milioni di barili al giorno, la crescita della domanda mondiale di petrolio, in precedenza l’ufficio studi della banca francese stimava +1,43 milioni. La revisione al ribasso è da imputare all’area Medio Oriente, quella dove si trovano i principali paesi produttori di greggio.

L’oro perde lo 0,5% a 1.282 dollari l’oncia, la scorsa settimana ha toccato i nuovi massimi da maggio a 1.298 dollari. In dicembre +3,6%, Novembre +0,6%, Ottobre +4,6%. Il 2018 è terminato in guadagno del 3,3% per un investitore dell’area euro , in rosso dell’1,6% per un investitore in dollari Usa. Il prezzo sale anche perché i rendimenti delle obbligazioni scendono, rendendo così più appetibile un bene privo di ritorni. In più, ci sono le banche centrali in acquisto. La Banca Popolare Cinese, dopo due anni di assenza dal mercato, a fine dicembre ha aumentato le posizioni a 59,56 milioni di once, ovvero circa 1,853 tonnellate, da 59,24 milioni di once in precedenza.  Nella seconda parte del 2018 anche Polonia e Ungheria sono tornate a comprare, incrementando le rispettive riserve auree, per la prima volta in molti anni.

Il BTP riparte da 2,89%. Lo spread è a 267 punti base. Nell’aggiornamento del quadro macroeconomico e di finanza pubblica che il ministero dell’Economia ha pubblicato per rivedere i numeri della Nadef, ci sono alcune indicazioni di rilievo per la congiuntura italiana. Così Giovanni Trovati sul Sole24Ore di stamattina. “Nel documento, in cui il governo certifica anche l’aumento di pressione fiscale dal 41,9% di quest’anno al 42,3% del prossimo già evocato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, l’impennata della spesa per interessi si fa decisa. E duratura. Si arriva a mettere in programma per il 2021 un costo da quattro punti di Pil, cioè poco più di 76 miliardi in base alla crescita programmata. Si tratta di quasi 11 miliardi in più rispetto ai 65,5 del 2017, che a questo punto ottiene la palma dell’anno “migliore” nell’era dell’euro. Per trovare un valore simile a quello messo in programma per fine triennio bisogna risalire al 2013, cioè all’indomani di quel 2012 nel quale la crisi del debito sovrano italiano portò il costo annuale alla cifra record di 83,6 miliardi”.

Banca Carige. Arriva la garanzia dello Stato. Banca Carige [CRGI.MI] ancora sotto i riflettori, anche se il titolo resta sospeso dalle contrattazioni.

Negli ultimi 12 mesi il titolo ha perso l’80% del suo valore, sceso a meno di 100 milioni di euro.

“Il governo – in un Consiglio dei Ministri convocato con urgenza ieri sera – ha approvato un decreto legge per offrire le più ampie garanzie di tutela dei diritti e degli interessi dei risparmiatori di Banca Carige, in modo da consentire all’Amministrazione Straordinaria di recente insediata di perseguire in piena sicurezza il processo di consolidamento patrimoniale e di rilancio delle attività dell’impresa bancaria.
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Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Tra le misure, esiste la possibilità per Carige “di accedere a forme di sostegno pubblico della liquidità che consistono nella concessione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze della garanzia dello Stato su passività di nuova emissione ovvero su finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d’Italia”.

Le misure sono state prese – precisa il comunicato – “in stretto raccordo con le Istituzioni Comunitarie, tali garanzie saranno concesse nel pieno rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato”.

L’agenda di oggi prevede:

EUROPA
Francia, partite correnti e bilancia commerciale novembre
(8,45).
Germania, produzione industriale novembre (8,00).
Portogallo, tasso disoccupazione novembre (12,00).
Zona euro, economic sentiment dicembre (11,00).

USA
Commercio estero novembre (14,30).
Crediti al consumo novembre (21,00).
Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Api (22,30).

ASIA
Giappone, indice fiducia consumatori dicembre (6,00).

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