CERTIFICATE – I mercati europei diventano meno accoglienti

Sul tema dell’immigrazione si rischia un’altra crisi dell’euro: anche nella solida Germania il governo vacilla. Una via prudente per investire sull’azionario europeo lo propone Exane con il Crescendo Maxicedola a codice Isin FREXA0011090…

E’ l’immigrazione, la minaccia più seria alla stabilità dell’Europa: sulle politiche di accoglienza si sta giocando in questi giorni una partita delicatissima, così rilevante da impensierire anche i mercati finanziari.

In Italia, un vastissimo consenso sostiene la Lega, il partito che chiede una completa riformulazione delle regole comunitarie sull’accoglienza dei rifugiati.
In Germania, il governo di Angela Merkel potrebbe saltare a causa di un dissidio sul trattamento degli immigrati: CDU e CSU, considerati fino a poco fa i gemelli siamesi del conservatorismo tedesco, sono uno contro l’altro. Il ministro degli interni, a capo dei bavaresi della CSU, ha dato alla cancelliera due settimane di tempo per trovare una soluzione con i partner europei, altrimenti rispedirà gli immigrati nei paesi dell’Unione Europea dove sono stati registrati inizialmente.

In preparazione del Consiglio europeo di fine mese, Germania, Francia, Italia, Austria, più altri Paesi europei, avrebbero deciso di riunirsi domenica a Bruxelles in via straordinaria, per cominciare ad affrontare il caldissimo tema immigrazione.

Jean-Claude Juncker presenterebbe una bozza d’accordo, da varare poi giovedì nel vertice a 27, in cui, in cambio di soldi, l’Italia si riprenderebbe i migranti che hanno chiesto asilo da noi e sono poi finiti altrove. Sono misure che servirebbero soprattutto a salvare la Merkel. Salvini, riunito con Conte e Di Maio (che stavolta sono d’accordo con lui) ha detto subito di no e che se si tratta di firmare un documento «prendere o lasciare» preparato da Francia e Germania, Conte può restare a Roma e risparmiare i soldi del viaggio. Il capo leghista minaccia di chiudere le frontiere marittime e applicare Dublino solo a quelle terrestri.

Stamattina su la Repubblica, Stefano Folli sintetizza così. “La tela europea è sempre a rischio di strapparsi. Salterebbe la cornice di Schengen e tutti gli scenari muterebbero. Ecco allora che la minaccia di ridurre il contributo finanziario italiano all’Unione serve a innalzare come non mai il conflitto con i partner. Si rimette in discussione tutta l’architettura della politica europea”.

I mercati stanno registrando quanto avviene nei palazzi della politica, soprattutto d quella tedesca. Francoforte è la peggior Borsa dell’Europa nell’ultima settimana, con un calo dell’1,5% che si confronta con il -0,7% dell’indice EuroStoxx 50.

Dopo le rassicurazioni sul debito, arrivate anche questa settimana dal ministro dell’Economia e delle finanze, Giovanni Tria, si sono ridimensionati i timori sull’Italia. Ma ieri Matteo Salvini, non era tra quelli che alla Camera hanno applaudito l’intervento di Tria. Il leader della Lega è apparso perplesso, se non contrariato, nel sentire il collega affermare che “il consolidamento di bilancio e il dialogo con la Commissione europea sono condizioni necessarie per tenere sotto controllo i mercati e ottenere più margini di flessibilità”.

Quel che succede a Roma, per Andrea Delitala di Pictet Asset Management, è da tenere in grande considerazione. Nell’aggiornamento mensile sulla strategia di investimento, c’è questo invito alla cautela. “Sul fronte azionario manteniamo un atteggiamento prudenziale su asset europei in quanto riteniamo che le turbolenze politiche italiane debbano ancora essere tradotte in premi di rischio più elevati”.
In più, avverte Delitala, “Il quadro macroeconomico segnala un nuovo deterioramento”.

Dall’altra parte, a sostenere i mercati c’è l’ultima colomba uscita dal cilindro di Mario Draghi, risoluto nel garantire un avvicinamento al primo rialzo dei tassi nella zona euro, molto, graduale. Il conseguente deprezzamento dell’euro, benedetto oggi anche dal governatore della banca centrale dell’Austria, Edwald Nowotny, dovrebbero alleviare le difficoltà economiche di questa seconda parte del 2018, probabilmente meno brillante della prima. In queste ultime settimane, è emerso che l’anno in corso si chiuderà con una crescita del Pil di parecchio più bassa di quella del 2017.

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Una via prudente per investire sull’azionario europeo, lo propone Exane con il Crescendo Maxicedola a codice Isin FREXA0011090 [FREXA0011090.TX].

Lo strumento emesso  paga una maxi cedola del 16% (160 euro) a dicembre 2018, solo se l’indice EuroStoxx 50 alla data di rilevazione, 5 dicembre 2018, è sopra quota 2.725,32 punti, distante circa il 21% dai valori attuali.
A partire da gennaio, c’è un cambio di sottostante, esce l’indice delle blue chip europee ed entrano Fiat Chrysler [FCHA.MI], Air France [AIRF.PA] e Telecom Italia [TLIT.MI].

A questo punto, ogni mese l’investitore riceve una cedola dello 0,40% (4 euro) con effetto memoria se tutti i titoli azionari sottostanti sono superiori o uguali al 65% del loro livello iniziale. Qualora la condizione non sia soddisfatta, non sarà pagata nessuna cedola.
L’Effetto Memoria consente di ricevere le eventuali cedole condizionate non ottenute nelle precedenti date di osservazione nel momento in cui, ad un data di constatazione mensile, si verifica la condizione per il pagamento della cedola.
A partire dal 18 marzo 2019, se tutti i titoli azionari sottostanti sono superiori o uguali al loro livello iniziale, l’investitore viene rimborsato anticipatamente a 1000 euro. Qualora la condizione non sia soddisfatta, il prodotto continua.
Alla scadenza, tra tre anni al 18 giugno 2021, se tutti i titoli azionari sottostanti sono superiori o uguali al 65% del livello iniziale, l’investitore riceve 1.000 euro. In caso contrario, l’investitore registra una perdita significativa di capitale: il rimborso finale sarà inferiore a 650 euro. In questo caso, l’investitore riceve il valore dell’azione sottostante che ha registrato la performance meno buona (in percentuale rispetto al suo livello iniziale moltiplicato per EUR 1’000).

Il certificate si acquista oggi a 983 euro.

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