CERTIFICATE – Puntare sulle grandi banche italiane rende il 7,8% l’anno

Ordine perentorio della Bce alle banche: ridurre le sofferenze. Nel mirino sono finiti gli istituti di credito italiani che hanno il triste primato di un rapporto sofferenze bancarie sui crediti elargiti vicino al 12%, contro il 5% della media europea. Una situazione, questa,  complice di un’economia, negli anni passati, tra le più deboli nella zona euro, uno sconto molto forte sulla valutazione delle sofferenze in cessione e alcune lentezze tipiche del nostre sistema.

Questa fotografia di gruppo non fa luce sulle differenze che esistono tra banca e banca. In tema, infatti, di solidità patrimoniale e riduzione sofferenze bancarie Unicredit e Intesa brillano con un rapporto crediti deteriorati ed elargiti, in linea con l’Europa. Unicredit è reduce da un maxi aumento di capitale mentre Intesa Sanpaolo ha sempre gestito con estrema cautela crediti e attuato una politica di dismissione delle sofferenze e loro gestione interna tra le più efficaci.

Nonostante gli analisi segnalino le differenze di solidità dei due primi gruppi bancari con il resto del sistema, il mercato non fa distinzioni e sta penalizzando tutto il comparto, temendo che da Francoforte arrivi, come già indicato da diversi membri della Bce, un’indicazione di valutazione delle sofferenze  molto rigida.

Il risultato è che Intesa, negli ultimi tre mesi ha perso il 6,7% (+15% da inizio anno) ed Unicredit -10% in sette sedute  (+17,8% da inizio anno). Ad aumentare la tensione è l’attesa per le elezioni italiane che, molto probabilmente, si terranno a marzo. Con l’attuale legge elettorale sarà difficile arrivare ad una maggioranza senza larghe intese, questo significa, trattative anche dopo le elezioni e maggiore incertezza.
In questo contesto conviene approcciare il settore bancario con un certificate, perché offre delle barriere che mettono al riparo l’investitore, fino a un certo livello, dalla volatilità sui titolo.

Tra i prodotti disponibili, c’è il Crescendo Rendimento Memory a codice Isin FREXA0008534  [FREXA0008534.TX] targato Exane.  Con sottostanti Intesa Sanpaolo ed Unicredit. L’emittente è Exane Finance, la garanzia è quella offerta da Exane Derivatives (Moody’s Baa2, S&P BBB+).
Il certificate emesso da Exane protegge fino ad un ribasso del 40% sulle due maggiori banche italiane, è stato emesso il 12 dicembre 2017 (settimana scorsa)  a un valore nominale di 1.000 euro, oggi si acquista intorno a 993 euro. La durata è di tre anni, con scadenza nel dicembre 2020, ma c’è la possibilità, a determinate condizioni, del rimborso anticipato.

Il certificate paga ogni mese una cedola di 6,5 euro (lo 0,65% del valore nominale) a condizione che alle date di osservazione le quotazioni di Borsa di tutti e due i sottostanti siano sopra le rispettive barriere.

INTESA SAN PAOLO

* il livello iniziale è 2,7942 euro;
* il prezzo attuale è circa 2,79 euro;
* la barriera, sia per la cedola che per il rimborso, è fissata a 1,677 euro (-40% dal prezzo attuale).

UNICREDIT

* il livello iniziale è 16,9933 euro;
* il prezzo attuale è circa 16,2 euro;
* la barriera, sia per la cedola che per il rimborso, è fissata a 10,196 euro (-37% dal prezzo attuale).

CEDOLE.

La prossima cedola sarà pagata l’11 gennaio prossimo, sulla base dei prezzi rilevati il 27 dicembre.
Le cedole sono condizionate, il che vuole dire che se un mese, almeno uno dei due sottostanti non sia sopra le rispettive barriere la cedola non verrà pagata. Tuttavia, grazie all’effetto memoria, tutte le eventuali cedole non pagate nei mesi precedenti saranno riconosciute all’investitore il primo mese successivo in cui si verificherà la condizione per il pagamento.

RIMBORSO A SCADENZA E RENDIMENTO.

Alla scadenza, nel dicembre 2020, l’investitore riceverà 1.000 euro per ogni certificate posseduto, a condizione che alla data di rilevazione del 27 novembre 2020 tutti e due i sottostanti siano sopra le rispettive barriere.
In questo caso l’investitore riceverà anche l’ultima cedola e le eventuali cedole non incassate.
Chi compra oggi può puntare a incassare 36 cedole, da 6,5 euro ciascuna, per un rendimento annualizzato del 7,8%. L’investitore che avrà posseduto il certificate per tutti i 36 mesi chiuderà l’investimento con l’incasso di 234 euro di cedole pari a un rendimento cedolare del 23,54%. Se invece anche uno soltanto dei titoli sottostanti sarà sotto la barriera, l’investitore sarà rimborsato con un capitale ridotto. La penalizzazione sarà proporzionale alla performance dell’azione sottostante che ha subito il maggiore ribasso.

RIMBORSO ANTICIPATO.

Il certificate FREXA0008534 prevede anche la possibilità del rimborso anticipato, possibile ogni mese a partire dal sesto mese di vita del prodotto (a partire dalla rilevazione del 28 maggio 2018), se ognuno dei tre sottostanti è maggiore o uguale al Livello Iniziale. Il prodotto è rimborsato e l’investitore riceve 1.000 euro. Qualora si verifichi il rimborso anticipato, non sarà pagata nessuna cedola dopo la data di rimborso anticipato. Se la condizione per il rimborso anticipato non è soddisfatta, il prodotto continua la sua vita.

I SOTTOSTANTI

Intesa SanPaolo è una delle banche più solide del nostro Paese che procede spedita sulla realizzazione del piano industriale.  Gli analisti sono ottimisti sul gruppo con 17 raccomandazioni Buy, 14 hold e solo un consiglio di vendita per un target orice a 3,15 euro
Anche su Unicredit  tra 33 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo, 24 consigliano di acquistare il titolo e 8 di tenerlo in portafoglio, uno solo consiglia di venderlo. Il prezzo obiettivo medio è di 22,58 euro.

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