BORSE GLOBALI: puntare sulla crescita dell’economia mondiale

BORSE GLOBALI: puntare sulla crescita dell’economia mondiale

Il “diciassette” non sembra portare male all’economia e alle borse.

Nell’ultimo rapporto semestrale l’Ocse, l’Organizzazione che riunisce i 35 Paesi industrializzati, ha alzato le stime di crescita dell’economia globale per quest’anno … il 2017.

Il Pil mondiale ora è stimato in aumento del 3,6% contro il 3,5% indicato lo scorso settembre. Confermato il +3,7% del 2018 e il +3,6% del 2019.

La ricerca mette in rilievo che l’economia globale sta crescendo al ritmo più rapido dal 2010 e sta diventando sempre più sincronizzata tra i vari Paesi.

A fare da traino alla ripresa continuano ad essere le economie emergenti e quelle in via di sviluppo. Basti citare Cina e India che quest’anno viaggiano a un ritmo annuo vicino al +7%.

Per l’area Ocse che riunisce i Paesi sviluppati le previsioni sono di un +2,4%.

Più da vicino, la crescita italiana è vista all’1,6%, in accelerazione dall’1,4% nel 2017, ma pur sempre fanalino di coda in Europa.

Dietro l’Italia c’è il Brasile atteso in crescita di un modesto +0,2% quest’anno dopo un pesante -3,6% registrato nel 2016.

Lo specchio della borsa.

L’indice MSCI ACWI (acronimo di All Country World Index), raggruppa un totale di 2.490 azioni di società quotate su 23 mercati  sviluppati e 24 mercati emergenti. Circa l’85% del totale a livello mondiale.

Ieri ha segnato il nuovo massimo storico a 504,60 punti portando il progresso da inizio 2017 a 19,5% espresso in Dollari Usa, che si ridimensiona a +6,5% se espresso in Euro per effetto della contemporanea svalutazione del biglietto verde.

Al momento la composizione geografica dell’indice MSCI World è evidenziata dalla torta allegata. Al primo posto, era abbastanza prevedibile, ci sono gli Stati Uniti. La sorpresa semmai arriva dalla Cina che compare oggi dietro Giappone, Gran Bretagna e Francia.

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A livello settoriale, Finanziari (18,5%) e Tech (18,45) sono i più rappresentati.

Il grado di diversificazione a livello di singole azioni è tale per cui le prime dieci azioni pesano complessivamente per meno del 10% e sono tutte azioni a stelle e strisce.

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Il P/E medio dell’indice MSCI ACWI è intorno a 20,5x.

Il dividend yield medio è intorno al 2,3%.

Il quadro grafico di lungo periodo.

Il grafico sotto mette in evidenza la forza del trend rialzista avviato nel 2009, dopo lo shock scatenato dalla crisi subprime. L’indice è stato in grado di mettere a segno ben dodici mesi consecutivi al rialzo. L’ultimo, ottobre, è terminato con un progresso del 2% e novembre potrebbe essere il tredicesimo.

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Operatività. Finora è stato vincente “cavalcare” il trend positivo, sfruttando eventualmente le rare correzioni per comprare sulla debolezza.
L’obiettivo naturale del movimento è collocato intorno ai 550 punti.
Cambio di scenario ed eventuale stop loss da applicare in caso di ritorno sotto 430 punti.

Il mercato mette a disposizione strumenti in grado di riflettere l’andamento delle borse globali evitando all’investitore di concentrare il rischio sulle singole Borse o, peggio, sulle singole azioni. Tra questi:

ETF SPDR MSCI ACWI
Isin IE00B3YLTY66 [IMIE.MI]

L’obiettivo del fondo consiste nel riprodurre il rendimento azionario dei paesi sviluppati e emergenti replicando l’andamento dell’indice Msci All Country World Index espresso in dollari Usa. Questo Etf permette quindi di accedere, con cifre modeste e attraverso l’acquisto di un singolo strumento finanziario, a un portafoglio di azioni su scala mondiale.

Dall’inizio dell’anno l’ETF guadagna il 7,2%.

A 1 mese -1,1%.
A 6 mesi +2,7%.
A 1 anno +9,7%.
A 3 anni +10,2% annualizzato.

www.websim.it

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