INTESA – Gli stress test non sono un problema

INTESA – Gli stress test non sono un problema

Lo dice l’amministratore delegato Carlo Messina. Il numero uno della società non vede alcuna crisi delle banche italiane. Anche i grandi soci di Intesa sono tranquilli. Chi non si fida del titolo, può puntare sul certificato ISIN CH0430278884, si può guadagnare sia in caso di movimenti al rialzo che al ribasso…

Comunicazione di marketing

Intesa Sanpaolo va su e giù intorno a quota 2 euro, vicino ai minimi  degli ultimi due anni toccati la scorsa settimana, da inizio anno la capitalizzazione è scesa di circa un quarto.

La perdita di valore anticipa un drastico peggioramento dello scenario di mercato, a partire dal rallentamento della crescita economica in Italia. I dati preliminari diffusi oggi hanno dato ragione ai pessimisti. Nel terzo trimestre il PIL italiano registra una crescita “zero”, rispetto al secondo trimestre, in frenata dal +0,2% del secondo trimestre. Il consensus si aspettava +0,2%.  L’Italia è in stallo, in termini sequenziali, dopo 14 trimestri consecutivi di crescita del PIL trimestre su trimestre. Con questo rallentamento, traballa la stima sull’intero anno, il +1% anno su anno stimato dal consensus potrebbe non essere raggiunto.

La frenata dell’economia rischia a questo punto di riportare alla superficie un problema in via di soluzione, quello dei crediti in sofferenza. C’è poi l’effetto negativo dello spread intorno ai 300 punti base: perdita di valore dei BTP in portafoglio e incremento del costo della raccolta. Per ultimo, c’è la stretta fiscale presente nella manovra economica.

Messo in allarme dalla discesa dei titoli delle banche, il  governo sembra aver fatto dietro front, passando dal “mai più un euro alle banche” al “difenderemo le banche, costi quel che costi”.

Il ministro dell’economia Giovanni Tria, citato dall’Ansa, ha detto nel fine settimana che in caso di peggioramento delle condizioni di mercato, misure a sostegno delle banche potrebbero essere varate.

Il governo ha in questo momento due vie da percorrere, la più spedita è quella di un intervento a sostegno del patrimonio di vigilanza, per esempio inserendo nel calcolo del Common Equity Tier 1 alcune imposte anticipate ora non computabili. L’altra via è quella della ricapitalizzazione precauzionale del settore, utilizzando le risorse messe da parte per il salvataggio del Monte dei Paschi e delle altre banche più piccole (Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza): in cassa dovrebbero essere rimasti circa 14 miliardi di euro.

Per superare le possibili obiezioni dell’Unione Europea, il governo potrebbe appellarsi alla norma che permette l’intervento dello Stato, quando gli stress test segnalano gravi deficit patrimoniali.

Ma le principali banche italiane, non dovrebbero avere problemi del genere, infatti, secondo quanto riporta oggi Il Messaggero, le quattro più importanti dovrebbero aver superato senza problemi gli stress test: la pagella sarà diffusa il due novembre.

Intesa si presenta alle verifiche con un livello di solidità da prima della classe, a fine giugno il Common Equity Tier 1 pro forma era 13,4%, ma se si applicano i principi contabili in vigore dall’anno prossimo, si sale al 13,6%, tra i più alti nel panorama bancario europeo. La banca si trova a oltre quattrocento punti base di distanza dalla soglia minima fissata dal regolatore.
Stamattina l’amministratore delegato Carlo Messina afferma che “gli stress test non sono un problema”. Il numero uno della società, rispondendo ad una domanda di un giornalista, ha anche negato problemi per il settore: “ma che crisi bancarie, per favore”.

I soci di riferimento sono sereni, “Non ci sono rischi di aumento di capitale, c’è una situazione di tranquillità”, ha risposto Giuseppe Guzzetti a chi gli chiedeva ieri se l’allargamento dello spread possa costringere le banche italiane a ricapitalizzazioni. Il presidente della fondazione Cariplo ha precisato di potersi esprimere solo per Intesa Sanpaolo, di cui la fondazione lombarda è azionista con il 4,38%.

Proprio stamattina

Il titolo, per effetto del -30% dai massimi di maggio, tratta a 0,7 volte il patrimonio tangibile, a fronte di un ritorno sul patrimonio destinato a portarsi nel 2018 a 7,5%, da 7,2% del 2017.

Il risparmiatore che nutre qualche comprensibile dubbio sul titolo, può prendere in considerazione una via alternativa, il Certificato Twin-Win di Leonteq (ISIN CH0433738355) con sottostante Intesa Sanpaolo.

La forza di questo certificate risiede nel fatto che l’investimento non è direzionale. Si può guadagnare sia in caso di movimenti al rialzo che al ribasso. Lo scenario negativo lo abbiamo solo in caso di forti ribassi, oltre il 30% rispetto al prezzi di riferimento (2,344 euro).

La barriera è di tipo europeo, è posta a 1,641 euro, protegge fino ad un ribasso del 30%. Europea vuol dire che viene osservata solo all’ultima data di rilevazione (14 settembre 2020) cioè alla scadenza del certificato.

Scenari alla scadenza.

1: il sottostante è sopra il Fixing iniziale. L’investitore riceve allora il rimborso del capitale iniziale (100%), più la performance positiva. Ipotizziamo per esempio che Intesa Sanpaolo quel giorno sia a 2,70 euro, pari al 115,2% del Fixing iniziale (2,344 euro). L’investitore otterrebbe un ritorno totale del 15,2%.

2
: il sottostante è pari o sotto il Fixing iniziale, ma sopra il livello di barriera. Grazie al meccanismo Twin Win, la performance negativa di questo sottostante si trasforma in performance positiva per il certificato. Ad esempio se Intesa, alla data di scadenza si dovesse trovare a 2 euro, -14,6% rispetto al Fixing iniziale, allora l’investitore riceverebbe il 114,6% del valore di emissione del certificato.

3. Intesa, è ad un prezzo di chiusura di 1,50 euro, pari al 36% del valore iniziale di Fixing, quindi sotto la barriera. Il certificato viene rimborsato al 64% del valore nominale. Questo è lo scenario peggiore e nel caso più estremo, nel caso in cui il sottostante vada a zero, potrebbe comportare la perdita dell’intero capitale.

Oggi il certificate si acquista a 863 euro, è stato emesso a 1000 euro.

Prima dell’adesione leggere il prospetto informativo.
Il prospetto e le informazioni chiave (KID) relative al certificate sono reperibili sul sito dell’emittente al seguente indirizzo: clicca qui

“Se volete essere aggiornati direttamente da Leonteq sulle nuove emissioni scrivete “aggiungimi” a infoitaly@leonteq.com”
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