CERTIFICATE – Investire sull’intelligenza artificiale con il tracker di Vontobel

Di Intelligenza artificiale (AI) si parla molto: pare sia una delle parole più ricercate su Google, un motore di ricerca che deve il suo successo proprio all’intelligenza artificiale.

AI INTELLIGENZA ARTIFICIALE.jpgBuona parte dell’interesse per quella che fino a dieci anni fa era solo una disciplina secondaria nell’ambito delle scienze informatiche, nasce dalla paura delle ricadute sulla nostre vite, in particolare sulla possibilità che un esercito di robot infaticabili ed infallibili prenda il posto di tutti i lavori ad alto livello di ripetitività. Ma l’interesse nasce anche dalla volontà di capire qualcosa che già oggi influenza le nostre vite: sono 8.000 robot a gestire le spedizioni di Amazon, dalla presa in consegna dell’ordine alla scelta su quale sarà il furgone per il recapito del pacco. Sono gli occhi di un robot a decidere se la frutta e la verdura del servizio recapito cibi freschi di Amazon sono mature al punto giusto.

Luigi Conti di Expert System, società italiana leader nello sviluppo di tecnologie AI di Cognitive Computing, spiega a Websim che “nonostante i passi avanti, l’AI ad oggi simula l’esito di processi cognitivi umani sfruttando approcci e metodi differenti rispetto a quelli che utilizza il nostro cervello.  Sono tanti i problemi che già adesso si possono risolvere in modo efficace con l’AI” continua il vice presidente delle strategie corporate del gruppo, “ma il dato di fatto è che anche le macchine più prodigiose sfruttano tecniche che non hanno nulla a che vedere con l’intelligenza  vera e propria, per questo risultano incapaci di andare oltre gli specifici obiettivi per le quali sono state ideate e ammaestrate.”

Per qualche visionario come Elon Musk è possibile arrivare a un livello più alto, quello della cosiddetta Intelligenza Generale tipica di un computer che comprende e agisce nell’ambiente in cui si trova come farebbe un essere umano, ed è inoltre in grado di portare a termine compiti, senza essere stato esplicitamente programmato. “Ma – afferma Conti “per la maggior parte del mondo scientifico, non è pensabile nemmeno un avvicinamento allo stadio dell’Intelligenza Generale anche se, almeno a livello teorico, si parla già anche della super AI, quella che apprende da sola, fondamentalmente più intelligente di qualsiasi essere umano”. Google, che ama confrontarsi con le utopie, ha investito soldi ed energie sia nella General AI sia nella Super AI.
Zoubin Ghahramani, responsabile dell’area AI di Uber, ha detto di recente all’Economist che l’AI ha una capacità di trasformazione del mondo analoga a quella dei computer.

software.jpgAnche se l’argomento continua ad essere al centro di molto distopie visionarie, la corsa agli investimenti in questo ambito è sempre più frenetica. Alphabet è davanti a tutti. Da tre anni a questa parte, la holding di controllo di Google ha fatto incetta di start up attive in questo ambito: siccome vengono comprate anche società che non hanno alcune prospettiva di fare utili, ma neanche ricavi, queste aziende vengono valutate semplicemente in funzione del numero dei dipendenti. Il compratore incamera il valore intangibile delle competenze e delle intelligenze umane presenti nell’azienda, tutto quello che c’è di tangibile non vale nulla.

La contesa, perlomeno oggi, non è quindi tra umani e robot, ma tra società: quelle che hanno le risorse per costruirsi un’infrastruttura intelligente e quelle che, per scelta o per carenza di risorse, non hanno intenzione di seguire questa strada.

Questa via è già stata imboccata da moltissimi gruppi. I capofila sono i colossi dell’alta tecnologia, come Alphabet, Facebook  ed Amazon, ma ci sono anche aziende dell’economia tradizionale, della finanza e dei trasporti, come Boeing e Blackrock.  Come sempre avviene nei momenti di frenesia, tutti comprano tutti: il controvalore delle operazioni di aggregazione e acquisizione, è schizzato a quasi 23 miliardi di dollari, sei volte il livello del 2015.

Non c’è dubbio, la corsa all’intelligenza artificiale, paragonabile per alcuni aspetti alla febbre dell’oro nel Klondike, è iniziata.
L’investitore che vuole seguir le società intelligenti, non solo quelle attive in questo ambito in modo primario, ma anche quelle che in questi anni hanno investitori in modo pesante nella realizzazione di un’infrastruttura basata sull’AI, ha a disposizione il Tracker Certificate Artificial Intelligence a codice Isin DE000VN9CG96 [DEVN9CG9.MI], uno strumento quotato sul mercato italiano dal 24 gennaio 2018. La scadenza è 24 gennaio 2023.
Il sottostante è il Solactive AI Performance Index, all’interno del quale si trovano grandi  aziende con ricavi e investimenti significativi nell’intelligenza artificiale. Ci sono tutti grandi nomi delle piattaforme software come Facebook, Amazon, Alphabet, Microsoft ed Alibaba. Ci sono i colossi della gestione dati: SAP e Splunk. Ci sono infine, anche gli utilizzatori di applicazioni AI: Netflix, Salesforce, Blackrock. L’indice delle società dell’intelligenza artificiale, emesso il 18 settembre del 2017 a 100, ai prezzi di oggi guadagna il 20%.

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