CERTIFICATE – Occasioni post voto in Germania: il Bonus cap su Deutsche Bank

di Redazione Websim
La Germania ha votato, con esiti sopra le attese per il partito anti europeista ed un arretramento dei due partiti di governo, penalizzati dall’aver sostenuto le politiche pro immigrazione.

Angela Merkel dovrebbe essersi assicurata il suo quarto mandato, ma in questo momento non è chiaro con chi si alleerà la sua formazione: l’SPD ha già detto che starà all’opposizione. Le trattative saranno lunghe e richiederanno senza dubbio alcune settimane, se non mesi, come dichiarato da alcune parti in causa.

“Per il funzionamento della macchina statale tedesca, non sarebbe una tragedia”, commenta Marco Piersimoni, senior portfolio manager di Pictet Asset Management in un report di ieri. In effetti, anche per quanto riguarda la politica, la Germania è sempre la Germania: la storia degli ultimi cinquant’anni mostra che il processo di formazione dei governi è rapido, anche perché la Costituzione del Dopoguerra non lascia molto spazio ai tatticismi esasperati.

Se anche questi tempi si dovessero allungare, non sarebbe una tragedia: “Abbiamo importanti precedenti, come quello dell’Olanda che è senza governo da sei mesi e quello del Belgio che è rimasto senza esecutivo per un periodo ancora maggiore senza significativi impatti sull’economia”, segnala Piersimoni.
Un altro gestore, Wolfgang Bauer di M&G Investments, afferma che quella di Angela Merkel è una vittoria di Pirro.“ Alla fine, sia che tutto si concluda con una grande coalizione o con una coalizione “giamaicana” con Liberali e Verdi, i negoziati saranno difficili, potrebbero protrarsi per un po’ di tempo”, si legge nel suo report. In questo periodo di vacanza di potere, il presidente francese Emmanuel Macron potrebbe inserirsi, proponendosi per il ruolo di leadership non ufficiale all’interno dell’Ue. Per Bauer, tutto questo potrebbe portare al compimento di uno dei progetti fin qui più controversi. “Se Macron riuscisse a cogliere l’attimo, diverrebbe più probabile la mutualizzazione del debito dell’Eurozona e la creazione di un ministro delle Finanze europeo, almeno a medio termine”

In questo contesto fluido, investire sul made in Germany senza protezione potrebbe essere una via non gradita al risparmiatore prudente, ma se questo stesso investitore, fosse a caccia di occasioni sul listino di Francoforte, il certificate a codice Isin IT0005257420 [IT525742.MI] sarebbe una scelta azzeccata: buona sintesi tra interessanti prospettive di guadagno e riparo dal rischio di ribasso.

Il sottostante è Deutsche Bank, prima banca della Germania per valore della capitalizzazione e grande gruppo europeo del credito specializzato nell’investment banking. Gli ultimi anni non sono stati tranquilli ai piani alti delle due torri gemelle di Francoforte, c’è stato via vai di amministratori delegati e ripetute accuse di gestione spregiudicata della macchina finanziaria. Il titolo, oggi a 13,7 euro, perde il 12% da inizio anno, peggior componente dell’indice Eurostoxx delle banche della zona euro. Ma il ribasso del 2017 è solo l’ultimo parte del declino, nel 2016 il calo è stato del 26%. Deutsche Bank capitalizza oggi 28,3 miliardi di euro, l’84% del valore di Borsa prima della crisi dei subprime, il 71% dai massimi del 2010. Le ultime comunicazioni del trimestre, arrivate alla fine di luglio, non sono state incoraggianti, tanto che il titolo ha continuato la sua discesa anche in agosto. deutsche bank.jpg

L’ultima serie di ribassi, ha però spinto qualche analista a mutare atteggiamento su Deutsche Bank, la settimana scorsa HSBC ha portato la raccomandazione a Hold da Sell. L’analista della banca anglo cinese, Alevizos Alevizakos resta scettico sulla ripartenza degli utili, soprattutto di quelli della parte investment banking, ma a 0,5 volte il tangible equity stimato per il 2019, è lecito aspettarsi che la discesa sia finita. Il target price di Alevizakos è 14,0 euro, il 4,3% in meno del target price medio espresso dalla media degli analisti.

La barriera del Bonus Cap emesso da Banca Imi è 11,70 euro, il 14,5% distante dai prezzi attuali. Il derivato si compra oggi a 95,8 euro. Se alla scadenza, il 30 novembre dell’anno prossimo, il sottostante è sopra o pari alla barriera, si incassano 113,2 euro: l’investimento si chiude con un guadagno del 17,5%, pari ad un rendimento del 15,4%. Se al contrario, il sottostante è sotto la barriera, il capitale non è più protetto ed il rimborso è in funzione del prezzo: con Deutsche Bank a 11 euro si incassano 70,5 euro.

 
 
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