DOBANK – La matricola di Piazza Affari continua a volare

DOBANK – La matricola di Piazza Affari continua a volare

Nuovo balzo per DoBank, l’ultima matricola di Piazza Affari, al suo secondo giorno di contrattazioni.

Dopo il +13% di venerdì DoBank vede oggi le azioni scambiate a oltre 11 euro, con un rialzo di oltre il 9%.
La capitalizzazione complessiva è di oltre 800 milioni di euro.

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La società guidata da Andrea Mangoni e presieduta da Giovanni Castellaneta opera in un settore salito velocemente ai vertici della finanza italiana, quello dei Non performing loans, cioè le sofferenze che fanno capo alle banche. Ma a differenza dell’azionista Fortress, che investe direttamente in portafogli di Npl, DoBank è attiva nella gestione dei portafogli stessi con una piattaforma di recupero. In un incontro con gli analisti nello scorso marzo Francesco Colasanti, managing director di Fortress aveva indicato che la società ha realizzato nel 2016 circa 61,6 milioni di Ebitda.

L’azionista Avio ha venduto 38,1 milioni di azioni al prezzo di 9 euro ciascuna, al termine dell’Ipo, senza considerare la Greenshoe, avrà il 54,4% del capitale, con la Greenshoe scende a 50,1%.

Parlando con i giornalisti durante la cerimonia per la quotazione, Colasanti ha detto oggi che Fortress non ha intenzione di uscire dall’azionariato di DoBank.  “Pensiamo che la società possa crescere molto”, ha detto Colasanti, sottolineando che per il fondo si tratta di “una partecipazione industriale”.

DoBank è nata dalla ex-Uccmb, il veicolo di gestione dei Non performing loans di casa Unicredit, acquisito quattro anni fa da Fortress dopo un’asta competitiva. Nel luglio dello scorso anno ha inoltre acquisito Italfondiario, il secondo servicer indipendente in Italia. A vendere a quel tempo erano stati gli stessi fondi di Fortress (che controllavano Italfondiario all’88%) e Intesa Sanpaolo, che aveva a propria volta in portafoglio una quota azionaria dell’11% del capitale. L’operazione dello scorso anno ha dato vita al più grande gruppo indipendente in Italia dedicato alla gestione e al recupero di Npl. La realtà aggregata ha oltre 83 miliardi gestiti e circa 200 milioni di fatturato.

DoBank, dopo la quotazione, punta a crescere sia a livello organico sia attraverso acquisizioni sfruttando le forti opportunità del mercato italiano, atteso in forte crescita anche sulla scia degli elevati volumi di Npl (basta pensare agli oltre 27 miliardi lordi di sofferenze di Montepaschi e a quelli delle banche venete) che dovranno essere gestiti dalle piattaforme di recupero.

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