Borse dell’Asia poco mosse, la Corea del Nord non chiude la porta agli USA

Borse dell’Asia poco mosse, la Corea del Nord non chiude la porta agli USA

I mercati finanziari dell’Asia, complessivamente poco mossi stamattina, soppesano le ultime mosse della Casa Bianca, i dazi sulle automobili e la cancellazione del vertice del 12 giugno tra Donald Trump e Kim Jong Un.

La Borsa del Giappone è in lieve rialzo, dopo un avvio in calo: indice Nikkei +0,2%. Lo yen si indebolisce su dollaro dopo tre giorni consecutivi di apprezzamento.

Anche Seoul ha recuperato nel corso della notte, ad un’ora circa dalla chiusura è sulla parità.

La Corea del Nord non si è offesa per il dietrofront di Trump, anzi, ha fatto sapere di essere ancora disponibile ad avviare un negoziato di pace con gli Stati Uniti, lo ha scritto ieri sera l’agenzia coreana di Stato, citando il vice ministro degli esteri Kim Kie Gwan.

La Borsa di Hong Kong perde lo 0,2%, l’indice CSI300 dei listini di di Shanghai e Shenzen è piatto, il BSE Sensex di Mumbai guadagna lo 0,3%.

dollaro e petrolioIl petrolio Brent è in ribasso dello 0,3% a 78,7 dollari, ieri ha perso l’1,3%. Stamattina il ministro del petrolio dell’Arabia Saudita ha confermato che l’Opec ed i suoi alleati intendono rivedere le restrizioni sulla produzione in vigore da 18 mesi. Ieri pomeriggio, qualcosa di non tanto diverso aveva detto il ministro dell’Energia della Russia, Alexander Novak a Pietroburgo, dove è in corso una conferenza sull’energia. I vertici di Lukoil e di Gazprom premono affinché si produca più petrolio.

L’euro resta debole, sia perché la politica italiana preoccupa, sia perché l’economia europea continua a frenare: i dati sull’attività industriale di maggio hanno sorpreso in negativo. Cross euro dollaro a 1,171, sui minimi da novembre 2017.

Visto che il quadro economico ha smesso di migliorare, JP Morgan ha deciso di posticipare a giugno 2019 la sua previsione sul primo rialzo dei tassi nella zona euro: molto probabile che il QE prosegua fino alla fine dell’anno in corso.

Non si ferma la caduta della lira turca, nonostante le rassicurazioni arrivate ieri sera direttamente da Recep Erdogan, il quale, rimangiandosi quanto detto in varie occasioni, ha promesso, nel caso venisse eletto, interventi “nuovi e seri” sull’inflazione galoppante. Cross lira turca a 4,77.

In Italia, si riparte con il BTP a dieci anni al 2,38% di rendimento e con lo spread a 190 punti base, massimo da giugno 2017. La risalita dei rendimenti dei BOT, anch’essi in grande fermento nelle ultime settimane, potrebbe essere stata provocata dalla decisone di non usare più la carta italiana come collaterale nelle operazione di finanziamento all’ingrosso.

Lunedì 28 Maggio staccano il dividendo i seguenti titoli:

ASTM [ATMI.MI] 0,255 euro saldo 2017
CONAFI PRESTITO [COPR.MI] 0,0535 euro
DATALOGIC [DAL.MI] 0,50 euro
EL.EN. [ELEN.MI] 0,40 euro
GIMA TT [GIMA.MI] 0,42 euro
IRCE [IRC.MI] 0,05 euro
MARR [MARR.MI] 0,74 euro
NEODECORTECH [NDT.MI] 0,153 euro
PLT ENERGIA [PLTEN.MI] 0,11 euro
SABAF [SABF.MI] 0,55 euro
TRIBOO [TB.MI] 0,0348 euro
ZEPHYRO [ESCO.MI] 0,10 euro

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