INTESA SANPAOLO  – Non teme lo spread, neanche la manovra castiga banche

INTESA SANPAOLO – Non teme lo spread, neanche la manovra castiga banche

Intesa Sanpaolo è in grado di reggere bene alla tempesta sul BTP, gestibile anche il taglio alle agevolazioni fiscali previsto nella legge di bilancio. Chi non si fida del titolo, può puntare sul certificato ISIN CH0430278884, si può guadagnare sia in caso di movimenti al rialzo che al ribasso…

Comunicazione di marketing

Il conto presentato dal governo alle banche non sembra essere così salato, come lasciavano intendere alcune bellicosa dichiarazioni di quest’estate del vice premier Luigi Di Maio.

Le misure indicate nel Draft Budgetary Plan 2019 portano ad un esborso tutto sommato sopportabile. In più, nella manovra ci potrebbe essere un aiutino sui crediti problematici in grado di ridimensionare la portata negativa dell’inasprimento fiscale a carico del sistema del credito.

Gli importi precisi non sono ancora definitivi, molte cose potrebbe cambiare nei prossimi giorni.

Ad oggi questa è la situazione.

Prima misura (gettito stimato 1 miliardo di euro). La deduzione di una quota pari al 10% delle svalutazioni e delle perdite sui crediti, ai fini del calcolo dell’imposta sull’utile e dell’imposta regionale sulle attività produttive, viene differita a fine 2026. La ricaduta negativa è soltanto sulla cassa degli istituti di credito. Dal punto di vista fiscale, l’impatto è zero.

Seconda misura (gettito stimato 1,1 miliardi). Gli accantonamenti sui crediti, generatisi a seguito dall’applicazione dei nuovi principi contabili, saranno deducibili, ai fini di Ires ed Irap, in ragione del 10% ogni anno. Come prima, non ci sono ripercussioni sulla tassazione. Impatto negativo sulla cassa. Per quel che si capisce, da queste poche anticipazioni, ci potrebbe essere una minima ricaduta negativa anche in termini di capitale di sorveglianza. Ma va detto che già oggi, molto banche deducono le imposte differite attive che eccedono il livello minimo di Common Equity Tier1, per cui, in questi casi, non c’è alcun impatto.

Misure non specificate (gettito stimato 1,2 miliardi). Secondo indiscrezioni si tratterebbe di taglio alla deducibilità sugli interessi passivi generati in Italia, all’86% del totale dal 100% attuale. Se queste fossero le cifre definitive, il provvedimento ridurrebbe di circa il 2,5% l’utile per azione delle grandi banche, tra 2018 e 2020. L’impatto sugli istituti di credito minori (non quotati) potrebbe arrivare al 4%.

Garanzie statali anche sulle inadempienze probabili (unilikely to pay, o OTP). Nel DBP non c’è, ma secondo i giornali delle ultime settimane, il governo intende procedere su questa via, permettendo alle banche di andare avanti con la pulizia di bilancio. Grazie alla garanzia sulle obbligazioni a più alto rischio, derivanti dalle cartolarizzazioni degli UTP, per le banche sarà più agevole procedere con lo smobilizzo di crediti usurati e deteriorati.

Per Intesa Sanpaolo, il contributo alla manovra del popolo è gestibile, dovrebbe valere circa il 2% dell’utile del 2018. Nulla di rilevante, per una banca più che solida, in grado di reggere bene all’allargamento dello spread fino a 400 punti base, capace di mantenere gli impegni presi in termini di dividendo: quello relativo al bilancio 2018 dovrebbe essere generoso come quello del 2017, pari a circa 0,20 euro per azione, ai prezzi attuali il rendimento sfiora il 10%.
L’allargamento di 100 punti base dello spread, per Intesa Sanpaolo, valgono circa 30 punti base in meno a livello di Common Equity Tier 1, che però , parte da livelli molto distanti dal requisito minimo fissato dal regolatore (SREP): circa 400 punti base sopra. In più, c’è da tener conto dei benefici del rialzo tassi: 100 punti base in più, a livello di rendimento del BTP a dieci anni, aumentano di 1,7 miliardi di euro il margine di interesse.

Forse di questa posizione, la banca sta portando avanti in modo spedito la pulizia di bilancio: l’esposizione ai crediti in sofferenza e deteriorati è già oggi sui livelli di dieci anni fa.
Il titolo, per effetto del -30% dai massimi di maggio, tratta a 0,7 volte il patrimonio tangibile, a fronte di un ritorno sul patrimonio destinato a portarsi nel 2018 a 7,5%, da 7,2% del 2017.

Il risparmiatore che nutre qualche dubbio sul titolo, può prendere in considerazione una via alternativa, il Certificato Twin-Win di Leonteq (ISIN CH0433738355) con sottostante Intesa Sanpaolo.

La forza di questo certificate risiede nel fatto che l’investimento non è direzionale. Si può guadagnare sia in caso di movimenti al rialzo che al ribasso. Lo scenario negativo lo abbiamo solo in caso di forti ribassi, oltre il 30% rispetto al prezzi di riferimento (2,344 euro).

La barriera è di tipo europeo, è posta a 1,641 euro, protegge fino ad un ribasso del 30%. Europea vuol dire che viene osservata solo all’ultima data di rilevazione (14 settembre 2020) cioè alla scadenza del certificato.

Scenari alla scadenza.

1: il sottostante è sopra il Fixing iniziale. L’investitore riceve allora il rimborso del capitale iniziale (100%), più la performance positiva. Ipotizziamo per esempio che Intesa Sanpaolo quel giorno sia a 2,70 euro, pari al 115,2% del Fixing iniziale (2,344 euro). L’investitore otterrebbe un ritorno totale del 15,2%.

2
: il sottostante è pari o sotto il Fixing iniziale, ma sopra il livello di barriera. Grazie al meccanismo Twin Win, la performance negativa di questo sottostante si trasforma in performance positiva per il certificato. Ad esempio se Intesa, alla data di scadenza si dovesse trovare a 2 euro, -14,6% rispetto al Fixing iniziale, allora l’investitore riceverebbe il 114,6% del valore di emissione del certificato.

3. Intesa, è ad un prezzo di chiusura di 1,50 euro, pari al 36% del valore iniziale di Fixing, quindi sotto la barriera. Il certificato viene rimborsato al 64% del valore nominale. Questo è lo scenario peggiore e nel caso più estremo, nel caso in cui il sottostante vada a zero, potrebbe comportare la perdita dell’intero capitale.

Oggi il certificate si acquista a 853 euro, è stato emesso a 1000 euro.

Prima dell’adesione leggere il prospetto informativo.
Il prospetto e le informazioni chiave (KID) relative al certificate sono reperibili sul sito dell’emittente al seguente indirizzo: clicca qui

“Se volete essere aggiornati direttamente da Leonteq sulle nuove emissioni scrivete “aggiungimi” a infoitaly@leonteq.com”
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La presente comunicazione  non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica  –  o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti

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