BOND in rubli per chi cerca le supercedole

Il risparmiatore alla ricerca di rendimenti importanti, ha da ieri un’occasione in più, il bond in rubli di Banca Imi identificato dal codice IsinXS1650145458, la scadenza è due anni (21 luglio del 2019), la cedola è del 7,80%. Il prezzo è poco sotto la pari 99,70.

L’investimento comporta l’assunzione di un rischio importante sul cambio, soprattutto se gli Stati Uniti decideranno di rendere più pesanti le sanzioni economiche contro la Russia. Ma il ritorno potenziale di questa obbligazione è davvero significativo.

Alcune ragioni di natura macroeconomica inducono all’ottimismo.

Il bond Collezione Tasso Fisso Rublo Russo Opera IV  arriva sul mercato a pochi giorni dalle comunicazioni della banca centrale russa, venerdì il board dovrebbe lasciare i tassi invariati al 9,00%, non una semplice pausa, sulla via del taglio al costo del denaro imboccata nel dicembre del 2014. Il comunicato potrebbe anticipare un vero e proprio cambio della traiettoria.
russiapetrolio.jpgIn Russia l’inflazione in luglio è salita del 4,4% anno su anno, in accelerazione dal +4,1% di giugno: l’obiettivo della banca centrale è un livello di crescita dei prezzi al consumo di circa il 4%. 21 economisti su 34 si aspettano che l’istituto guidato dal governatore Elvira Nabiullina, oltre a confermare l’attuale livello di tassi d’interesse, anticipi al mercato l’arrivo di un nuovo corso nella politica monetaria. Dopo due anni da colomba, la banca centrale potrebbe tornare a essere falco molto presto, scriveva ieri in un report Oleg Kouzmin, l’economista per l’area Russia di Renaissance Capital.

Un cambio di traiettoria dei tassi potrebbe aiutare il rublo, in calo del 7% rispetto all’euro da inizio anno, in questi giorni il cross euro rublo è sui minimi da novembre a 69,7.

Anche la risalita del prezzo del petrolio, per effetto del rinnovato impegno sul contenimento della produzione emerso questa settimana a San Pietroburgo, potrebbe contribuire a sostenere il rublo, valuta molto influenzata dall’andamento delle quotazioni del greggio.
Il vertice tra i paesi produttori che aderiscono all’accordo di Vienna, ha mostrato che Russia ed Arabia Saudita, sono allineate e coese nel sostenere le limitazione all’attività estrattiva. Nel corso della conferenza stampa, i ministri dell’energia dei due stati, due pesi massimi della produzione petrolifera, hanno parlato con una sola voce. Gli avvertimenti lanciati ai paesi che pompano troppo, rappresentano una novità importante, immediatamente recepita dai mercati dell’energia. Il petrolio Brent del Mare del Nord ieri ha guadagnato oltre il 3%, stamattina tratta a 50,4 dollari il barile.

Il bond di Banca Imi è una via indiretta per puntare su un apprezzamento del rublo, uno strumento pensato per il piccolo risparmiatore italiano: grazie al taglio minimo di 100.000 rubli, bastano poco meno di 1.500 euro per sottoscrivere il lotto minimo. La tassazione è pari al 26%. La cedola del 7,80% è in linea con il rendimento di un’obbligazione governativa in rubli, anche se il rischio in capo ai due emittenti è diverso.

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