PROTEGGERSI DAL RIBASSO

PROTEGGERSI DAL RIBASSO

Quando aumenta la volatilità è sempre bene avere a portata di mano lo strumento per proteggersi. Chi fosse preoccupato per i cali del mercato e desidera proteggere il proprio portafoglio Long durante una fase di ribasso del mercato può servirsi del certificate emesso da Leonteq con codice ISIN CH0404593649, che oggi tratta a 49 euro, sotto il prezzo di emissione a 55 euro. Il certificato prende come riferimento il peggiore di due sottostanti: l’Indice dell’eurozona Eurostoxx50 e l’indice statunitense S&P500. I livelli di riferimento iniziali (Initial Fixing), sono quelli del 29 ottobre 2018, mentre i livelli degli strike, quelli sotto i quali il certificato inizia a guadagnare, sono fissati il 5% sotto i prezzi di riferimento iniziali (vedere tabella sotto).

Comunicazione di marketing

I mercati finanziari stanno provando a dimenticare “l’ottobre rosso”, uno dei peggiori mesi dell’ultima decade. La fine della stagione delle ostilità commerciali tra Stati Uniti e Cina sta riportando l’ottimismo in quasi tutte le aree geografiche del pianeta, le Borse si stanno riprendendo.
Nel frattempo le obbligazioni arretrano, per effetto dell’esaurirsi della lunga stagione dei sussidi a pioggia da parte delle banche centrali, perché negli Stati Uniti ed in Europa l’inflazione sta ripartendo.  Il mese scorso le paghe orarie hanno registrato un incremento superiore al 3%, una progressione che non si vedeva da anni.

Il Treasury Note a dieci anni si indebolisce ed il suo rendimento sale di 5 punti base a 3,18%, non tanto distante dai massimi dal 2011 raggiunti il mese scorso. Il decennale, negli ultimi due mesi è stato stabilmente sopra quota 3%, un livello che comincia a far sentire i suoi effetti sulle azioni: un aumento del costo del rischio deprime le valutazioni.

Goldman Sachs, in un report di qualche mese fa, aveva messo in guardia sugli effetti collaterali del rialzo tassi: l’indebolimento delle azioni. Lo strategist Daan Struyven calcolava che il rendimento del decennale intorno al 4,5%, avrebbe portato ad una perdita di valore del mercato azionario statunitense nell’ordine del 25%.
I tassi sui dieci anni in prossimità del 3,20%, hanno spinto questa settimana Société Générale a ridurre l’esposizione alle azioni: lo strategist Alain Bokobza prevede che in caso di raggiungimento di quota 3,25%, l’S&P500 possa scendere poco sotto quota 2.500 punti, circa il 9% dai valori attuali.
In più, c’è l’aumento del costo del debito, un tema cruciale, per un mondo sempre più finanziarizzato. Secondo Institute of International Finance, un’associazione di banche e società finanziarie con sede a Washington, il debito globale è intorno a 250.000 mila miliardi, in dieci anni è salito di 81.000 miliardi. Nello stesso tempo, la struttura economica che regge questa montagna di passività sempre più grande, fatica a tenere il passo della crescita; infatti, il rapporto debito mondiale/Pil mondiale è salito negli ultimi anni, arrivando a quota 300%.

Secondo Daniel Lacalle, economista spagnolo autore di svariate pubblicazioni sulle logiche dei mercati finanziari, chi guarda con preoccupazione alla traiettoria del debito/pil ha buone ragioni per essere preoccupato, in quanto l’80% degli stati del pianeta, Italia compresa, ha annunciato per l’anno prossimo un aumento del deficit. Il tutto, proprio in concomitanza con il manifestarsi in modo sempre più preoccupante del rallentamento. Molti indicatori macroeconomici, in ottobre, hanno segnalato per l’ultimo trimestre del 2018 un perdurare del trend.
I timori sul debito, tornati d’attualità con l’arrivo dell’autunno, sono un tema ricorrente per i mercati finanziari, una minaccia con la quale si può anche convivere senza problemi. Negli ultime nove anni, mentre la leva finanziaria mondiale decollava, le Borse, soprattutto negli Stati Uniti, salivano senza darsene pena.

Dai minimi del 2009, ai massimi storici del 2018, l’indice S&P500 si è quadruplicato. Il rally è stato placido, accompagnato da una discesa della volatilità. Tra 2009 e 2017 solo una volta, nel 2015, c’è stata una performance annuale negativa (il -0,7% del 2015). Solo nove trimestri, degli ultimi trentasei, si sono chiusi in ribasso.
In Europa, l’altro grande mercato finanziario mondiale, il rally è stato più debole, meno precisa la direzione. L’indice EuroStoxx 50, dai minimi del 2009 ai massimi dal 2007 toccati a metà del 2015, si è circa raddoppiato, ma da quei livelli ha perso il 15%. Su trentasei trimestri complessivi, ce ne sono diciassette in ribasso.

Chi fosse preoccupato per i cali del mercato e desidera proteggere il proprio portafoglio Long durante una fase di ribasso del mercato può servirsi del certificato emesso da Leonteq con codice ISIN CH0404593649, che oggi tratta a 49 euro, sotto il prezzo di emissione a 55 euro. Il certificato prende come riferimento il peggiore di due sottostanti: l’Indice dell’eurozona Eurostoxx50 e l’indice statunitense S&P500. I livelli di riferimento iniziali (Initial Fixing), sono quelli del 29 ottobre 2018, mentre i livelli degli strike, quelli sotto i quali il certificato inizia a guadagnare, sono fissati il 5% sotto i prezzi di riferimento iniziali (vedere tabella sotto).

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Il certificato è stato emesso a 55 euro, per coprire un valore nominale di 1’000 euro. Per cui chi volesse proteggere interamente un portafoglio da 10’000 euro di azioni europee ed americane da cali superiori al 5% rispetto ai livelli del 29 ottobre, allora dovrebbe acquistare 10 certificati (costo 550 euro).

Vediamo con qualche esempio l’esito dei possibili scenari.

Scenario 1, forte calo del mercato: è lo scenario ideale per questo strumento. Poniamo che alla data di scadenza del certificato (il 29 aprile 2019) il peggiore dei due sottostanti sia l’Indice Eurostoxx50, con una performance del -35% rispetto ai livelli del 29 ottobre 2018 (Initial Fixing pari a 3154,93 punti), quindi con un prezzo di chiusura di seduta paria a 2’050 punti. Allora si vedrà rimborsa un importo pari a 1000 X (35% -5%) = 300 euro, ovvero VALORE NOMINALE X (PERFORMANCE DEL SOTTOSTANTE -5%).

Scenario 2, moderato calo del mercato: poniamo che alla data di scadenza del certificato (il 29 aprile 2019) il peggiore dei due sottostanti sia sempre l’Indice Eurostoxx50, con una performance del -3% rispetto ai livelli del 29 ottobre 2018 (Initial Fixing pari a 3154,93 punti), quindi con un prezzo di chiusura di seduta paria a 3060,2821 punti. Dal momento che il calo è inferiore al 5%, ed infatti il prezzo di chiusura è superiore al livello di Strike (2997,18 punti), la protezione non è entrata in funzione, ed il certificato scade a zero, cioè non ci sarà nessun rimborso del capitale.

Scenario 3, rialzo del mercato: come nel caso 2, la protezione non scatta ed il certificato scade a zero, cioè non ci sarà nessun rimborso del capitale.

Prima dell’adesione leggere il prospetto informativo.
Il prospetto e le informazioni chiave (KID) relative al certificate sono reperibili sul sito dell’emittente al seguente indirizzo: clicca qui

“Se volete essere aggiornati direttamente da Leonteq sulle nuove emissioni scrivete “aggiungimi” a infoitaly@leonteq.com”

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La presente comunicazione  non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica  –  o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti

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