CERTIFICATE – Tra stagnazione e correzione, c’è una via che rende l’11,7%

Questa settimana il Fondo monetario ha annichilito gli argomenti del partito della stagnazione secolare, schieramento fortissimo nella prima parte dell’ultimo decennio, allo sbando nell’ultimo biennio.

L’ufficio studi del fondo guidato da Christine Lagarde afferma che una crescita economica così “ampia e sincronizzata” non si vedeva nel mondo dal 2010.
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L’Europa fa la sua parte, non è più al traino ma è uno dei motori dell’espansione. La crisi del debito è sempre più lontana, la Grecia sembra in grado di stare in piedi da sola ed anche l’Italia non è più la malata dell’Europa. Il bollettino della Banca Centrale Europea diffuso questa settimana, mostra che nel quarto trimestre l’Italia guida la classifica dei prestiti a sostegno degli investimenti alle aziende.

Gli europei non sono più delusi, come dimostra il balzo in gennaio dell’indice sulla fiducia dei consumatori, salito in prossimità dei massimi della storia. Gli stessi, sembrano anche meno arrabbiati con le istituzioni comunitarie: nella campagna elettorale italiana non si parla quasi più di referendum sulla permanenza della zona euro.
In questo contesto favorevole, non sorprende che la Borsa di Francoforte abbia toccato questa settimana i massimi della storia, mentre quella di Milano è su livelli mai visti dalla fine del 2015.

Questa serie continua di record, in Europa ed a Wall Street, sta mettendo in allerta molto investitori: nell’ultimo sondaggio condotto da Bank of America Merrill Lynch in dicembre, è emerso che il 45% dei grandi gestori di fondi, ritiene sopravvalutate le azioni, il livello più alto degli ultimi vent’anni.

Un avvertimento esplicito alla cautela arriva in questi giorni da Davos, da un nome di spicco della finanza mondiale. Alex Weber, presidente di UBS ed ex governatore della Bundesbank, ha segnalato un prossimo pericolo di correzione per molti mercati, saturati da un gigantesco incremento del credito.
Per ora, come segnala nel suo bollettino di fine anno Pictet, per le azioni i mari sono tranquilli, ma con i multipli di mercato  a queste latitudini, la prudenza è opportuna.

Per queste ragioni, l’investimento protetto può essere una soluzione per chi è interessato alle azioni.
Tra le opportunità a disposizione del risparmiatore italiano, c’è il certificate Crescendo Rendimento Memory identificato dal codice Isin FREXA0009045 [FREXA0009045.TX].L’emittente è Exane Finance, il garante è Exane Derivates, soggetto che vanta il seguente merito creditizio: Moody’s Baa2, S&P BBB+.

I tre sottostanti garantiscono un buon livello di diversificazione e di potrezione: Unicredit [CRDI.MI], Enel [ENEI.MI], Électricité de France  [EDF.PA]. Si va da una grande banca, molto esposta al ciclo economico, a due colossi della pubblica utilità, in grado di accentuare il profilo difensivo dello strumento.

Il Crescendo Rendimento Memory è stato emesso il 22 gennaio 2018 a un valore nominale di 1.000 euro, oggi si acquista intorno a 1.016 euro. La scadenza è gennaio 2021, ma c’è la possibilità, a determinate condizioni, del rimborso anticipato. La data di valutazione finale è 18 gennaio 2020.

Il certificate paga  cedole mensili di 10,4 euro, pari all’1,04% del valore nominale, a condizione che alle date di osservazione  le quotazioni di Borsa di tutti e tre i sottostanti siano sopra le rispettive barriere. Grazie all’effetto memoria, tutte le eventuali cedole non pagate nei mesi precedenti saranno riconosciute all’investitore il primo mese successivo in cui si verificherà la condizione per il pagamento.  La barriera, attiva il giorno della valutazione mensile ed alla scadenza, protegge fino al 60%.

UNICREDIT

* il livello iniziale è 17,31 euro;
* il prezzo attuale è circa 17,87 euro;
* la barriera è fissata a 10,386 euro  (-41,7% dal prezzo attuale).

ENEL

* il livello iniziale è 5,38 euro;
* il prezzo attuale è circa 5,22 euro;
* la barriera è fissata a 3,23 euro (-38 dal prezzo attuale).

ÉLECTRICITÉ DE FRANCE
* il livello iniziale è 10,91 euro;
* il prezzo attuale è circa 11,41  euro;
* la barriera è fissata a 6,54 euro (-42% dal prezzo attuale).

CEDOLE.

La prima cedola sarà pagata il 5 marzo prossimo, sulla base del prezzo dei tre sottostanti rilevato il 19 febbraio.
Le cedole sono condizionate, il che vuole dire che se un mese, almeno uno dei tre sottostanti non sia sopra le rispettive barriere la cedola non verrà pagata. Tuttavia, grazie all’effetto memoria, tutte le eventuali cedole non pagate nei mesi precedenti saranno riconosciute all’investitore il primo mese successivo in cui si verificherà la condizione per il pagamento.

RIMBORSO A SCADENZA E RENDIMENTO.

Alla scadenza, nel febbraio del 2021, l’investitore riceverà 1.000 euro per ogni certificate posseduto, a condizione che alla data di rilevazione del 18 gennaio tutti e tre i sottostanti siano sopra le rispettive barriere.
In questo caso l’investitore riceverà anche l’ultima cedola e le eventuali cedole non incassate.
Chi compra oggi può puntare a incassare 36 cedole, da 10,4 euro ciascuna. Incasso cedolare pari a 374,4 euro.  Rendimento annualizzato dell’11,7%.
Se invece anche uno soltanto dei titoli sottostanti sarà sotto la barriera, l’investitore sarà rimborsato con un capitale ridotto. La penalizzazione sarà proporzionale alla performance dell’azione sottostante che ha subito il maggiore ribasso.

RIMBORSO ANTICIPATO.

Il certificate FREXA0009045 prevede anche la possibilità del rimborso anticipato, possibile ogni mese a partire dal sesto mese di vita del prodotto (quindi da luglio), se ognuno dei tre sottostanti è maggiore o uguale al Livello Iniziale. Il prodotto è rimborsato e l’investitore riceve 1.000 euro. Qualora si verifichi il rimborso anticipato, non sarà pagata nessuna cedola dopo la data di rimborso anticipato. Se la condizione per il rimborso anticipato non è soddisfatta, il prodotto continua la sua vita.

I SOTTOSTANTI

Enel. Da inizio 2018 il titolo dell’ex monopolista elettrico francese guadagna il 2%, nell’ultimo anno il rialzo è del 28%. Su 32 analisti, 21 invitano a comprare. Il target price medio è 5,83 euro.
ÉLECTRICITÉ DE FRANCE. Da inizio 2018 il titolo dell’ex monopolista elettrico francese guadagna il 7,8%, nell’ultimo anno il rialzo è del 25%. Su 22 analisti, 10 consigliano di comprare, 7 di tenere e 5 di vendere. Il target price medio è 11,48 euro.
UNICREDIT. Da inizio 2018 il titolo della banca guidata dal ceo Jean Pierre Mustier, guadagna il 14,5%. Nell’ultimo anno il rialzo è del 32%. Su 32 analisti, 23 consigliano di comprare, 8 di tenere ed uno di vendere. Il target price medio è 19,85 euro.

Nell’ultimo anno, tutti e tre i titoli sono andati meglio del loro settore, l’indice Stoxx delle società europee di pubblica utilità ha guadagnato solo il 7,5%, quello delle banche europee è salito dell’8%.

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