Le Borse in Asia consolidano le posizioni dopo il rally, si apprezza lo yuan

Le Borse in Asia consolidano le posizioni dopo il rally, si apprezza lo yuan

In Asia dopo sette giorni consecutivi di rialzo, la Borsa del Giappone va giù: Nikkei -1,7%. In lieve calo i mercati azionari della Cina (Hong Kong -0,3%, Shanghai -0,1%). Prosegue con grande vigore il recupero della valuta cinese…
Le Borse dell’Asia scendono, all’indomani del rally innescato dalla tregua tra Stati Uniti e Cina sui commerci. Si torna a fare i conti con il rallentamento delle economie, pensiero che induce a preferire le obbligazioni alle azioni.

L’avvicinarsi dell’assemblea dell’Opec sta surriscaldando il mercato del petrolio, il greggio Brent ha chiuso ieri sera in rialzo del 5%, questa mattina è scambiato a 62,4 dollari il barile (+1%). Borse della Cina

Dopo sette giorni consecutivi di rialzo, la Borsa del Giappone va giù: Nikkei -1,7%. In lieve calo i mercati azionari della Cina (Hong Kong -0,3%, Shanghai -0,1%).

Prosegue con grande vigore il recupero della valuta cinese: tra ieri e oggi, il cross dollaro yuan ha perso quasi il 2%, a 6,84, una variazione così ampia in due giorni non capitava da undici anni.

Si rafforza ancora il bond decennale della Cina, il rendimento scende a 3,33%, da 3,35% del giorno prima. Le obbligazioni governative della Cina sono tra le migliori al mondo da inizio anno.

Ieri sera Wall Street ha chiuso in rialzo, con le società più internazionali a mettersi in luce. Dow Jones +1,1%, Nasdaq +1,5%.

Non c’è stato solo l’effetto G20. Un indicatore dell’attività manifatturiera negli Stati Uniti, l’indice ISM, è salito più del previsto il mese scorso. Ma gli investitori sono sempre più convinti che la fase espansiva sia arrivata al termine.

La recessione in arrivo viene anticipata dalla discesa dei rendimenti dei bond governativi e dall’appiattimento della curva dei tassi Il Treasury note, il decennale degli Stati Uniti, è sceso a un rendimento del 2,95%, minimo degli ultimi due mesi e mezzo. Lo spread tra il rendimento del biennale e del decennale è sceso stanotte a 13 punti base, minimo dal 2007. Su alcune scadenze la curva si è già invertita, un evento che molti economisti interpretano come anticipatore della recessione: il differenziale tra il governativo a tre anni e quello a cinque anni, è -3 punti base.

L’euro si apprezza su euro a 1,137 su dollaro, un po’ perché Powell è diventato colomba, un po’ perché in Europa, il governo italiano ha cambiato atteggiamento con la Commissione Europea sui conti pubblici: i leader della maggioranza, da qualche giorno affermano che la manovra non sarà cambiata in modo sostanziale, un arretramento della linea di difesa.

L’agenda di oggi prevede.

EUROPA
Bruxelles, riunione Ecofin (9,00); partecipa de Guindos (Bce).
Gran Bretagna, vendite al dettaglio novembre.
Grecia, stima Pil trim3 (11,00).
Zona euro, prezzi alla produzione ottobre (11,00).

USA
Indice Ism New York novembre (15,45).
Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Api (22,30).

SOCIETÀ

ITALIA
Luxottica esce dal Ftse Mib.
Italian Exhibition Group, termina Opvs (iniziata il 28 novembre).

EUROPA
Novartis AG Alcon Capital Markets Day.

USA
Trimestrali di Autozone, Dollar General, Hewlett Packard Enterprise.

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