CERTIFICATE – Il certificate che scommette sulla tenuta di Saipem

Il prodotto a codice Isin IT0005252173 scade ad aprile 2018: se il sottostante sarà sopra la barriera, distante il 18% dai prezzi attuali, l’investimento si chiuderà con un guadagno annualizzato del 10%…

Il forte calo del prezzo del greggio negli ultimi anni ha mietuto diverse vittime tra i principali produttori di infrastrutture petroliferi. Alcune società sono fallite (vedi la norvegese Seadrill verso la richiesta del Chapter 11) altre si sono reinventate. Saipem dopo un aumento di capitale, l’ingresso di cassa depositi e prestiti, si sta rilanciando: forte taglio costi da un lato ma anche ricerca di nuovi ricavi con commesse non più legate solo al greggio saipem.jpgma anche ad altre attività ingegneristiche.

Stamattina il gruppo ha annunciato  nuovi contratti nel segmento Progettazione & Costruzione Onshore, per un valore complessivo di circa 350 milioni di dollari.  Si tratta di due progetti: un impianto di dissalazione e trasporto acqua in Cile e una raffineria in Messico.

Con questi contratti la raccolta ordini del secondo semestre 2017 ad oggi dovrebbe salire a circa 2,5-2,6 miliardi di euro. Stimiamo per lo stesso periodo nuovi ordini complessivi pari a 4,2 miliardi, il doppio dei 2,1 miliardi messi a bilancio nel primo semestre.

Nelle prossime settimane potrebbero essere ufficializzati anche i contratti per l’alta velocità Brescia-Verona (1,3 miliardi di euro), la Raffineria Duqm in Oman (tra 500 e 800 milioni di dollari) e il progetto per l’impianto Hawiyah in Arabia Saudita (tra 500 milioni ed un miliardo di dollari).

Come tutti i titoli legati a una profonda ristrutturazione e che operano nel settore del greggio lo scenario non è mai totalmente limpido per questo appare interessante intervenire tramite un certificate. In particolare oggi analizziamo un Bonus cap emesso da Banca Imi con  codice Isin IT0005252173 [IT525217.MI] che offre una sintesi tra buone prospettive di guadagno e riparo dal rischio di ribasso. Il sottostante è appunto Saipem. Il certificate, oggi, passa di mano a 103,4 euro e verrà ritirato a 108,8 se il prossimo 19 aprile 2018, data di valutazione finale, Saipem non si troverà sotto il livello di barriera, fissato a 2,9183 ovvero il 18% sotto le attuali quotazioni.

Da notare la tipologia della barriera, europea, ovvero non importa se da qui alla data di valutazione Saipem, scende sotto la barriera, l’unico giorno di riferimento è la data di valutazione finale. Questa tipologia di barriera è un vantaggio per l’investitore, rispetto a quella americana.

Passiamo al rendimenti e ai rischi . Nel caso in cui Saipem si troverà a scadenza sopra la barriera il certificate pagato  103,4 euro verrà ritirato a 108,8 ovvero un guadagno di 5,4 euro per certificato, il 5,2% in 7 mesi ovvero annualizzato circa il 9%.

Se al contrario, il sottostante è sotto la barriera, il capitale non è più protetto ed il rimborso è in funzione delle quotazioni : con Saipem appena sotto il livello di barriera a 2,91 euro il certificate verrebbe ritirato a poco meno di 75 euro.

Saipem da inizio anno perde il 33%, dopo il forte calo, il prezzo del titolo è inferiore del target price calcolato sul consensus raccolto da Bloomberg, a 3,85 euro.

Gli analisti di websim sono ottimisti sul sottostante con un target price a 5 euro e un giudizio INTERESSANTE. Con queste premesse e un arco temporale limitato del certificate crediamo che siano buone le chance perché Saipem  si trovi sopra il livello di barriera a scadenza.

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