CERTIFICATE – Ritorni sempre più alti con l’Express su Eni

Certificate-Express Eni:

La prima data di osservazione è il 29 settembre di quest’anno, se il titolo sarà sopra lo strike (distante oggi il 3,8%), il rimborso anticipato sarà del 18,6%. Il premio sale con il passare degli anni: alla scadenza, nel settembre del 2020, il ritorno è del 47%.

L’eccellenza di Eni:

Il cane a sei zampe non è soltanto fedele amico dell’uomo a quattro ruote. Infatti, come da definizione di Ettore Scola, è anche fidato obiettivo di investimento per milioni di risparmiatori italiani. Le azioni e le obbligazioni Eni, anche per effetto della privatizzazione, sono diffusissime, si trovano in una moltitudine di portafogli, grandi, grandissimi, piccoli e minuscoli.

La società fondata da Enrico Mattei è una delle eccellenze dell’Italia, bon solo per quanto riguarda la dimensione aziendale ed industriale. Si può dire che Eni sia così importante da riuscire a dare un contributo rilevante alla costruzione dell’identità del Paese. Nonostante i grandi successi esplorativi ottenuti nel triennio (3,4 miliardi di barili di petrolio equivalente scoperti), chi di recente ha puntato sul titolo, non ha avuto grande soddisfazione. Questo soprattutto perché le quotazioni del petrolio hanno penalizzato il conto economico dell’azienda. Infatti pochi dollari al barile di ribasso valgono centinaia di milioni di euro di utile netto in meno per la società.
L’andamento del titolo:
Da inizio anno il titolo perde il 15%, esattamente quel che ha perso il greggio Brent dal primo di gennaio a oggi, oggi tratta a 13,27 euro. Ma la correlazione non è sempre così stretta, grazie al fatto che Eni non è un petrolifero puro, avendo nel suo perimetro anche attività nella generazione e nella distribuzione del gas, la società riesce a smorzare gli effetti negativi della discesa delle quotazioni. Nel 2014 per esempio, il greggio del Mare del Nord ha perso il 47%, Eni solo il 15%.
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Chi oggi vuole puntare sul Cane a sei zampe, ma ha qualche remora ad investire sul titolo, perché teme che alle attuali quotazioni petrolifere, il pericolo di discesa sia più alto delle possibilità di apprezzamento, trova una risposta in un certificate emesso da Unicredit, l’Express identificato dal codice Isin DE000HV4AV70.

I dettagli del Certificate:

Il derivato è stato emesso all’inizio di ottobre del 2015, l’ultimo giorno di negoziazione è il 24 settembre del 2020. Ma se le condizioni previste dal rimborso anticipato saranno rispettate alle prossime tre date di osservazione intermedie, l’investimento si chiuderà in anticipo con un buon ritorno.

Caratteristiche. Strike a 13,69 euro, circa il 3,8% sotto i prezzi attuali del sottostante. Barriera a 9,58 euro, distante il 27,3% dai prezzi attuali. Date di osservazione intermedie: 29 settembre 2017, 1° ottobre 2018, 30 settembre 2019. Prezzo 100,4 euro.

Funzionamento. Se alla data di osservazione il sottostante è sopra lo strike, il certificate viene rimborsato in anticipo. Se questa condizione si avvera il 29 settembre 2017 il rimborso è 119,2 euro. Il ritorno è del 18,6% . Se Eni è sotto lo strike si passa alla data di osservazione successiva, senza alcuna penalizzazione. Nel caso il sottostante sia sopra la strike il primo ottobre 2018 il rimborso sarà 128,8 euro, ritorno 28,1%. Se il derivato viene ritirato il 30 settembre 2019 il rimborso è 138,4 euro, ritorno 37,7%.

Gli scenari:

Alla scadenza. Il 29 settembre 2020 si possono presentare tre possibilità.

1 Il sottostante è sopra lo strike, il rimborso è 148 euro, ritorno 47,3%.
2 Il sottostante è sotto lo strike ma sopra la barriera, il rimborso è 100 euro.

3 Il sottostante è sotto la barriera, ipotizziamo sia a 9 euro, il rimborso è 65,7 euro.

A noi Eni piace perché sta tenendo fede agli impegni presi al momento della presentazione del piano industriale: la produzione cresce come annunciato, le dismissioni permettono alla società di avere le risorse per portare avanti i nuovi progetti esplorativi, senza penalizzare la remunerazione. Noi ci aspettiamo per quest’anno 6,6 miliardi di euro di utile operativo, il triplo del risultato del 2016, nel 2018 lo stimiamo a 8,8 miliardi di euro.

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