CERTIFICATE – Il Cash collect su Fca che guarda all’era Manley

CERTIFICATE – Il Cash collect su Fca che guarda all’era Manley

Certificate – Il prodotto passa di mano a 88 euro, la barriera è vicina ma è di tipo europeo con scadenza nel dicembre del prossimo anno e le prossime due cedole da 2,3 euro sono garantite. Rendimento fino al 21,9% annuo, rischio elevato…

Accordo tra Usa e Messico, scorporo di Magneti Marelli e lancio di nuovi modelli. Fiat Chrysler in Borsa ha patito l’addio di Sergio Marchionne, manager come lui, è vero, se ne incontrano pochi nella vita, ma proprio per questo la società che ha lasciato è già ottimamente impostata e il calo in Borsa è stato eccessivo.
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Il successore Mike Manley è il fautore del miracolo Jeep. “ in meno di un decennio siamo passati da poco più di 300 mila veicoli venduti l’anno a 1,4 milioni e l’obiettivo è crescere ancora” dichiarava il manager inglese prima di diventare a.d. di tutto il gruppo Fca.

A frenare Fiat inoltre hanno giocato due fattori, da una lato la rivisitazione dei target 2018 ma il management ha  confermato quelli del piano industriale 2022 e i timori di una guerra commerciale Usa.

Durante la presentazione della trimestrale,  Fca ha dichiarato di aspettarsi ricavi per fine anno tra 115-118 miliardi di euro, meno dei 125 indicati in precedenza e un Ebit tra 7,5 e 8 miliardi dagli 8,7 indicati dall’era Marchionne. L’utile netto è stato però confermato a 5 miliardi di euro grazie a una minore imposizione fiscale con una posizione finanziaria netta positiva per fine anno a 3 miliardi e non più 4.

Manley ha confermato i target di fine piano che punta a triplicare gli utili per azione dal 2017 al 2022, una posizione finanziaria netta che dovrebbe arrivare  a positiva per 20 miliardi. Il cuore del piano si basa su una crescita del 7% dei ricavi medi annui, il lancio di 29 nuovi modelli di cui 10 elettrici o ibridi con un deciso aumento dei margini, e soprattutto su 2,8 milioni di Jeep vendute all’anno.

Sul fronte dazi le notizie sono ottime,  dopo l’accordo con il Messico si vocifera di un’area a dazi zero anche tra Usa ed Europa.

Il risultato è che dopo un calo del 25% dai massimi toccati il primo di giugno  il titolo ora gode di un’ottima considerazione da parte degli analisti Su  26 esperti  censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo: 14 consigliano di acquistare il titolo e 9 di tenerlo in portafoglio, solo tre  consiglia di  venderlo.  Il prezzo obiettivo medio è di 19,22 euro. Sulle attuali stime del consenso il P/E atteso per quest’anno è fissato a 4,84 volte.
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MESSAGGIO PROMOZIONALE

Crediamo che una valida alternativa per investire su Fiat Chrysler sia il Cash Collect emesso da Unicredit con Isin DE000HV40R66. Il certificate oggi passa di mano a 88 euro e verrà rimborsato a scadenza a 100 euro, distribuendo ogni tre mesi una cedola di 2,3 euro, di cui le prossime due, quelle in pagamento il 27 settembre e il 20 dicembre sono incondizionate. Le cedole a seguire quelle del 19 marzo (data di valutazione) 20 giugno, 19 settembre e 12 dicembre verranno distribuite solo se il sottostante si troverà, alle date appena indicate, sopra il livello di barriera fissato a 13,95 euro, circa il 4,5% inferiore alle attuali quotazioni. Un livello molto vicino, si tratta però di barriera europea a fronte di cedole fino a dicembre garantite.
Il certificate gode dell’opzione autocall, ovvero se alle date di osservazione a partire da quella del 20 dicembre prossimo, il titolo Fiat si troverà sopra il livello iniziale, ovvero maggiore di 18,604 euro, verrà ritirato in anticipo a 100 euro.

Se il certificate non verrà mai ritirato in anticipo, alla scadenza avremo due scenari. Il primo, se il titolo Fiat Chrysler alla  data di osservazione finale fissata il 12 dicembre 2019, si troverà sopra la barriera, il certificate verrà ritirato a 100 euro. L’investitore incasserà 12 euro, perché il titolo quota sotto la pari, più le eventuali cedole distribuite (le prime due sicure, perché incondizionate). Il massimo che può rendere il certificate è dunque dato da 2,3 per sei cedole (se venissero tutte staccate) ovvero 13,8 euro più altri 12 per arrivare al prezzo nominale di 100, ovvero 25,8 euro su 88 di valore, 29,4% in 16 mesi (21,9% l’anno).

Se invece il titolo Fiat a scadenza si troverà, ad esempio, sotto la barriera (che ricordiamo appunto essere europea e valida solo alla scadenza) allora l’investitore riceverà una cifra pari a 100 meno la performance negativa del sottostante rispetto al livello iniziale. Se dunque Fiat ha perso il 25,1% dal livello iniziale fissato 18,604 euro allora il certificate verrà ritirato a 74,9 euro. Ad oggi la barriera è il 6% sotto al livello delle quotazioni di Fca.
In questo scenario il certificate replica perfettamente la performance del sottostante, e questo implica che potrebbe comportare anche la perdita della totalità del capitale investito.

Prima di aderire leggere il Prospetto Informativo e le Informazioni Chiave

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