CERTIFICATE – Arrivano le trimestrali: il Cash Collect su Unicredit è una buona via

Unicredit [CRDI.MI] dovrebbe presentare ai primi di novembre dati del terzo trimestre positivi: i coefficienti sulla solidità patrimoniale dovrebbero risalire per effetto della maxi plusvalenza da oltre due miliardi di euro generata dalla cessione di Pioneer. Il balzo di circa 80 punti base del Common Equity Tier 1, da noi stimato a fine luglio a 13,4%, dovrebbe  rinfrancare il mercato, sempre in allerta su questo tema delicato. A fine giugno il coefficiente era 12,8% di giugno: in marzo era 11,5%.

unicredit.jpgI risultati del trimestre dovrebbero mostrare che Unicredit è in anticipo sugli obiettivi del piano industriale al 2019, il quale prevede di arrivare alla fine del 2019 ad un CETI ratio superiore al 12,5%. Nel corso dell’incontro con la comunità finanziaria del 12 dicembre l’amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, potrebbe rivedere al rialzo i target. Noi stimiamo che a fine 2018, la banca sarà già a tre quarti dell’obiettivo finale.

Unicredit è uno dei titoli che più ci piace in vista dell’inizio della stagione delle trimestrali.
Abbiamo dato in anteprima il sestetto delle azioni preferite da qui a fine anno, nel corso dell’evento live tenutosi a Torino la settimana scorsa presso la sede di Directa Sim.
Insieme al nostro partner Banca Imi, abbiamo presentato anche delle vie alternative di investimento su questi sei titoli.

Il Bonus Cap Certificate a codice Isin IT0005282378 [IT528237.MI] è uno degli strumenti che abbiamo presentato alla platea dei partecipanti, investitori, risparmiatori e promotori finanziari alla ricerca di suggerimenti operativi in grado di coniugare protezione e rendimento. Il sottostante è Unicredit

Lo strumento emesso da Banca Imi lo scorso mese potrebbe essere la scelta giusta per chi, per esempio,  teme gli effetti negativi delle nuove linee guida della Vigilanza bancaria in materia di smaltimento delle sofferenze bancarie. Il documento di consultazione pubblicato a metà mese ha gelato il rally delle banche italiane.

Noi pensiamo che Unicredit non abbia molto da temere su questo fronte, infatti ci aspettiamo che alla fine del 2019 il peso dei crediti deteriorati ed in sofferenza, Non Performing Exposure, scenda al 4%, tra i più bassi in Italia.

Il certificate che presentiamo oggi ha si compra a 97,50 euro. Paga il 14 novembre ed il 14 dicembre 0,73 euro di importo plus qualsiasi sia il prezzo del sottostante.

A partire da gennaio, il premio mensile diventa condizionato: l’importo digital, sempre di 0,73 euro, viene pagato soltanto se Unicredit, alla data di rilevazione, è sopra o pari il prezzo di 14,184 euro (livello barriera). Ai prezzi attuali del sottostante (17,15 euro), la barriera è distante il 17%.
Se il titolo quotato a Piazza Affari è sotto la barriera il giorno della valutazione, si perde l’importo digital e si passa al mese successivo. Le date di valutazione sono 9 gennaio 2018, 8 febbraio, 8 marzo, 10 aprile, 8 maggio, 8 giugno, 10 luglio, 8 agosto.
Alla scadenza, il 12 settembre, se il sottostante è sopra  o pari la barriera, si riceve l’importo finale ed il rimborso integrale al prezzo di emissione 100 euro.

Se tutti gli importi, da qui alla scadenza, vengono incassati, si intascano 8,03 euro per ogni certificate, a questa cifra va aggiunta la plusvalenza sul capitale investito, 2,5 euro ai prezzi di oggi. L’operazione si chiude con un guadagno di 10,53 euro, pari ad un rendimento di circa il 10,8% in 11 mesi: rendimento annualizzato sfiora il 12%.

Nel caso il sottostante sia sotto la barriera, il rimborso è in funzione del prezzo del sottostante, con Unicredit a 14 euro si ottengono 78,9 euro.

A parte le nostre considerazioni iniziali, chi valuta questo investimento, può sentirsi rassicurato dal fatto che il 71% degli analisti del consensus di Bloomberg dica di comprare, il target price medio è 19,7 euro. Unicredit da inizio anno guadagna il 25%, contro il +9% dell’indice Stoxx delle banche.

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