CERTIFICATE – Investire sulla Blockchain, l’Internet dei valori

Blockchain – Le meraviglie dell’informatica ci stanno avvicinando al mondo in cui si può passare dai beni materiali ai beni digitali, in modo incorruttibile, immutabile, irreversibile: la sicurezza assoluta. Vontobel offre al risparmiatore italiano una via per puntare sulla Blockchain, il codice Isin è DE000VN9C4B2…

Se la casa editrice Hoepli decide di pubblicare un libro sulla Blockchain, c’è da scommettere che il tema sia in forte ascesa in Italia. Lo storico marchio editoriale milanese, da sempre tra i primi nel fornire guide, manuali e strumenti conoscitivi per i professionisti, ha messo in vendita questo mese “Tutto su Blockchian, capire la tecnologia e le nuove opportunità” di Roberto Garavaglia, un esperto dei sistemi di pagamento digitali.

La blockchain è una sorta di prodotto secondario dell’invenzione delle cripto valute, in particolare del bitcoin: si tratta di un complesso sistema di validazione di una transazione, svolto da una rete di computer ad altissima potenza, macchine in grado di elaborare in tempo reali masse immense di dati crittografati. Il risultato di questo processo pubblico, reso possibile dalle meraviglie dell’ingegneria informatica, è sulla carta strepitoso, sembra la realizzazione di un’utopia. La  Blockchain non annuncia soltanto l’arrivo della Internet delle transazioni, anticipa il nuovo mondo della trasparenza, dell’immutabilità, dell’incorruttibilità, della sicurezza assoluta.

Il risparmiatore italiano sedotto dalla promessa futuristica di un sistema in grado di rivoluzionare le strutture economiche e sociali, ha a disposizione da questo mese il Tracker Certificate Blockchain a codice Isin DE000VN9C4B2 [DEVN9C4B.MI]. Si tratta di un prodotto finanziario costruito sul Solactive  Blockchain Technology Performance Index, paniere nel quale sono stati posti 20 titoli di grandissime società di livello mondiale, attive nella blockchain. Ci sono banche, produttori di chip, società della logistica, dei database su cloud, dei sistemi di pagamento.

Per capire meglio la blockchain, abbiamo parlato con Alessandro Zamboni (immagine sotto), fondatore ed amministratore delegato di the AvantGarde group, un nuovo gruppo di innovatori, esperti di strategie digitali e “fintech builder”.

“Stiamo parlando di un sistema di validazione basato sul lavoro autorizzativo svolto da alcuni soggetti, i  minatori.  Attraverso complessi protocolli matematici, si arriva ad attestare in modo pubblico, una transazione, allo stesso tempo, questo meccanismo di validazione la rende non replicabile, quindi non frodabile. Direi che questo è un sistema intrinsecamente sicuro”

Fin qui è tutto chiaro, dove iniziano le complicazioni?

“Iniziano quando si passa dall’ambito scientifico e tecnologico a quello legale, ma c’è anche un altro tema rilevante, soprattutto in ambito finanziario: quello della privacy. Ricordiamoci che la blockchain è un sistema pubblico, mette allo scoperto le transazioni.”

La riservatezza è un valore …

Infatti, non è un caso che alcune grandi banche, proprio per tentare di risolvere il problema della privacy, abbiano messo in piedi una community chiusa (Corda), qualcosa che si ispira la blockchain, ma è solo una comunità.”

Ci spieghi la differenza.

“La blockchain è tale solo se è aperta e quindi il meccanismo di consenso delle transazioni è pubblico, funziona quando si trasforma, in modo legale, una bene reale “analogico” in un certificato digitale di pari valore. Ma per arrivare a questo punto, serve per esempio, l’identità digitale o un sistema che permetta di ricondurre le transazioni ad una identità analogica. Poi, ci sono altri passaggi di natura legale e – in alcuni casi – notarile, non banali”.

Una volta che tutte queste complessità saranno risolte, in qualche modo sarà possibile usare la blockchain?

“Sarà possibile, per esempio per un’azienda, convertire le rimanenze di magazzino in titoli digitali rappresentativi di merci, noi stiamo trasformando, per esempio, i prodotti DOP o “Made in Italy” in token”.

Le grandi società che stanno investendo nella blockchain, dove si stanno indirizzando?

“Ognuno segue una propria via, coerente alla propria natura. Microsoft ad esempio guarda al lato infrastruttura, punta a realizzare i nodi della rete, offre la possibilità ai clienti di inserire nel proprio cloud dei modelli di blockchain. Altri, come IBM, vogliono realizzare dei propri protocolli, in modo da evitare la condivisione ed il network aperto. Penso che in questi anni vedremo parecchie meteore, solo i soggetti capaci di tenere insieme gli aspetti legali e gli aspetti tecnologici, saranno in grado anche di fare affari”.

Vai alla scheda del tracker certificate

www.websim.it

www.websimaction.it

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