CERTIFICATE – Il Bonus Cap su Tesla guarda al futuro, lontano dall’Italia

CERTIFICATE – Il Bonus Cap su Tesla guarda al futuro, lontano dall’Italia

Il certificate targato Banca Imi promette un rendimento dell’8,7% in sei mesi, annualizzato +17%, se il titolo del gruppo leader nell’auto elettrica non perde il 24%. Analisti ottimisti: nonostante i ritardi di produzione la domanda rimane elevata…

L’Italia ha contagiato l’Europa, gli Stati Uniti e l’Asia. La prospettiva di una vittoria a valanga delle forze anti sistema alle prossime elezioni spinge i mercati a mettere nei prezzi una disgregazione dell’Europa, a partire dalla sua valuta, arrivata stamattina a quota 1,153 su dollaro, nuovo minimo dell’anno.

Una buona soluzione in questi momenti di tempesta dove non vi è chiarezza sulla direzione che  prenderà il mercato e ogni scommessa appare più una puntata al Lotto è quello di dribblare la situazione contingente:  andare il più lontano possibile e puntare su un’idea che poco ha a che fare Tesla.Model S.pngcon gli scenari politici e le valute. In questo scenario appare interessante un certificate Bonus Cap emesso da Banca Imi codice Isin IT0005316309 [IT531630.MI] e sottostante Tesla.

Le caratteristiche del certificate sono attraenti. Il prodotto passa di mano a 101,3 euro e verrà ritirato a 110,15 euro se, alla data di valutazione finale, il 29 novembre di quest’anno,  il titolo del gruppo che promette di diventare il leader mondiale dell’auto elettrica, non si troverà sotto la barriera posta a 214,571 dollari, il 24% sotto le attuali quotazioni del titolo.

Si tratta di una barriera di tipo europeo, quindi quella più amica dell’investitore, perché valida solo a scadenza, ovvero, se da qui alla data di valutazione finale Tesla dovesse portarsi sotto il livello di barriera, la struttura del certificate rimane intatta e, se entro la scadenza, il titolo americano si riporterà sopra i 214,51 dollari, il certificate verrà ritirato comunque a 110,15 euro. Il guadagno potenziale è elevato pari all’8,7% in sei mesi, annualizzato superiamo il 17%.

Ora analizziamo il sottostante. Tesla sta affrontando qualche difficoltà:  deve dimostrare al mercato di essere in grado di aumentare la produzione dei propri modelli per rispondere all’altissima domanda. Il gruppo probabilmente riuscirà a centrare i target di produzione con qualche ritardo, ma non sembra che i clienti abbiano fretta. Più di mezzo milione di loro è in attesa del Model 3, la più piccola delle auto elettriche della gamma (prezzo di listino 35 mila dollari). Inoltre a frenare il titolo sono state le notizie di incidenti che, però a seguito degli accertamenti delle autorità competenti, non avrebbero a che fare con il software di autopilota del gruppo.

Nonostante i ritardi l’ottimismo sul gruppo rimane elevato. Il consensus Bloomberg vede 10 analisti con una raccomandazione Buy, 11 Hold e 9 sell. Il target price medio è fissato a 317,53 euro, il 12% sopra le attuali quotazioni e il 47% sopra il livello di barriera.

Anche per l’analisi tecnica sono elevate le chance del  buon esito di questo certificate. Dal 2014 il titolo oscilla tra 190 e 390 dollari, con spartiacque intermedio in area 250 dollari. La tendenza è moderatamente rialzista, per cui l’area 250/200 dollari dovrebbe diventare un supporto sempre più importante. L’indicatore MACD sul settimanale è sull’estremo inferiore degli ultimi cinque anni, per cui una reazione non dovrebbe essere lontana.

Analizziamo anche il caso negativo, se il titolo dovesse trovarsi sotto la barriera a scadenza il prezzo di ritiro sarà uguale a 100 euro meno la distanza percentuale dallo strike a 306, 53 dollari e il prezzo di quotazione. Ad esempio se il 29 novembre Tesla dovesse trovarsi appena sotto la barriera a 214 dollari, il titolo verrebbe ritirato a poco meno di 70 euro. Non sposiamo questo scenario.

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