BORSE: in Europa il 2019 potrebbe esser meglio del 2018

Barclays nutre un cauto ottimismo sul mercato azionario del Vecchio Continente nei prossimi dodici mesi. Il certificate a codice ISIN DE000HV42N92 punta su una tenuta dell’indice EuroStoxx 50, barriera sempre attiva del 20%, un anno la durata, rendimento potenziale 7% circa…

Comunicazione di marketing

Con la correzione dell’ultima settimana, per le Borse si allontana la possibilità di vedere il segno più davanti al 2018: l’indice MSCI All Countries segna da inizio anno un ribasso di quasi l’8%, un gap difficilmente colmabile nel poco tempo che manca al 31 dicembre.

A livello di geografia, la prima zavorra è l’area dei mercati emergenti: dal primo gennaio 2018 a oggi, l’indice MSCI Emerging Markest perde 15%. Colpa soprattutto della Cina: indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -22%. Ma anche i paesi sviluppati stanno soffrendo:  indice MSCI Developed -6,5% da inizio anno. Nikkei -7%. S&P500 -1,5%. L’Europa va male: indice EuroStoxx 50: -13,3% da inizio anno.

Complessivamente, il 2018 è stato fin qui penalizzato dalla fine della pace nei commerci, dalla frenata dell’economia della Cina, dal rialzo dei tassi negli Stati Uniti e dall’arrivo dei primi segnali del rallentamento del ciclo espansivo mondiale. Gli utili delle società, invece, hanno continuato a crescere in modo sostenuto, anche se non ai ritmi del 2017. Non ci sono neanche stati nel corso dell’anno grandi crack finanziari o crisi aziendali capaci di mettere a soqquadro l’ordine mondiale. E’ vero che il rischio politico, in questi mesi, è salito, ma solo in Europa, in altre parti del mondo è rimasto stabile o è sceso: in Asia per esempio, la Corea del Nord fa meno paura. In America Latina non ci sono in questo momento crisi istituzionali.

Per l’Europa, il 2018 è stato un anno di delusioni: in tutti e tre i trimestri, il Pil è salito meno delle previsioni. C’è stato un peggioramento, questo è indubbio, ma non un cambio del trend. Nel corso dell’anno, è arrivato piuttosto un ritorno alla normalità, dopo un 2017 di eccezionale prosperità. Mettendo da parte il Pil, che molto dice ma molto tralascia, si vede che la disoccupazione nel corso dell’anno è scesa, le paghe invece sono salite, l’accesso al credito è rimasto aperto. In tutto questo, la BCE vigila, pronta ad aprire di nuovo i rubinetti della liquidità, nel caso a inizio anno il quadro macro economico fosse più fosco.

Nel report con le previsioni per l’anno in arrivo, Barclays prevede per il 2019 un ulteriore rallentamento del Pil della zona euro, ma non una recessione. La crescita cumulata di circa l’1,5% tra 2019 e 2020 dovrebbe essere sostenuta soprattutto da una robusta domanda interna, in grado di compensare il contributo negativo di quella esterna. In più, ci sono gli effetti positivi della discesa del prezzo del petrolio ed il nuovo TLTRO che la banca centrale potrebbe varare in primavera.
Lo strategist Rajiv Setia non si aspetta nel 2019 un rimbalzo delle Borse europee, ma non vede il ritorno dell’Orso nel Vecchio Continente, a fine 2019 l’indice Stoxx 600 dovrebbe essere circa il 5% sopra i valori attuali. Il petrolio Brent è stimato a 73 dollari, l’euro dollaro a 1,12.

Il risparmiatore italiano che condivide questa previsione di cauto ottimismo, può prendere in considerazione la possibilità di investire su un certificate legato alla performance dell’indice EuroStoxx 50, il codice Isin è DE000HV42N92 [DEHV42N9.MI].

Il prodotto oggi passa di mano a 98,8 euro e potrà essere rimborsato a 106 euro se durante la sua vita, circa un anno, l’indice sottostante non scenderà mai sotto il livello di barriera posto a 2.517,704 punti (pari all’80% del valore iniziale). L’ultimo giorno di osservazione delle barriera è il 20 dicembre 2019. Ai  prezzi attuali, si potrebbe guadagnare oltre il 7% in un anno circa, anche in caso di moderato ribasso del sottostante, l’importante è che non venga mai toccata la barriera.

Se invece il sottostante dovesse toccare la barriera durante l’arco di vita del prodotto allora il certificato verrebbe rimborsato a scadenza ad un importo pari al minore tra:

a)    Importo Massimo di 106 euro
b)    Performance del sottostante dalla data di rilevazione iniziale (30 ottobre 2018), cioè rispetto al valore iniziale dell’indice, pari a 3.147,13 punti.

Ad esempio se tra oggi ed il 20 dicembre 2019, l’Indice EURO STOXX 50® dovesse temporaneamente scendere sotto quota 2.517,704 punti e poi chiudere ad esempio a 2.832,417 punti, cioè il 10% al di sotto allo strike (3.147,13 punti), allora il certificato verrebbe rimborsato al 90% del suo valore nominale cioè 90 euro.

Continuando a parlare di rischi, tutti i certificate sono esposti al rischio di credito dell’emittente o-e al rischio di azzeramento del valore del sottostante, ovvero se da qui alla scadenza l’Indice EURO STOXX 50® si sarà azzerato di valore allora l’investitore avrà perso tutto il suo investimento

Prima di aderire leggere il Prospetto Informativo e le Informazioni Chiave. Clicca qui per andare al sito dell’emittente, dove si trova la documentazione. clicca qui

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