Un caffè con Antonio Cesarano: parlando di tassi, Giappone e dazi

La banca centrale giapponese interviene per arginare l’appiattimento della curva tra i tassi a breve e a lungo termine. Immediata reazione delle banche. Settimana calda con l’incontro Junker-Trump, il discorso di Draghi e infine il Pil Usa…

Le indiscrezioni arrivate dal Giappone (ipotesi cambio politica monetaria con tolleranza di tassi a lungo termine più alti) stanno suonando come un richiamo implicito da parte delle banche centrali per cercare di arginare il trend globale (soprattutto negli USA) di appiattimento delle curve che penalizza il comparto finanziario.

Si avvicina inoltre una importante 3 giorni :

  • domani incontro Juncker/Trump sul tema dazi auto,
  • giovedì Draghi
  • venerdì PIL secondo trimestre che potrebbe mostrare una crescita superiore al 4%.

Quali le prospettive?

Il clima di stabilizzazione di luglio potrebbe complessivamente continuare con

  • contesto favorevole per il listini azionari con gli Usa favoriti. Nel caso degli USA il ragionamento è semplice: preferenza per il Nasdaq che risulta essere difensivo rispetto alla guerra commerciale con la Cina visto che diversi tra i principali titoli (Google, Amazon,Facebook) hanno collegamento prossimo a zero con la Cina. Apple fa eccezione, ma impiega anche molti lavoratori in Cina e dintorni
  • rialzo temporaneo dei tassi a lungo termine soprattutto Bund e Treasury (che potrebbe spingersi rispettivamente fino a 0,50% e 3%)
  • Temporanea interruzione della lunga fase di appiattimento delle curve con potenziale benefico per il comparto finanziario
  • Euro che consolida l’area 1,15/1,16 con possibile deprezzamento del dollaro nel mese di agosto quando il tema guerra commercial e potrebbe essere ripreso da Trump in vista della scadenza del 31 agosto fissata per il caso cinese. Per l’euro la giornata rilevante potrebbe essere quella della riunione Bce di giovedì per la quale faremo un commento ad hoc
  • Petrolio complessivamente più basso rispetto ai massimi di giugno/luglio. Il calo ulteriori potrebbe arrivare ad agosto con il WTI potenzialmente fino ad area 60$/b, in vista di possibile concreta messa in vendita di parte delle riserve strategiche USA

In poche parole, la fase estiva tra luglio ed in parte agosto potrebbe essere all’insegna di trend opposti rispetto a quelli di maggio/giugno.

I trend primari sui tassi (bund e Treasury) continuano però ad essere al ribasso per fine anno con continuazione dell’appiattimento della curva che, nel caso USA, potrebbe invertirsi in autunno sul segmento 2-10 anni.

Infine, con riferimento allo spread, la fase di tregua estiva (area 200pb) potrebbe durare fino alla prima parte di agosto, in vista anche del calo dell’offerta governativa italiana.

Occhio però all’autunno quando i temi politici euro (Italia e Germania in primis ) potrebbero ritornare comportando allargamento dello spread e penalizzazione dell’euro

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