CERTIFICATE – STM sui massimi da 14 anni: i suoi chip vanno a ruba

CERTIFICATE – STM sui massimi da 14 anni: i suoi chip vanno a ruba

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Una via alternativa all’investimento sul titolo, è quella del certificate, tra quelli emessi di recente, c’è anche il Bonus Cap a codice Isin IT0005335978…

L’ultima puntata della rivoluzione digitale, quella dell’automazione spinta e della connessione di tutto con tutto, ha reso di nuovo indispensabili i semiconduttori.

Non sorprende che in questo mondo, sempre più bisognoso di sensori e memorie,  StMicroelectronics [STM.MI si trovi in questi giorni in Borsa, su livelli di prezzo visti l’ultima volta 14 anni fa. A chiedere chip non ci sono soltanto le industrie più avanzate,  tutti i settori, vecchi e nuovi, sono costretti a fare i conti con l’elettronica.

La società controllata congiuntamente dallo stato italiano e francese cerca di accontentare tutti, vendendo all’automotive (30% dei ricavi), al manifatturiero (27% dei ricavi) ed all’elettronica di consumo  (26%). Nel 2017 i ricavi sono saliti di quasi il 20%, l’Ebitda dell’81%. Per quest’anno, il piano industriale presentato il mese scorso, prevede un incremento delle vendite compreso tra il 14% ed il 17%, l’utile operativo rettificato è visto a 1,40 miliardi di dollari, da 995 milioni di dollari dell’anno passato.

Il consensus si aspetta per il 2018 una crescita dei ricavi del 14%, a 9,51 miliardi di dollari, con 1,38 miliardi di dollari di utile operativo.
Questo mese, Equita ha deciso che gli scenari di mercato, per Stm, sono davvero favorevoli, tali da legittimare il cambio di giudizio (a Buy da Hold) e l’innalzamento del target price a 27 euro. Il broker italiano prevede per il triennio 2017-2020, una crescita media annua di quasi l’11%, dal precedente +10%. Presupponendo un cambio euro dollaro a 1,18, ne risulta una crescita media annua del 24% dell’utile operativo. Il titolo, secondo Equita, tratta a 15 volte gli utile del 2019, mentre a 27 euro, il PE sul 2019 sarebbe in area 20 volte.

Gli affari girano bene a tutta l’industria dei chip, non solo a StM, la scorsa settimana, la tedesca Infineon ha rivisto al rialzo gli obiettivi di crescita del giro d’affari del medio periodo: nel 2020 i ricavi sono stimati mediamente in rialzo del 9%, dal precedente +8%. Lieve ritocco all’insù anche per gli investimenti, destinati a valere il 15% delle vendite. La società ha spiegato che continua a crescere la domanda di chip per l’automotive, per l’industria manifatturiera, per la sicurezza e per Internet delle cose.

Da inizio anno, Stm è rialzo è del 21%, contro il +12%,5 dell’indice Stoxx delle società europee dell’alta tecnologia. Negli ultimi dodici mesi il rialzo del titolo è del 59%, molto meglio del +15% dello Stoxx. Oltre ad Equita,  anche Credit Suisse, di recente si è espresso positivamente sul titolo, alzando il target price a 27 euro, dal precedente 22 euro.

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Una via alternativa all’investimento sul titolo, è quella del certificate,  tra quelli emessi di recente, c’è anche il Bonus Cap a codice Isin IT0005335978 [IT533597.MI].
Lo strumento, acquistabile a 101 euro,  viene rimborsato a 113,5 euro alla scadenza, nel dicembre del 2019, se il sottostante è pari o sopra la barriera, posta 15,94 euro. La data di emissione è 07 giugno 2018, il valore iniziale è 21,26 euro: ai prezzi di StM di oggi, 22,10 euro, la barriera è distante il 29%. Si punta ad un guadagno del 12,4% in un anno e mezzo, rendimento dell’8,3%.

Se invece alla scadenza, Stm dovesse trovarsi sotto la barriera, il rimborso sarebbe proporzionale al prezzo iniziale: ipotizzando che il titolo quotato a Piazza Affari, quel giorno sia a 15 euro, l’investitore riceverebbe 70,5 euro.

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