ENEL/SNAM – Accende il rendimento, anche se l’economia italiana si spegne

ENEL/SNAM – Accende il rendimento, anche se l’economia italiana si spegne

L’Express Certificate a codice CH0438952548 ha come sottostanti le prime due utility di Piazza Affari. La barriera, attiva solo alla scadenza, protegge fino ad un ribasso del 30%. Cedole mensili condizionate di 0,78 euro, rendimento 9,36%. Scadenza: novembre 2021…

Comunicazioni di marketing.

enelNovanta giorni, è quanto le diplomazie di Cina e Stati Uniti hanno a disposizione per trovare la pace sui commerci, se in questo periodo di tregua la prima e la seconda potenza economica non troveranno un accordo, in primavera si tornerà a parlare di dazi. Prima della cena a Buenos Aires con Xi Jinping, chiusasi con un’intesa soft che permette a Pechino di prendere tempo in vista del plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista, Donald Trump aveva minacciato di imporre sanzioni su tutte le merci cinesi.

L’eventuale ripresa delle ostilità dovrebbe arrivare insieme al rallentamento del ciclo economico mondiale, una perdita di spinta che in Italia si sta manifestando in modo preoccupante. Il dato definitivo del PIL italiano del terzo trimestre è stato sconfortante, il periodo giugno – settembre si chiude con un calo dello 0,1% rispetto al secondo trimestre. La crescita del prodotto interno lordo da inizio anno è solo dello 0,8%, su questa base di partenza, sarà molto difficile arrivare al +1,2% previsto dal governo.

Segnali di inversione del trend non se ne vedono, in novembre l’industria manifatturiera italiana ha registrato una nuova battuta d’arrestato, l’indice PMI dei direttori degli acquisti elaborato da Markit/ADACI resta sotto quota 50, quella che separa l’espansione dalla contrazione. Il calo di novembre, a 48,6 punti, è stata anche peggio delle previsioni.
“Le condizioni operative del settore manifatturiero italiano peggiorano al tasso più veloce in quasi quattro anni”, scrive nel comunicato Markit.  L’ottimismo al livello più basso da maggio 2013.

Se questi scenari dovessero diventare realtà nel corso del 2019, in Borsa le utility potrebbero essere uno dei settori in grado di resistere meglio al ribasso.
A Piazza Affari, le due più grandi sono Enel [ENEI.MI] e Snam [SRG.MI]. Entrambe hanno presentato qualche settimana fa gli aggiornamenti del piano industriale.

La società della distribuzione del gas si aspetta nel quinquennio un incremento del 3,5% medio annuo dell’Ebitda, in modo da arrivare nel 2022 a 2,4 miliardi di euro, da due miliardi tondi del 2017. Il precedente piano prevedeva una crescita molto più modesta (+1,5%). Il dividendo salirà del 5% (medio annuo), rispetto al +2,5% del vecchio piano quinquennale. La leva finanziaria dovrebbe cambiare poco nei prossimi anni, il rapporto tra debito e totale delle attività soggette a regolazione (RAB) è visto oscillare intorno al 52%. Il titolo tratta a premio dell’8% sulla RAB, in linea con la media storica.
Brutte sorprese per quanto riguarda le tariffe non ce ne dovrebbero essere. L’Arera (Autorità di Regolazione, Energia ed Ambiente), nel documento di consultazione pubblicato il mese scorso, ha rivisto al rialzo uno dei parametri chiave per la definizione del ritorno sulla RAB, il costo medio del capitale (WACC). L’incremento medio, pari a 30 punti base, è più alto delle attese del mercato. Parimenti importante è il fatto che l’Arera ha confermato l’approccio degli anni passati, anche se la guida politica, in Italia è cambiata.

Enel  invece, dopo anni di espansione all’estero, ha deciso di concentrarsi su quel che ha in casa. Il focus del piano è sulla digitalizzazione, sul miglioramento dell’efficienza della struttura industriale e sulle rinnovabili. Anche grazie all’aumento degli investimenti, a 27,6 miliardi di euro da 24,6 miliardi del precedente piano, l’Ebitda aggiuntivo generato dalla crescita organica è pari a 3,2 miliardi di euro. La società guidata dall’amministratore delegato Francesco Starace dovrebbe chiudere il 2021 con 19,4 miliardi di euro di Ebitda.
Dalle rinnovabili, alle quali vengono allocati 11,6 miliardi di euro di investimenti, dovrebbe arrivare circa un miliardo di euro di Ebitda aggiuntivo. Digitalizzazione e taglio costi valgono 1,2 miliardi di euro di aumento del margine lordo.
Il piano si propone una rilevante creazione di valore, espressa mediante il differenziale tra il ritorno del capitale investito ed il costo medio del capitale: oggi questo indicatore è 250 punti base, alla fine del 2021 dovrebbe essere a 400 punti base.

Il risparmiatore italiano alla ricerca di protezione, in vista di un 2019 depresso, potrebbe prendere in esame l’Express Certificate di Leonteq a codice CH0438952548. L’emittente è Leonteq Securities AG, Guernsey Branch. Il titolo è negoziabile sul mercato EuroTLX. I sottostanti sono Enel e Snam.

Il certificato è acquistabile già da fine novembre. Perché venga distribuito il coupon mensile dello 0,78%, pari al 9,36% all’anno, è necessario che ad una delle date di valutazione, una al mese, il prezzo di chiusura di tutti e due i sottostanti sia superiore al 70% del rispettivo valore del Fixing iniziale rilevato il 20 novembre 2018 scorso.

Grazie all’effetto memoria le cedole eventualmente non distribuite restano nel cassetto per essere distribuite alla prima data di osservazione che troverà tutti e due i sottostanti sopra al 70% del fixing inziale.

La barriera è di tipo europeo, è valida solo alla scadenza del certificato (23 novembre 2021),  è posta al 30% sotto il valore di riferimento iniziale.

Il certificato può essere oggetto di ritiro anticipato, qualora tutti e due i sottostanti mostrino, ad una delle date di rilevazione mensili, un prezzo di chiusura superiore all’Autocall trigger level, pari inizialmente al 100% del valore di Fixing iniziale e via via calante. La prima data di rilevazione dell’Autocall è fissata il 25 marzo 2019, per cui almeno le prime quattro cedole mensili sarebbero assicurate per un totale almeno del 3,12%. Poi il livello di Autocall scende come indicato nella tabella di seguito:

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Qui sotto riportiamo anche la scheda riepilogativa dei livelli rilevanti ai fini della cedola, della barriera e del rimborso a scadenza, per ciascuno dei titoli monitorati dal prodotto:
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Vediamo con qualche esempio gli scenari possibili di rendimento che può incontrare un potenziale investitore:

Scenario 1: nel caso di uno scenario fortemente positivo per tutti e due i sottostanti scatterebbe l’Autocall ed il certificato verrebbe ritirato al prezzo di emissione. L’investitore percepirebbe le cedole dello 0,78% per tutti i mesi fino a quello dell’Autocall.

Scenario 2: se alla data di scadenza del certificato (23 novembre 2021) non è mai scattato ne l’Autocall, neanche l’evento barriera, allora il certificato viene ritirato al prezzo di emissione.

Scenario 3: se alla data di scadenza del certificato (23 novembre 2021) si è verificato l’evento barriera, cioè il peggiore dei due sottostanti mostra un valore di chiusura pari o inferiore al 70% del prezzo di Fixing iniziale, allora il certificato verrà rimborsato ad un valore pari al 100% meno la performance del peggior sottostante rispetto al valore iniziale. Poniamo ad esempio che il peggiore dei due sottostanti sia ENEL, con un prezzo di chiusura al 23 novembre 2021 a 2,9887 euro, ovvero il 35% sotto il valore di riferimento iniziale, allora in questo caso il certificato replicherebbe la performance del titolo e verrebbe quindi rimborsato a 650 euro. In questo scenario il certificate potrebbe comportare anche la perdita della totalità del capitale investito.

Prima dell’adesione leggere il prospetto informativo.
Il prospetto e le informazioni chiave (KID) relative al certificate sono reperibili sul sito dell’emittente al seguente indirizzo:

https://structuredproducts-it.leonteq.com/isin/CH0438952548
Clicca qui per andare alla pagina

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“Se volete essere aggiornati direttamente da Leonteq sulle nuove emissioni scrivete “aggiungimi” a infoitaly@leonteq.com

www.websim.it
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