CERTIFICATE – Tra cedolona e ritiro anticipato: si punta al 24,7%

Il certificate FREXA0013039 dovrebbe incassare 95 euro prima di Natale. Poi si passa alle cedole mensili. In caso di rimbalzo delle banche (possibile se a inizio anno la BCE riaprirà i rubinetti della liquidità), lo strumento potrebbe essere ritirato in marzo. Chi compra oggi, tra cedole e plusvalenza, potrebbe chiudere con un ritorno del 24,7%…

comunicazione di marketing

In arrivo la maxicedola da 95 euro sul certificate Frexa0013039 [FREXA0013039.TX], con un rendimento del 10,5%, se da qui al 5 dicembre l’Eurostoxx 50 non perderà più del 13%, evento improbabile, viste le condizioni dei mercati.

La data di valutazione per la maxicedola è mercoledì prossimo (5 dicembre), per lo stacco effettivo bisognerà aspettare il 12 dicembre, mentre il pagamento dei 95 euro per ogni certificate arriverà direttamente sotto l’albero di Natale il 19-20 dicembre. Per avere diritto alla cedola è necessario acquistare il certificate entro martedì 11 dicembre, il giorno dopo non si avrà diritto alla cedola.

Cosa succede il 12 dicembre, data  dello stacco? Il certificate quoterà senza il valore della cedola, dunque circa 95 euro in meno rispetto al giorno prima.
Ricordiamo questo incasso potrebbe essere utilizzato per compensare eventuali minusvalenze.

Le cedole non sono finite. Da gennaio si passa a cedole mensili dello 0,56% se Unicredit Intesa e Mediobanca non si troveranno alle date di valutazione sotto la barriera, pari al 65% del valore iniziale. Per Intesa il valore iniziale è 2,397 euro, barriera 1,558 euro, Unicredit, valore iniziale 13,962 euro, barriera 9,075 euro. Mediobanca, valore iniziale 9,106 euro, barriera 5,918 euro.

I tre titoli, come tutti i finanziari hanno pagato pegno all’allargamento dello  spread, il terzetto si trova a una distanza di quasi il 15-17% dai livelli iniziali ( 20% dalla barriera di tipo europea, valida solo a scadenza).

La situazione di fondo si sta ricomponendo. Il governo italiano ha aperto a modifiche della manovra economica, con l’obiettivo di portare il deficit/Pil 2019 al 2%, rispetto 2,4% ora previsto. Anche l’Europa, da parte sua, potrebbe venire incontro all’Italia, magari non contabilizzando a deficit alcuni investimenti in infrastrutture. Un’altra mano potrebbe arrivare direttamente dalla Bce. Lo scenario economico meno roseo rispetto a qualche  mese fa e il forte calo del greggio, dunque minori spinte inflazionistiche, lascia le mani libere a Draghi per nuovi interventi. In novembre l’inflazione nella zona euro, al netto delle componenti volatili, ha registrato un rallentamento, +1% anno su anno, da +1,1% di ottobre.

Gli esperti sembrano concordare sull’arrivo di un nuovo Tltro, ovvero un meccanismo di forte aiuto al sistema bancario agevolandone i finanziamenti. Le date in questo caso sono molto importanti. I prossimi incontri della Bce sono il 13 dicembre, il 24 gennaio e il 7 marzo (il giorno prima della festa della donna). E’ proprio nell’ultimo incontro che la Bce potrebbe annunciare una nuova Tltro, dando forza a tutti i titoli del settore bancario. Marzo coincide con una data importante del certificate, ovvero alla prima data di valutazione il prodotto potrebbe essere ritirato in anticipo rispetto alla  scadenza finale 06/09/2021 a 1000 euro.

Se dunque tutti e tre i sottostanti si dovessero riportare al livello dello scorso 24 settembre, il certificate verrà ritirato a 1000 euro e l’investitore avrà ricevuto: 95 euro di maxicedola, tre cedole mensili di  5 euro per tre mesi e un capital gain di 110 euro perché oggi il certificate quota sotto la pari a 890 euro: in tutto 220 euro su 890 ovvero un rendimento del 24,7% in meno di quattro mesi. Questo è lo scenario più ottimistico ovvero in caso di ritiro già a marzo. Il nostro scenario è quello di un ritiro prima della scadenza con un recupero del settore bancario ma non per forza a marzo.

Effetto memoria

Ricordiamo che le cedole mensili, godono dell’effetto memoria, ovvero se ad una data di osservazione mensile si verifica la condizione per ricevere la cedola condizionata, l’investitore, oltre alla cedola condizionata del mese in questione, riceverà tutte le cedole condizionate precedenti non distribuite.

Scenario alla scadenza

A scadenza, se il prodotto non è stato oggetto di rimborso anticipato, l’investitore riceverà:  1000 euro per ogni certificato, se ognuna delle tre azioni sottostanti è maggiore o uguale al 65% del livello iniziale.

In caso contrario, il capitale è a rischio e il rimborso finale sarà inferiore a 1000 euro.
L’investitore riceverà il valore finale dell’azione sottostante che ha registrato la performance peggiore, in percentuale rispetto al suo livello iniziale moltiplicato per 1.000.
In questo scenario il certificate replica perfettamente la performance del peggiore dei tre  sottostanti, questo implica che si potrebbe arrivare alla perdita della totalità del capitale investito. Esiste inoltre il rischio emittente

Sottostanti.

Intesa Sanpaolo: Il consensus Bloomberg è ottimista sul titolo con 15 buy 14 hold e un solo analista che  consiglia di vendere. Il prezzo obiettivo medio è di 2,6 euro, sopra il prezzo iniziale.

Unicredit: Tra 30 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo, 24 consigliano di acquistare il titolo e 6 di tenerlo in portafoglio , nessuno consiglia di venderlo. Il prezzo obiettivo medio è di 16,51  euro sopra il livello iniziale

Anche su Mediobanca il consensus Bloomberg vede rosa: 13 buy, 2 hold e nessuno che consiglia di vendere il titolo.  Il prezzo obiettivo medio è di 10,02 euro, sopra al livello iniziale .

Guarda qui un video esplicativo

Prima dell’adesione leggere il prospetto informativo.
Il prospetto e le informazioni chiave (KID) relative al certificate sono reperibili sul sito dell’emittente al seguente indirizzo: clicca qui

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La presente comunicazione  non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica  –  o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

 

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