Borse della Cina in rally, Euro poco mosso dopo il taglio di Moody’s

Borse della Cina in rally, Euro poco mosso dopo il taglio di Moody’s

Indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen 4,4%. Stamattina salgono, ma più debolmente, le Borsa di Hong Kong (+2%), di Tokyo (+0,5%) e di Mumbai (+0,5%)…

L’arrivo di misure di sostegno  all’espansione economica da parte delle autorità centrali di Pechino ispira il forte rialzo delle Borsa della Cina: indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen +4,4%.

Venerdì notte, subito dopo la pubblicazione dei dati sul PIL, tre esponenti di rilievo dell’apparato politico economico della Cina avevano diffuso comunicati per invitare i mercati alla calma, con promesse di agevolazioni all’emissione di obbligazioni, ammorbidimento delle regole in ambito assicurativo, esortazioni ai fondi controllati dallo Stato, a comprare azioni.

Nelle ultime ore, parecchi intermediari hanno consigliato ai clienti di non andare contro le indicazioni di Pechino, ovvero, sospendere il trading al ribasso.

Stamattina salgono, ma più debolmente, le Borsa di Hong Kong (+2%), di Tokyo (+0,5%) e di Mumbai (+0,5%):

Si indebolisce lo yen giapponese, a 112,6 su dollaro, è poco mosso lo  yuan cinese, a 6,93 su dollaro.

Il petrolio Brent è intorno agli ottanta dollari il barile, poco mosso: la scorsa settimana ha perso lo 0,8%.

Oro sui massimi da quest’estate a 1.228 dollari l’oncia.

L’euro è invariato a 1,151 su dollaro.

Venerdì, a seguito delle indiscrezioni sulla disponibilità del governo italiano a rivedere le previsioni sul deficit, ha guadagnato lo 0,5%. Il summit di sabato invece si è chiuso con una conferma delle indicazioni originali (deficit al 2,4%) e la chiusura della contesa tra Lega e Movimento 5 Stelle sul condono.

Nel fine settimana è arrivata anche la bocciatura di Moody’s, un taglio del rating su cui nessuno aveva dubbi.

Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, nell’intervista pubblicata ieri dal Messaggero, promette l’avvio di un dialogo con la Commissione Europea: “Importante è ora avviare un dialogo franco e costruttivo con l’Unione Europea rispetto ad un approccio che non è solo contabile, ma punta a riavviare un circuito di fiducia nei cittadini.

E’ chiaro che però i discorsi vanno fatti in maniera seria ed è molto importante la comunicazione che fa il governo”. L’esponente della Lega sollecita la maggioranza cambiare atteggiamento: ”Siamo persuasi che deve finire la polemica fine a se stessa sulla Commissione europea. Ovviamente ci sta la dialettica rispetto alle diverse ricette per risolvere i problemi. Quello che dovremmo evitare è attaccare la Commissione o i commissari con accuse fini a se stesse. Dobbiamo essere un po’ più pragmatici con la responsabilità dovuta a chi governa una Paese che ha tante complessità, tante criticità ma che ha anche tante potenzialità”.

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