ENEL – Non teme il blackout da spread elevato

Il Top bonus a codice Isin DE000HV40954 offre una performance potenziale del 19% in due anni se Enel non perde il 12% da qui a settembre 2019 (barriera a scadenza inferiore a 3,87 euro) e del 35% se guadagna il 5% (barriera a scadenza superiore a 4,644 euro)…

Comunicazione di marketing

Lo spread torna a spaventare Piazza Affari. Il differenziale tra il rendimento decennale italiano e quello tedesco si muove intorno ai 300 punti base. La bufera è scoppiata dopo la pubblicazione nel NaDef, il documento preliminare del piano di programmazione economica e finanziaria del governo, che punta a un rapporto deficit/Pil al 2,4% per i prossimi tre anni. Il dato è molto lontano dallo 0,9% promesso dal precedente governo e dall’1,6% che il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, aveva indicato nelle settimane scorse ai colleghi europei.

Immediata la reazione del mercato anche sulle utility. Un aumento infatti dei rendimenti dei titoli di Stato si ripercuote anche sui rendimenti dei bond emessi dalle società italiane. Tra le più colpite quelle con partecipazione statale, vedi Enel [ENEI.MI]. Il titolo del primo produttore elettrico nazionale ha perso il 15,2% da inizio anno. E il 7,5% (circa la metà ) solo nelle ultime 5 sedute. Dai top di maggio,  Enel ha bruciato in Borsa il 20% della sua capitalizzazione.
La reazione sembra esagerata, tanto che il giudizio degli analisti sul titolo resta ottimista. Su 32 esperti censiti da Bloomberg 24 consigliano di acquistare il titolo e 7 di tenerlo in portafoglio, con un target price medio di 5,5 euro.

enelIl certificate top bonus doppia barriera emesso da Unicredit con ISIN DE000HV40954 [DEHV4095.MI] ha come sottostante Enel.

Oggi  il prodotto passa di mano a 91,5 euro e verrà ritirato a 123,5 euro tra due anni se Enel alla  data di valutazione finale (fissata il 17 settembre 2020) si troverà sopra ai  4,644 euro (Barriera superiore), con una perfomance del certificate del 35% in due anni. Oggi Enel tratta a 4,41 euro ovvero appena sotto  la barriera superiore (-5,3%).

La forza dei certificate a doppia barriera è quella di offrire un’ulteriore protezione, ovvero se alla data di valutazione finale Enel dovesse trovarsi sotto alla barriera superiore (i 4,644 euro di cui parlavamo prima) ma a un livello maggiore dei 3,87 euro (barriera inferiore) l’investitore riceverà comunque un premio, il certificate verrà liquidato a 109 euro, ovvero acquistandolo oggi sotto la pari a 91,5 euro l’investitore registrerà un’ottima performance pari al 19%.

Lo scenario negativo  lo avremo solo tra due anni, alla  data di valutazione finale Enel dovesse trovarsi sotto la barriera inferiore, a 3,87 euro ovvero il 12,2% dalle attuali quotazioni, la performance del certificate sarà uguale a quella dell’azione sottostante rispetto allo strike fissato a 5,16 euro.
Se ad esempio alla data di valutazione finale Enel  dovesse trovarsi appena sotto alla barriera inferiore, il certificate verrebbe ritirato a poco meno di 75 euro, rispecchiando la performance del sottostante.

Continuando a parlare di rischi, tutti i certificate sono esposti al rischio di credito dell’emittente o e al rischio di azzeramento del valore del sottostante. Un azzeramento di Enel in Borsa equivale alla perdita totale dell’investimento.

Crediamo che la reazione in Borsa su Enel sia stata eccessiva. La dipendenza di Enel al nostro Paese è diminuita sensibilmente negli ultimi anni, su un Ebitda indicato dalla società a 16,2 miliardi di euro quest’anno ne genera meno della metà (7 miliardi) in Italia. Sul fronte debito indicato dal gruppo a fine anno a 39,5 miliardi euro non vi è alcuno stress, la posizione finanziaria netta è pari a 2,5 volte l’Ebitda, il livello di pericolo è sopra le 3,5 volte. Il costo medio del capitale nel 2017 è stato del 4,7%, ma solo la metà del debito è in bond. Questi dati sottolineano che un aumento dello spread è ancora ampiamente gestibile dal gruppo e che la reazione del mercato appare eccessiva.

Prima di aderire leggere il Prospetto Informativo e le Informazioni Chiave. Clicca qui per andare al sito dell’emittente, dove si trova la documentazione.

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La presente comunicazione  non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica  –  o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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