CERTIFICATE – Un investimento breve e tranquillo nell’automotive europeo

CERTIFICATE – La scadenza è metà dicembre 2018, il codice Isin del Bonus Cap è DE000HV40AW6. I sottostanti sono Fiat Chrysler, Renault e Volkswagen, le barriere, di tipo continuo, sono a quasi il 40% dai prezzi attuali…

Le società dell’automotive sono uscite dal primo trimestre del 2018 in accelerazione, l’indice Stoxx di riferimento, ha messo a segno un guadagno dello 0,5%, mentre tutti gli altri indici settoriali europei hanno registrato una perdita.

La correzione delle Borse di febbraio non ha provocato gravi danni ai titoli perché i dati sulle vendite di automobili hanno continuato ad essere molto buoni, soprattutto per quanto riguarda il mix di prodotto: la domanda di SUV, la tipologia di autovettura a più alta marginalità, non mostra segni di debolezza, anzi, si rafforza.

In Europa, la maggior parte delle catene di montaggio dell’auto  lavorano a pieno regime, prossime ai limiti strutturali: la perdita di potenza dell’attività manifatturiera registratasi nella zona euro in marzo, sarebbe stata provocata proprio dall’esaurimento della capacità aggiuntiva.

In questa prima parte del 2018 si è però manifestata la minaccia di una guerra commerciale planetaria, con tutto quel che ne consegue in termini di dazi e limitazioni alla libera circolazione, elementi cruciali per un’ industria molto globalizzata e transnazionale.  Ci sono poi le potenziali  ricadute negative del passaggio dal motore a scoppio a quello elettrico, un tema che non vede le società europee dell’automotive all’avanguardia. Non si tratta però di un pericolo immediato, visto che nessun costruttore, probabilmente neanche Tesla, prevede si possa arrivare all’auto elettrica di massa, nel giro di pochi anni.

Il risparmiatore che ha scelto di puntare sul settore automotive europeo, ma vuole tenere basso il rischio e preferisce chiudere l’investimento entro l’anno, ha a disposizione il Bonus Cap Worst of su un paniere dove si trovano Fiat Chrysler[FCHA.MI], Renault [RENA.PA] e Volkswagen [VOWG_p.DE]. Il codice Isin è DE000HV40AW6 [DEHV40AW.MI].

La scadenza è 14 dicembre 2018. All’emissione, la barriera era al 30%, oggi è mediamente più distante. Il bonus è 126,5 euro. Il certificato si acquista oggi a 116,3 euro. Se da qui al 14 dicembre i tre sottostanti non toccheranno mai la barriera, l’investimento si chiuderà con un guadagno di circa il 9%, rendimento annualizzato intorno al 12,5%. In caso di evento barriera, si perde il bonus, il rimborso è in funzione della performance del peggiore dei  tre sottostanti.

Fiat Chrysler tratta a 17,35 euro, distante il 39% dalla barriera, posta a 10,577 euro.fcachrysler1.jpg
Nel corso dell’anno, Sergio Marchionne dovrebbe riuscire a vendere un altro pezzo del gruppo, una parte molto pregiata, Magneti Marelli. Lo scorporo della società che produce componentistica dovrebbe arrivare questo mese al consiglio di amministrazione. FCA dovrebbe scaricare su Magneti Marelli circa un miliardo di euro di debito, in modo da far arrivare il rapporto tra debito ed Ebitda intorno a 1. Marchionne punterebbe ad una valutazione di circa 5,5 miliardi di euro, una cifra molto alta, in quanto implicherebbe un multiplo implicito di 9 volte l’EV/EBIT 2019, contro una media del settore che non arriva a 8 volte. La distribuzione delle azioni Magneti Marelli ai soci non è il modo più efficace per ottenere una discesa del debito consolidato, ma i benefici dell’operazione dovrebbero essere comunque rilevanti, tali da sostenere il titolo nel corso dei prossimi mesi.

Renault tratta a 96,4 euro, distante il 37,7% dalla barriera, posta a 59,92 euro. E’ in arrivo un cambio di proprietà, con probabile passo indietro dello Stato francese e ampio allargamento del perimetro.
Nelle ultime settimane si sono intensificate le indiscrezioni sull’aggregazione con Nissan, una radicale semplificazione dell’attuale struttura di controllo, oggi molto ingarbugliata. Renault detiene il 43% di Nissan, il costruttore giapponese ha il 15% dell’alleato francese. Se la trattativa andrà in porto, si arriverà alla nascita di un soggetto unico, con una sede principale fuori dalla Francia. Alla guida, secondo Bloomberg, ci sarà Carlos Ghosn, attuale presidente delle due società. In passato, pare che le trattative siano saltate a causa della contrarietà del Tesoro francese a diluire la quota, ora al 15%. L’arrivo all’Eliseo di Emmanuel Macron potrebbe aver provocato un cambio di atteggiamento, ai vertici della burocrazia statale di Parigi.

Volkswagen passa di mano a 161 euro, distante il 38% dalla barriera, posta a 99,19 euro. I dati del quarto trimestre dell’anno scorso, pubblicati a metà del mese scorso, hanno mostrato quanto sia fenomenale la generazione di cassa, un importante indicatore dello stato di salute dei costruttori auto. Il flusso di cassa netto è stato pari a 10 miliardi di euro, al netto dei costi dello scandalo diesel negli Stati Uniti. Anche se, come al solito, i dirigenti sono ultra prudenti nel dare gli obiettivi, il 2018 dovrebbe essere un altro anno molto positivo: anche i più pessimisti, si aspettano che la generazione di cassa netta si aggiri intorno ai 9 miliardi di euro. In più, nel corso dell’anno, potrebbe arrivare il collocamento in Borsa della divisione autocarri, valutata, secondo indiscrezioni, circa 16 miliardi di euro a livello di Enterprise Vaue. Se questa fosse la cifra, vorrebbe dire che i mercati valutano la parte automotive 2,8 volte il multiplo EV/Utile operativo, mentre la media del settore è 3,7 volte.

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