CERTIFICATE – Il Bonus Cap sulle grandi pulizie del Banco BPM, rende il 18,5%

Il Certificate Bonus Cap a codice Isin IT0005281966 [IT528196.MI] permette di investire sulla tenuta del Banco BPM [BAMI.MI], grande gruppo bancario italiano impegnato in un repulisti del bilancio. Il titolo ha toccato i massimi dell’anno alla fine di settembre, ma da quei prezzi, dopo aver guadagnato in nove mesi più del 50%,  ha perso circa il 20%. Altri su e giù di questo genere nel prossimo anno sono da mettere in conto, soprattutto se dalla Vigilanza della BCE arriveranno nuove sollecitazioni ad affrettare l’espulsione dei crediti in sofferenza. Ma se anche le autorità non aumenteranno il pressing, smaltire 6,3 miliardi di euro di NPL entro la fine del 2019 non sarà la cosa più semplice del mondo. Finché la lavanderia degli NPL sarà in azione, sarà arduo generare utili.

Per questa ragione, anche chi si fida delle promesse dell’amministratore delegato Giuseppe Castagna, può valutare il certificate emesso da Banca Imi a settembre, una via meno esposta alle fluttuazioni del titolo quotato a Piazza Affari.

I dati del trimestre 2017 diffusi ieri sera sono tranquillizzanti, soprattutto per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali: a fine settembre il Common Equity Tier 1 pro forma sfiorava quota 12,5%, un livello che garantisce alla banca un ampio spazio di manovra in termini di nuovi accantonamenti e aumento della copertura delle sofferenze.

Un ripasso del certificate.


Valore di riferimento iniziale 3,0 euro.
Barriera 2,25 euro.
Data scadenza 7 marzo 2019.
Bonus 115,1 euro.

Se alla scadenza, il sottostante è pari o uguale alla barriera, si incassano 115,1 euro. Se nel marzo del 2019 Banco BPM è sotto la barriera, si va incontro ad una decurtazione del capitale, proporzionale al valore del sottostante.
Chi compra il certificate al prezzo attuale (95,6 euro), può chiudere l’investimento con un guadagno di 19,5 euro, pari ad un rendimento del 20,4% in un anno e mezzo: 13,6% l’anno.
Ai prezzi di oggi di Banco BPM (2,76 euro) , la barriera dista il 18,5%, ma quota 2,25 euro può essere violata anche più volte nel corso della vita del certificate, l’importante è che sia sopra nel marzo del 2019.

Cosa dicono i conti del 3° trimestre.

bancobpm.pngIl discreto incremento del margine di interesse, insieme alla buona disciplina sui costi, mostrano che i benefici dell’aggregazione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, si cominciano a vedere anche nel conto economico.
Il margine di interesse è salito a 525 milioni di euro, da 511 milioni di euro del secondo trimestre, l’incremento di quasi il 3% non è poca cosa, in quanto le principali banche italiane hanno registrato cali, o incrementi più modesti.

La società ha negato di aver bisogno di un aumento di capitale ed ha anticipato un ulteriore miglioramento del Common Equity Tier 1, previsto sopra il 13% a fine anno. L’anno prossimo, un ulteriore beneficio, a livello di coefficienti patrimoniali, dovrebbe arrivare dall’adozione dei modelli interni.

Il programma di pulizia del bilancio sta procedendo bene, anche grazie alla dinamica economica favorevole, due miliardi di euro di crediti in sofferenza saranno ceduti prima della fine dell’anno, prima del giugno del 2008 usciranno altri 3,5 miliardi di euro. In più, c’è l’azione della task force interna che lavora sul recupero dei credito. Sulla base dei trend dei primi nove mesi, si può ipotizzare  una discesa dell’esposizione agli NPL intorno al 16%, dall’attuale 17,9%.
Questo miglioramento è già oltre quanto previsto dal piano, ma non dovrebbe bastare alla Vigilanza della BCE, fermamente convinta che il problema delle sofferenza sia da aggredire e risolvere nel tempo più breve possibile. La banca ha comunque avvertito che appena avrà un quadro più chiaro procederà con una nuova super pulizia in grado di dimezzare, nel caso più favorevole, l’NPE.

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