CERTIFICATE – Rendimento del 3,5% in soli tre mesi con il bonus cap su Azimut

Certificate – Toccata e fuga. Il Bonus cap che in tre mesi promette un rendimento del 3,5%, oltre il 14% annualizzato, se Azimut non perde il 25%.

Sul mercato dei certificate capita che si aprono occasioni interessanti, anche per brevi periodi di investimento. A nostro parere una buona opportunità è rappresentata dal Bonus cap emesso da Unicredit con Isin DE000HV400X1. Oggi il certificate passa di mano a 107 euro e a scadenza, fissata il 15 giugno 2018 verrà ritirato a 110,5 euro se il sottostante, Azimut, non avrà mai toccato la barriera posta a 13,485 euro durante questi ultimi tre mesi di vita del prodotto. Per toccare la barriera significa che Azimut, dalle attuali quotazioni, deve perdere il 25%.

Buoni i conti di Azimut:
la settimana scorsa, il gruppo specializzato nel risparmio gestito ha archiviato il quarto trimestre con utile netto e ricavi in crescita, oltre a confermare un dividendo per 2 euro che verrà pagato per il 50% in azioni e per 50% in contanti.  In particolare l’ultima riga del bilancio è cresciuta del 14% a 59 milioni a fronte di ricavi per 219 milioni (+6%).  Sull’intero esercizio, la bottom line normalizzata si è attestata a 220,1 milioni, in linea con le indicazioni fornite dall’asset manager di un utile netto compreso fra 215 e 225 milioni di euro. Le commissioni ricorrenti sono aumentate a 606,6 milioni da 518,8 milioni del 2016 e quelle di gestione variabili a 136,4 da 130,7 milioni.
La posizione finanziaria netta consolidata a fine dicembre risulta positiva per 134,9 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 34,8 milioni del 30 giugno 2017.

Pari ad un payout del 119% ogni azionista riceverà 1 euro in contanti (con pagamento a partire dal 23 maggio, data stacco cedola 21 maggio), oltre all’assegnazione gratuita di azioni Azimut Holding in ragione di 1 azione ordinaria ogni 18 azioni ordinarie possedute. Le azioni gratuite (tutte detenute come azioni proprie in portafoglio della società) saranno assegnate previo stacco cedola.

Azionisti di maggioranza pronti ad aumentare il loro peso. La holding Timone ha inoltre annunciato che l’analisi di un’operazione di rafforzamento nel capitale prosegue. Attualmente Timone possiede il 15% del capitale e potrebbe salire tra il 20 ed il 25% in futuro.

Bene la raccolta. A febbraio la società ha annunciato una raccolta netta per 391 milioni di euro di cui 222 milioni in asset gestiti. Le masse alla fine del mese hanno raggiunto 51,3 miliardi di euro di cui 40,6 miliardi in Fondi gestiti.

Crediamo che le possibilità che Azimut a scadenza si troverà sopra il livello di barriera siano elevate. Nel caso negativo ricordiamo il funzionamento del certificate, appena toccata la barriera il certificate si muoverà replicando l’andamento del sottostante e alla  scadenza verrà ritirato a 100 euro meno la distanza percentuale dal prezzo iniziale fissato a 17,98 euro e il sottostante. Se ad esempio Azimut dovesse trovarsi appena sotto alla barriera il certificate verrebbe ritirato appena sotto ai 75 euro.

Non siamo gli unici ad essere ottimisti sul sottostante. Su  15 analisti censiti da Bloomberg 6 consigliano di acquistare il titolo e 8 di tenerlo in portafoglio, solo uni di venderlo.  Il prezzo obiettivo medio è di 19,41 euro . Sulle attuali stime del consenso il P/E atteso per quest’anno è fissato a 12,35 volte.

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