CERTIFICATE – Il Bonus Cap sui buoni fondamentali di Telecom Italia

di Redazione Websim

A Telecom Italia [TLIT.MI] gli affari girano bene. Sia in Brasile che in Italia, nel mobile e nel fisso, trimestre dopo trimestre l’attività operativa migliora e batte le attese. Nel periodo marzo-giugno di quest’anno i ricavi da servizi dell’area mobile sono saliti del 2,5% anno su anno, siamo arrivati così al sesto trimestre consecutivo di crescita.

Nella telefonia fissa, i ricavi sono saliti dello 0,8%, prima variazione positiva dopo otto anni di flessione. Se il trend non cambierà, l’esercizio in corso sarà molto sopra  gli obiettivi del piano industriale: la società prevede un incremento di circa il 3% dell’Ebitda, un’ipotesi ultra prudente che sarà probabilmente superata dai risultati.

Nonostante questo, il titolo a Piazza Affari langue con una perdita da inizio anno dell’8%. Forse perché più del business sui giornali si parla di Telecom Italia per i contrasti fra il suo primo azionista, Vivendi, e il gruppo Berlusconi, con evidenti ricadute sulla politica italiana.

Il nostro giudizio su Telecom Italia è positivo, con raccomandazione INTERESSANTE e target price a 1,23 euro, ma comprendiamo le perplessità di chi non se la sente di investire sul titolo di una società con un passato così tribolato. Per questa ragione segnaliamo un certificate in grado di fornire protezione al ribasso, senza serie rinunce ai guadagni: è  il Bonus Cap di Banca Imi a codice ISIN IT0005257388 [IT525738.MI] che si compra oggi a 97,25 euro.

CARATTERISTICHE.                                                                                                                                 
* Scadenza: 30 novembre 2018
* Barriera: 0,667 euro, distante il 13%
* Valore di riferimento iniziale: 0,834 euro
* Bonus 111 euro
* Quotazione odierna del certificate 97,25 euro

FUNZIONAMENTO.
Se alla scadenza l’azione Telecom Italia sarà pari o sopra alla barriera, l’investimento si chiuderà con un guadagno in 14 mesi  del 14%, pari ad un rendimento annuo del 12%.

Se alla scadenza il sottostante sarà sotto la barriera, il bonus non verrà pagato e il rimborso sarà in funzione del prezzo di Borsa del titolo. Per esempio, se  Telecom Italia dovesse essere a 0,65 euro, il certificate sarà rimborsato a 77,9 euro.

Fra gli analisti che coprono il titolo, il 56% ha raccomandazione Buy e il 35% ha una posizione Neutrale. La media dei target price inferiore è 1,1 euro.

RIFLETTORI SUL BUSINESS.
Grazie alla robusta generazione di cassa, Telecom Italia riesce ad alleggerire il peso del debito senza rinunciare all’ambizioso piano di investimenti nella posa della banda larga in Italia. Il rapporto tra debito ed Ebitda è destinato a scendere a 2,7 alla fine dell’anno prossimo, da 3,1 di fine 2016.

TIM nuovo logo.jpgIl progressivo miglioramento dei fondamentali, prima o dopo dovrebbe spingere Moody’s e Standard&Poor’s ad alzare i loro rating sul debito, con ulteriori benefici a livello di oneri finanziari. L’aumento dei ricavi e la concomitante riduzione dei costi, dovrebbe spingere l’Ebitda di quest’anno a 8,6 miliardi di euro, da 8 miliardi dell’anno passato, nel 2018 si dovrebbe arrivare a 8,8 miliardi euro.

Nel corso dell’anno prossimo potrebbe arrivare anche la dismissione di cui si parla da anni, quella di Tim Brasile, operazione che dovrebbe permettere a Telecom Italia di abbassare il debito e di concentrarsi sull’Italia, Paese in uscita dalle secche della recessione: quest’anno il Pil crescerà ben più dell’1% stimato a inizio anno.

Tutto quel che di buono si trova nei fondamentali, alla Borsa non sembra interessare molto: il titolo perde da inizio anno l’8%, contro il +15% dell’indice FtseMib: oggi tratta a 0,783 euro.

Parte delle difficoltà vendono dalla incertezza sulla governance. Dopo le dimissioni dell’a.d. Flavio Cattaneo,  non è stato ancora nominato il nuovo capo azienda. La trafila per la nomina dell’israeliano Amos Genish ad amministratore delegato si sta rivelando più complessa del previsto. Secondo Il Sole 24 Ore c’è il rischio che il riassetto della struttura di vertice non si concluda entro questo mese, come indicato a luglio dal presidente Arnaud  de Puyfontaine.

C’è poi il rapporto teso con le autorità di controllo e con il governo.
Il governo e la Consob sostengono che Vivendi ha assunto il controllo di Telecom Italia e che avrebbe dovuto informare il governo di questo fatto, perché alcune attività della società hanno una rilevanza strategica per il Paese, in particolare la controllata Sparkle che gestisce il traffico dati internazionale.

L’Agcom, Autorità delle Comunicazioni, sta chiedendo a Vivendi di sciogliere il vietato intreccio di cui è protagonista, in quanto prima azionista di Telecom e secondo azionista di Mediaset.  Vivendi nei giorni scorsi ha presentato alla Consob il suo piano per risolvere la questione.

 
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