CERTIFICATE – L’Express del terzetto Italia: Poste e Generali + Azimut

CERTIFICATE – L’Express del terzetto Italia: Poste e Generali + Azimut

CERTIFICATE – Il risparmiatore che vuole giocare in casa, puntando con uno strumento a basso rischio trova lo strumento a codice Isin CH0402354606. Se tra cinque anni nessuno dei tre sottostanti avrà perso più del 50%, l’investimento si chiuderà con un rendimento annuo del 8,4%.

La discesa dello spread Bund BTP intorno ai 120 punti base, parecchio sotto i livelli precedenti al voto del 4 marzo, segnala che la politica italiana è uscita dai radar dei mercati. La schiacciante vittoria delle forze anti euro si sta dimostrando un non evento, per i grandi investitori, il BTP si rafforza, anche se la possibilità di una maggioranza Lega M5s si fa sempre più concreta.

Se il Parlamento appeso non nuoce, è anche perché le condizioni dell’economia restano buone: gli ultimi dati macroeconomici sull’Italia sono meno brillanti che in passato, ma sono in linea con il trend dell’Europa.
Gli indici sull’attività manifatturiera sono ben sopra il livello che segnala l’espansione. Le aziende focalizzate sull’Italia restano complessivamente ottimiste sulla dinamica di mercato.
La fiducia dei consumatori continua a salire, in marzo, il mese delle elezioni, l’indice di riferimento è salito molto più del previsto a 117,5 punti, sui massimi degli ultimi due anni. Con questa spinta, ci sono buone probabilità di arrivare a fine anno con una crescita del Pil dell’1,6%.

Fuori dall’Italia, i mercati sono agitati dalla guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti, uno scontro che fa paura, perché si tratta delle prime due economie del pianeta.

Il risparmiatore italiano che vuole giocare in casa, puntando con uno strumento a basso rischio su un terzetto di società italiane di grande qualità, ha a disposizione l’Express Certificate a codice Isin CH0402354606 [CH0402354606.TX]. Lo strumento è stato emesso alla fine del mese scorso da Leonteq a 1.000 euro, oggi tratta a 1.020. La scadenza è 08 marzo 2023. Se tra cinque anni nessuno dei tre sottostanti avrà perso più del 50%, l’investimento si chiuderà con un rendimento annuo del 8,4%.

I sottostanti sono Azimut [AMZN.MI], Poste italiane [PST.MI] e  Generali[GASI.MI]. Gli ultimi due nomi non hanno quasi bisogno di presentazione perché sono pezzi della storia italiana, il terzo è un dinamico operatore indipendente della gestione del risparmio, una società che negli ultimi cinque anni ha quasi raddoppiato i ricavi e l’utile. I conti del 2017 diffusi il mese scorso confermano questa traiettoria, e il 2018 è iniziato bene, con raccolte mensili, sia in gennaio che in febbraio, sopra le attese e di buona qualità in termini di prodotto.
posteborsa.jpgUna delle ragioni per scegliere questo certificate, è l’alleanza industriale su larga scala che Generali e Poste italiane potrebbero stringere a breve, un accordo di rilevanza enorme, in grado di cambiare i connotati del mercato italiano delle polizze danni.
Il Sole 24Ore riportava un retroscena credibile su questo tema. Poste italiane starebbe cercando di utilizzare al meglio la sua colossale rete distributiva di 13.000 agenzie, 21 ogni 100.000 abitanti. La base clienti potenziale è sterminata, oltre che poco sfruttata commercialmente: 34 milioni di persone. Poste italiane sarebbe alla ricerca di un partner assicurativo, un soggetto in grado di produrre polizze e altri strumenti finanziari.

Generali è leader italiano nel ramo Danni, opera con un portafoglio prodotti ampio e sofisticato, in grado di coprire tutte le esigenze dell’assicurato. La varietà degli strumenti offerti è probabilmente in grado di confezionare le polizze giuste per la rete di Poste italiane, evitando così il rischio di contrasti con la propria rete di agenzie. In più, l’amministratore delegato Philippe Donnet sta riportando Generali a casa propria, in Europa, in particolare in Italia: il piano industriale del manager di origine francese prevede anche una riallocazione degli investimenti, con particolare attenzione alle iniziative in grado di favorire la crescita organica.

Ci sono molte ragioni, sia industriali che commerciali, a sostegno di questa alleanza,  quindi non è un caso che Donnet, nel corso della presentazione dei conti del 2017 abbia ammesso che qualche contatto ci sia stato. Poste italiane punta a quintuplicare il numero delle polizze danni vendute annualmente, in modo da arrivare a 2 milioni l’anno nel 2022. Le proiezioni del piano industriali sono più che prudenti, visto che l’incremento dell’utile operativo stimato da questa nuova iniziativa, è solo 100 milioni di euro. Con Generali come partner, questo obiettivo sarebbe probabilmente raggiunto molto prima.

Come funziona l’Express Certificate di Leonteq CH0402354606.

Le cedole condizionali mensili sono da 7,30 euro.

Se il giorno del monitoraggio i sottostanti sono sopra o pari il trigger (distante il 35% al momento dell’emissione), il certificato paga la cedola. Se anche solo uno dei sottostanti è sotto, la cedola non è versata, si passa al mese successivo. Grazie all’effetto memoria, tutte le cedole perse, si recuperano in una volta sola quando tutti i sottostanti, il giorno del monitoraggio sono sopra la barriera.

Nell’immagine, le barriere ed i livelli iniziali.

tabella leonteq CH0402354606.png

A partire da settembre 2018, se i 3 sottostanti si trovano sopra la barriera (pari al fixing iniziale fino a marzo 2019), scatta il rimborso anticipato a 1000 euro.  Da aprile 2019, le condizioni per il rimborso mutano leggermente, i sottostanti devono essere pari o sopra il 95% del fixing, a partire da febbraio 2020 si passa al 90% del fixing. Ogni 12 mesi, le condizioni per il rimborso migliorano, si scende all’85%, poi all’80%

Alla scadenza, se i sottostanti sono sopra alla barriera di protezione del capitale, ovvero se non hanno perso più del 50%, il certificate viene rimborsato a 1000 euro. Se tutti i sottostanti si trovano sopra il livello di trigger, oltre al rimborso a 1000 euro, si incassano tutte le cedole non distribuite. Al contrario, sotto la barriera, si subisce una decurtazione del capitale.
Ai prezzi di oggi, leggermente sotto la parità, il rendimento è circa del 8,4%.

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