PETROLIO – Torna ottimismo su tregua dazi e attese tagli Opec

PETROLIO – Torna ottimismo su tregua dazi e attese tagli Opec

Gli strumenti migliori per cogliere l’opportunità di crescita o discesa del prezzo del greggio…

Brent (+4% a 62 usd) e Wti (+5% a 53,50 usd) avviano in deciso rialzo l’ultimo mese dell’anno. Novembre è stato il peggior mese dell’ultimo decennio con una perdita del 22%.

Prezzi in recupero grazie alle importanti novità del weekend.

1) Stati Uniti e Cina hanno concordato una tregua di 90 giorni per arrivare a una soluzione definitiva sulla disputa dei dazi commerciali. La guerra commerciale tra le due maggiori economie del mondo avviata a inizio anno ha pesato molto sul commercio globale, scatenando le preoccupazioni di un rallentamento della crescita e di riflesso della domanda di greggio.

2) Il meeting OPEC in agenda il prossimo 6 dicembre potrebbe decidere un taglio dell’offerta. A Buenos Aires, Vladimir Putin ha annunciato che il patto Russia-Opec sarà esteso a tutto il 2019. I paesi aderenti al Cartello si riuniscono questa settimana a Vienna. Ci si aspetta un taglio alla produzione nell’ordine del milione di barili al giorno. Fino a pochi giorni fa si pensava che la Russia si sarebbe sfilata dall’intesa raggiunta nel 2016. La produzione petrolifera russa si è attestata a 11,37 milioni di barili/giorno a novembre, in calo dal record post-sovietico di 11,41 milioni di barili raggiunto a ottobre, secondo i dati del ministero dell’Energia.

3) Dietro al rimbalzo c’è anche la decisione delle autorità dello Stato canadese dell’Alberta, quello da dove arriva una parte rilevante dello share Oil canadese, di ridurre di 325.000 barili la produzione giornaliera. Si tratta di una riduzione dell’8,7%, necessaria per gestire “un collo di bottiglia” del sistema di trasporto via terra.

Intanto, all’interno dell’OPEC, il Qatar ha annunciato che lascerà il club dei produttori a gennaio. La produzione di petrolio del Qatar è di circa 600mila barili al giorno, su una domanda giornaliera che ormai supera i 90 milioni di barili., ma è il maggiore esportatore mondiale di gas naturale liquefatto (GNL). Lo stato del Golfo è ai ferri corti con il suo vicino molto più grande, l’Arabia Saudita, e di fatto leader dell’OPEC.

Nel frattempo, i produttori di petrolio negli Stati Uniti continuano a sfornare quantità record di petrolio, con una produzione di oltre 11,5 milioni di barili al giorno.

Graficamente, le due ampie “candele nere” su base mensile di ottobre e novembre evidenziano meglio di ogni altra considerazione il “dramma” vissuto dal greggio.

Il Wti ha ceduto sia la trendline ascendente che l’importante supporto statico a 55 usd. Il Brent ha ceduto, a sua volta, la parte bassa del canale ascendente avviato dal 2016 toccando millimetricamente il supporto statico a 58,30 usd. Segnali di riequilibrio si concretizzeranno con il rispettivo ritorno sopra 62 usd e 55 usd.

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Operatività.

Confermiamo la nostra visione positiva di lungo periodo e la presenza del petrolio/settore energetico nel Portafoglio ETF Raccomandato.

Brent. Si può sfruttare la debolezza per impostare acquisti in vista di una reazione. Incrementare alla prima chiusura sopra 62,50 usd. Target 70 usd. Applicare lo stop loss alla prima chiusura sotto 58 usd.

WTI. Si può sfruttare la debolezza per impostare acquisti. Incrementare alla prima chiusura sopra 55 usd. Target 65 usd. Applicare lo stop loss alla prima chiusura sotto 50 usd.

Prodotti collegati.

Per replicare l’andamento del Brent senza leva, il seguente ETC consente l’investimento Total Return sul Brent con la replica dell’indice Dow Jones-UBS Brent Crude SubindexSM in aggiunta al rendimento del collaterale.

ETFS Brent Crude ETC (EUR)
Isin: JE00B78CGV99
[BRNT.MI]
Da inizio 2018: +3,6%

Per replicare l’andamento del Wti senza leva, il seguente ETC riproduce la performance Total Return sul WTI con la replica del Dow Jones-UBS WTI Crude Oil SubIndexSM in aggiunta al rendimento del collaterale.

ETFS WTI Crude Oil ETC (EUR)
Isin: GB00B15KXV33
[CRUD.MI]
Da inizio 2018: +2,1%

Per investire sul settore Energy europeo, giocandosi una chance sul recupero strutturale del comparto, c’è il seguente strumento quotato a Piazza Affari:

ETF Spdr MSCI Europe Energy UCITS (EUR)
Isin: IE00BKWQ0F09
[STNX.MI]
Da inizio 2018: +9,0%

E’ possibile investire sul settore energetico statunitense tramite il seguente strumento, sempre quotato a Piazza Affari:

SPDR S&P US Energy Select Sector
Isin IE00BWBXM492

[SXLE.MI]
Da inizio 2018: +1%

www.websim.it
www.websimaction.it
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