BOND – La superpotenza con la valuta debole: occasione d’acquisto sul dollaro

BOND – La superpotenza con la valuta debole: occasione d’acquisto sul dollaro

L’America per prima ed il dollaro per ultimo: il mantra di Donald Trump sulla supremazia degli Stati Uniti, in tutti gli ambiti, ha come paradosso la debolezza del dollaro, sprofondato rispetto ad euro sui minimi degli ultimi tre anni, in forte calo nei confronti delle principali controparti.

Oggi il cambio euro dollaro è 1,248. Negli ultimi dodici mesi l’euro ha guadagnato il 16% su dollaro.

La forza della prima economia del pianeta non trova riscontri nella sua valuta. Ma questa debolezza, in realtà fornisce agli Stati Uniti un grande aiuto commerciale, come riconosciuto candidamente dal Segretario al Tesoro, Steven Mnuchin qualche giorno fa. Lo stesso Mnuchin, avrebbe detto a Davos, negli incontri a porte chiuse, che alla Casa Bianca nessuno si preoccupa troppo della debolezza del dollaro.

Nel discorso sullo Stato dell’Unione della fine del mese scorso, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che il dollaro si rafforzerà, ma secondo gli economisti di Ing, queste affermazioni patriottiche vanno messe insieme allo spiccato mercantilismo di Trump sui temi economici. Questo atteggiamento della Casa Bianca, troppo tifosa in materia di cambi, ha spazientito Mario Draghi, il più diretto, due settimane fa, nel segnalare l’invasione di campo.

Per qualcuno potrebbe essere l’inizio di una guerra mondiale delle valute, per altri, la debolezza del dollaro è solo il risultato della ripartenza dell’Europea, diventata nel giro di due anni una dei motori della crescita mondiale. In questo momento, le occasioni d’investimento più interessanti sono nel Vecchio Continente, o negli Emergenti, per cui, gli acquisti di peso sono denominati in euro.
Se si tralascia la valuta, gli Stati Uniti, stanno benissimo. Le comunicazioni della Federal Reserve di questa settimana descrivono un paese florido e dinamico. La  crescita economica sempre più robusta deve essere anzi tenuta a freno, attraverso altri rialzi dei tassi di interesse.

Il dollaro così basso, rispetto a euro, potrebbe essere una buona occasione per puntare sul riallineamento tra potenza economica degli Stati Uniti e forza della sua valuta.

Una via prudente per investire su una risalita del biglietto verde , è quella di un’obbligazione in valuta, per il piccolo risparmiatore italiano interessato a questa opzione,  c’è per esempio il bond quinquennale Collezione Tasso Fisso Dollaro Usa Opera VIII emesso il 22 gennaio da Banca Imi. Il codice Isin è XS1751478709. La cedola è pari al 3%: il quinquennale governativo degli Stati Uniti rende sul secondario il 2,56%. Taglio minimo 2000 dollari. Il titolo è sotto la pari, si acquista a 99,30.

Il grafico euro dollaro, riportato qui sotto, segnala che in questo momento il cross è su un livello delicato, ci aspettiamo che il trend di medio periodo si inverta.

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